Archive for Novembre, 2015

Il Bataclan attaccato

Giovedì, 19 Novembre 2015

Teatro Bataclan

Uno dei ragazzi che si è salvato dalla carneficina insensata del 13 novembre, ha dichiarato all’Arena di Giletti, che il Bataclan ha una capacità di circa 1500 spettatori. Il 13 novembre il Teatro Bataclan era sold out.

A un certo punto, ha raccontato, quando la band aveva appena iniziato l’intro della canzone “Kiss the Devil”, si è scatenato l’inferno. “Kiss the Devil” è solo una canzone, ovvero  una sequenza di note e parole organizzata secondo un certo gusto, secondo una certa sensibilità. Può piacere o no, ma è solo un’espressione artistica. Purtroppo, a quanto pare e in culture diverse da quella occidentale, se si esclude la musica fatta coi tamburelli e con scopo di accompagnamento a funzioni religiose, quella restante e del tutto normale in contesti occidentali, è percepita come blasfema. Questa potrebbe essere una delle ragioni della follia al Teatro Bataclan.

I fatti sono purtroppo ultra conosciuti. Il 13 novembre il Bataclan era colmo di giovani in attesa del concerto. C’era chi faceva dei selfie, chi sorseggiava con gli amici una birra, chi guardava verso il palco attendendo i propri beniamini. Insomma, il paesaggio banale – in questo caso, sinonimo di tranquillità – di un weekend all’insegna della musica. Quando, finalmente, il concerto agognato è iniziato, la gioia e le canzoni hanno permeato lo spazio del Teatro.

Non era previsto alcun cambio di artisti sul palco, tuttavia un cambio velenoso è avvenuto. A un certo punto, dalle canzoni cantate in coro, si è passati alle urla di terrore. Il palco, un secondo prima animato dalle chitarre, è stato aggredito da una nuova band: la band del terrore. Via le chitarre, avanti i kalashnikov. Niente spartiti, crome o semicrome. Solo proiettili.
Certo, come ha ricordato il ragazzo ospite da Giletti all’Arena, il centro del Bataclan si era riempito di poveri corpi ‘colpevoli’ di aver voluto partecipare a un concerto e per questo abbattuti, ma, lo intuirebbe chiunque, chi si vuole distruggere – in questo frangente – è l’Occidente.
È stato, fra le altre cose, un attacco diretto al rock occidentale.

Vale la pena segnalare che il gruppo del 13 novembre non è un insieme di musicisti nichilisti appartenenti all’heavy metal. Anzi, gli Eagles of Death Metal, questo il loro nome, non sono nemmeno appartenenti al Death Metal. Il nome nasce proprio all’insegna della non aggressività: “Eagles of Death Metal”, infatti, è il nome scelto dall’attuale leader Jesse Hughes, cantautore/chitarrista e frontman. L’artista lo scelse in seguito a una discussione avuta con un sostenitore dei Poison. In quest’occasione e contro l’affermazione del fan che definiva Death Metal i Poison, Jesse aveva risposto con nonchalance che questi, al massimo, sarebbero potuti essere gli ‘Eagles of Death Metal’: come a dire che, i Poison, erano sentiti da lui rassicuranti almeno quanto gli storici Eagles di “Hotel California”.
Gli Eagles of Death Metal, oltre all’ovvio shock vissuto, hanno anche avuto una perdita umana. Infatti, fra le vittime, c’è Nick Alexander, 36 anni, addetto al merchandising della band.
Oltre a Jessie Hughes, il gruppo vede nelle proprie fila, Dave Catching (chitarra, vocals, basso), Matt McJunkins (basso, vocals), Julian Dorio (alla batteria) e Eden Galindo (guitar, vocals).
La band ha all’attivo collaborazioni illustri con musicisti importanti come Dave Grohl, Brian O´Connor, Joey Castillo, Jack Black e Taylor Hawkins.

Va da se che l’obiettivo di questo eccidio è uno solo: tenere lontano dai luoghi della Cultura – in questo caso, la musica rock – le persone. Perché il contatto significa trasmissione d’idee e coraggio. E, proprio all’insegna del coraggio e della speranza, i concerti non saranno disertati.

 

Misteriosi Coldplay

Giovedì, 19 Novembre 2015
Coldplay
Ormai, è sicuro: per dicembre sarà pubblicato il nuovo lavoro di Chris Martin and company. Tuttavia e per i più curiosi, intorno a questa pubblicazione dicembrina gira una sorta di leggenda metropolitana – mai questo aggettivo ha trovato giusta collocazione come in questo caso! Il fatto muove da un enigmatico manifesto che i fan più appassionati avevano notato nella metropolitana di Londra. Quest’ultimo si caratterizzava per un logo multicolore e per una data impressa: 4 dicembre. Da qui a intendere il tutto come una sorta di messaggio nascosto per annunciare il prossimo album dei quattro inglesi, il passo è stato breve. A valutare il manifesto in questione come presunto segnale per l’eventuale e prossima pubblicazione discografica dei Coldplay, c’è stato il concorso di due indici. Il primo è stato la corrispondenza del logo, sostanzialmente uguale, a quello presente sulla maglietta indossata da Chris Martin – autore, cantante e chitarrista – sul palco del Global Citizen Festival. Il secondo indice è stato, proprio durante la citata esibizione al Global Citizen Festival, la presentazione di un brano inedito che titola “Amazing Day”.

Comunque e secondo le ultime notizie, il nuovo Cd dovrebbe chiamarsi “A Head Full Of Dreams” e, come da data impressa sul ‘famoso’ manifesto della metropolitana londinese, dovrebbe essere pubblicato il prossimo e vicino 4 dicembre 2015. “A Head Full Of Dreams”, sarebbe il sequel del fortunato “Ghost Stories”. Quest’ultimo è stato il sesto album in studio che i Coldplay hanno realizzato, nonché pubblicato, l’anno scorso – precisamente il 19 maggio 2014 per l’etichetta Parlophone – e lanciato col singolo apripista, “Magic”.

Fino a non molto tempo fa, il gruppo capitanato da Chris Martin, non aveva lasciato precise notificazioni in riguardo al nuovo Cd. A voler andare più a fondo e, forse, a creare una certa aura di mistero sul prossimo “A Head Full Of Dreams”, hanno contribuito gli stessi Coldplay. Infatti e a posteriori, comunque, si può ricordare che, dopo l’uscita dell’ultimo album, “Ghost Stories” e alla Bbc, i musicisti della band inglese dichiararono che stavano già occupandosi del settimo album – ovvero “A Head Full Of Dreams” – per chiudere un capitolo della loro carriera. Più precisamente, proprio Chris dichiarò che col settimo disco i Coldplay avrebbero concluso un percorso artistico come: “se fosse l’ultimo libro della saga di Harry Potter”. Lasciando intendere che, forse, lo stile futuro di una delle band più amate al mondo, potrebbe, dopo la pubblicazione di “A Head Full Of Dreams”, evolvere verso altre direzioni. Di sicuro, giudicando il disco in base a queste ultime interpretazioni, si potrebbe aggiungere che, forse, più che “A Head Full Of Dreams”, andrebbe meglio il (purtroppo già sfruttato) titolo di “Ghost Stories”, storie di fantasmi e misteri, si sa, vanno sempre a braccetto.

È doveroso aggiungere in questa sede – riportato dalla rete – che i Coldplay, nel venerdì di terrorismo a Parigi, nel loro concerto a Los Angeles e per rispetto delle vittime, hanno ridotto il repertorio previsto e, dopo un lungo momento di silenzio, hanno cantato “Imagine” di Lennon.

Nuovo album omaggio: da Francesco De Gregori, a Bob Dylan

Domenica, 15 Novembre 2015

De Gregori, traduce e interpreta, con grande amore e rispetto, 11 celebri successi di Bob Dylan. I brani sono stati pubblicati venerdì 30 ottobre 2015.  Va da se che,  il nuovo album, è un omaggio che Francesco  tributa al grande Bob Dylan.  Il titolo del disco (prodotto da Guido Guglielminetti) è “De Gregori canta Bob Dylan – Amore e Furto“.

Ad una settimana dall’uscita l’album è il più venduto della settimana entrando direttamente al primo posto della classifica TOP OF THE MUSIC FIMI/GfK. Il disco è stato preceduto dall’uscita del primo singolo promozionale “Un angioletto come te“:

De Gregori canta Bob Dylan – Amore e Furto” – La tracklist

Un angioletto come te (Sweetheart like you)

Servire qualcuno (Gotta serve somebody)

Non dirle che non è così (If you see her, say hello)

Via della Povertà (Desolation row)

Come il giorno (I shall be released)

Mondo politico (Political world)

Non è buio ancora (Not dark yet)

Acido seminterrato (Subterranean homesick blues)

Una serie di sogni (Series of dreams)

Tweedle Dum & Tweedle Dee (Tweedle Dee & Tweedle Dum)

Dignità (Dignity)

Francesco De Gregori sta incontrando in queste settimane il pubblico per presentare il disco negli store La Feltrinelli, suonando live anche tre brani estratti dall’album.

Bennato: “Pronti a salpare” per il futuro

Venerdì, 6 Novembre 2015

 

Nella seconda parte di ottobre è stato pubblicato il nuovo disco di Edoardo Bennato. Il titolo esce dopo cinque anni dall’ultima pubblicazione.

 

Edoardo Bennato durante un concerto
Edoardo Bennato durante un concerto
L’ultimo lavoro l’aveva pubblicato nel 2010. Il Cd si chiamava programmaticamente “Le vie del rock sono infinite”. E, a giudicare dalla voglia sempre indomita del cantautore e chitarrista, le vie del rock non solo sono infinite, ma sempre aperte a chi cerca altro e vuol salpare: “Pronti a salpare”, come temerariamente recita il titolo dell’ultimo disco di Edoardo Bennato.“Pronti a salpare” è sicuramente una frase buona per diversi contesti, e in special modo, se la si usa in un luogo che non si presta o non si presta più a ospitare la presenza dell’uomo. Perlomeno dell’uomo che, all’interno del minimo sindacale che si aspetta dall’esistenza, auspica per se e i suoi cari, una vita almeno dignitosa. Come la fiumana di persone che, con ogni mezzo, cerca il proprio futuro in Europa.
Proprio in riferimento all’ultimo concetto trattato sopra, il cantautore campano così si è espresso: “Viviamo un’era di grandi trasformazioni, di spostamenti biblici. Decine di migliaia, centinaia di migliaia di disperati cercano vie di scampo alle guerre, alla fame, alla miseria e si dirigono verso il conclamato benessere del mondo cosiddetto occidentale. Sono disposti a tutto, sono disperati, sono pronti a salpare! Ma tutti quanti noi dovremmo essere pronti a salpare. Il mondo cambia e dovremo entrare in un altro ordine di idee, guardare le cose da un altro punto di vista. Insomma, non solo gli emigranti ma tutti quanti noi in questo momento particolare dovremmo essere pronti a salpare. Ecco, il mio nuovo album si intitola proprio cosi, pronti a salpare!”

Bennato che, in “Pronti a salpare” costituito da 14 inediti pubblicati il 23 ottobre, usa la sua speciale tecnica di indagine descrittiva sulla società – politica, famiglia, figli, futuro, amore – non dimenticando le proprie origini, per questo lavoro si è affidato alla produzione di Brando, al secolo Orazio Grillo. Inoltre, l’album è stato annunciato, già dal 25 settembre, attraverso la programmazione radiofonica dell’estratto “Io vorrei che per te”. Il singolo è stato presentato in esclusiva e dal vivo all’Expo Milano con un concerto battezzato Bennato & Farmers, evento trasmesso in diretta su Rai3 in prima serata. Va segnalato che “Io vorrei che per te” è anche un videoclip diretto da Marco Caiano (Da un’idea di Edoardo Bennato).

La tracklist:

1.Pronti a salpare 2.Io vorrei che per te 3.Povero amore 4.La calunnia e’ un venticello 5.Il mio nome è lucignolo 6.A Napoli 55 e’ ‘a musica 7.Al gran ballo della Leopolda 8.E’ una macchina 9.Giro girotondo 10.Il mio sogno ricorrente 11.Niente da spartire 12.La mia città 13.Zero in condotta 14.Non è bello ciò che è bello