Archive for Marzo, 2016

Il negoziatore e i suoi amici(?)

Lunedì, 28 Marzo 2016

 

Chi, prima di vedere il film, era a conoscenza di questa professione? Probabilmente pochissimi.
Sì, insomma, non è che capiti mai che qualcuno si presenti come Pinco Pallino, di mestiere… negoziatore.
Comunque,ieri, 27 marzo, alle 20.59, è tornato in TV uno dei polizieschi più belli degli anni Novanta, Il negoziatore, film che ricordiamo per le notevoli performance dei due protagonisti, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey.

Il film: Un negoziatore di ostaggi (Jackson), uno dei più bravi della polizia di Chicago, viene accusato di omicidio. Lui dice di essere stato incastrato. Abbandonato da tutti i suoi ex amici e davanti alla possibilità di vivere il resto della sua vita in galera, decide di sequestrare a sua volta una serie di ostaggi all’interno di un palazzo. Alcuni di questi potrebbero essere i colleghi che lo hanno incastrato. Tutto quello che vuole è dimostrare la propria innocenza. Ma di chi può fidarsi nel momento in cui tutti lo vogliono morto? A quel punto è lui a chiedere la presenza di un altro negoziatore sulla scena (Spacey). Un altro professionista con cui comunicare durante la crisi e iniziare una battaglia psicologica che porterà alla verità.

Dietro le quinte: Il film era stato inizialmente proposto a Sylvester Stallone che avrebbe interpretato il ruolo di Spacey. Quest’ultimo invece avrebbe interpretato il ruolo di Samuel L. Jackson.

Perché vederlo: Il negoziatore è un ottimo esempio di grande film d’intrattenimento che ha l’aria di un b-movie. Una storia che strizza l’occhio al cinema statunitense degli anni Settanta e che ci offre thriller, azione e dialoghi solidi recitati in maniera perfetta dai due attori a gara di bravura. Sono loro la ragione per cui questo film è ancora ricordato.

La scena da antologia: L’entrata in scena di Kevin Spacey dopo mezz’ora di film. Lo incontriamo nel momento in cui sta negoziando una crisi familiare nata da una lite tra la moglie e la figlia: “Una volta ho convinto un tizio a non far esplodere un grattacielo, ora non riesco a convincere mia moglie a uscire dalla camera da letto!”.

 

Marok, regine dell’heavy metal

Sabato, 26 Marzo 2016

Articolo di massimoalbertini in data 26-03-2016

Le metallare esistono. Ed esistono anche in Botswana. Le donne Marok, regine dell’heavy metal, sfidano la società patriarcale che le discrimina e considera il metal una musica satanica.
Come ogni metallaro che si rispetti indossano giacche e pantaloni di pelle, cinture borchiate, bandane, magliette di Iron Maiden, Motorhead e AC/DC. Sono le Marok, ovvero rocker nella lingua tswana, donne appassionate di hard rock e heavy metal che sfidano le discriminazioni di genere della società patriarcale botswanese. La cultura tradizionale conservatrice del loro paese, infatti, non solo garantisce loro meno diritti rispetto agli uomini, ma percepisce anche la musica metal come satanica.

Il sudafricano Paul Shiakallis ha realizzato una serie di fotografie intitolata Leathered Skins, Unchained Hearts che ritrae le Marok nelle loro case nella capitale del Botswana, Gaborone. Un progetto complicato perché “il Marok è una sottocultura ancora molto nascosta”, racconta il fotografo alla piattaforma Norient. “Di giorno sono timide e diffidenti, vestono come tutte le altre donne. Si possono riconoscere solo di sera quando si sono cambiate o attraverso le loro foto sui social media”, spiega Shiakallis.

Per le Marok, la musica metal è una forma eversiva di autoespressione che le aiuta ad accrescere la propria stima e determinazione. Anche per questo le queens, come si autodefiniscono, portano nomi suggestivi come Onalenna Angelovdarkness, Amokian Lordess e Phoenix Tonahs Slaughter. “Alcuni loro mariti e fidanzati erano così possessivi – spiega Shiakallis – che hanno impedito di fare le foto, altri non volevano che le loro donne fossero in presenza di maschi, specie se bianchi. Molti erano contrari al fatto che le loro compagne avessero lo stesso riconoscimento dei rocker”. In Botswana la popolazione è molto credente e praticante, con il 90% della tv costituito da canali religiosi. Le regine sono tacciate dall’opinione pubblica come sataniste, ricevendo insulti di ogni tipo. “Un equivoco – conclude il fotografo – perché hanno una vita normale e loro stesse frequentano regolarmente la chiesa. Il Marok è piuttosto un credo di come la musica possa unire le persone ed essere un catalizzatore per il cambiamento”.

Cris Cornel, tour italiano 2016

Lunedì, 21 Marzo 2016

Articolo di giorgiaconti in data 21-03-2016

 

Dopo il successo del suo recente tour americano, CHRIS CORNELL porterà anche in Europa il suo “Higher Truth” tour, a partire dal 23 marzo 2016.

“Higher Truth” (Universal) è il titolo del nuovo album solista acustico di CHRIS CORNELL. Il frontman di Soundgarden aveva già sperimentato un tour acustico in passato e dopo aver registrato molteplici “sold out” in giro per il mondo e dopo aver ricevuto un’accoglienza incredibile da critica e pubblico ha deciso di concretizzare questo progetto. Il risultato è eccellente e la voce di CHRIS CORNELL è, come da tradizione, al di sopra delle righe.
“Higher Truth” è stato prodotto da Brendan O’Brien (già al lavoro con Bruce Springsteen, Pearl Jam, Neil Young) e rappresenta un grosso passo in avanti nella carriera di CHRIS CORNELL che, musicalmente, è stato ispirato da artisti del calibro di Daniel Johnston, Nick Drake ed i Beatles dell’era “White Album”.

TRE LE DATE ITALIANE NEI TEATRI AD APRILE: TRIESTE, ROMA e MILANO.

Ecco di seguito i dettagli:

CHRIS CORNELL

15.04 TRIESTE, Teatro Politeama Rossetti
18.04 ROMA, Auditorium Parco della Musica
19.04 MILANO, Teatro degli Arcimboldi

Inizio concerto: ore 21.00
Apertura porte: ore 19.30

Ligabue: “Scusate il disordine”

Domenica, 20 Marzo 2016

Il titolo dell’opera è tipicamente alla Ligabue, ovvero preso dalla quotidianità. “Scusate il disordine” è una frase strausata in qualsiasi contesto e, in questo caso, fa pensare a un Ligabue preso da mille impegni e pensieri e, quindi e con il tempo corto.  Il 10 maggio sarà pronto il nuovo testo partorito dalla penna instancabile di Luciano Ligabue. L’artista, che ha compiuto recentemente 56 anni, ha pensato chel’occasione fosse giusta per annunciare, sul popolare network Facebook Mentions e in diretta, i suoi prossimi programmi artistici. Il piatto forte e più imminente è legato, ovviamente, alla pagina scritta. Il nuovo libro è costituito sostanzialmente da racconti. I protagonisti della raccolta hanno come fil rouge la musica: “Sappiate che il contenuto di base è la musica, da protagonista o sullo sfondo per qualsiasi racconto”, ha affermato l’autore. Il cantautore emiliano conta un certo numero di pubblicazioni. Ecco i titoli che precedono “Scusate il disordine”: “Fuori e dentro il borgo”, “La neve se ne frega”, “Lettere d’amore nel frigo” e “Il rumore dei baci a vuoto”, quest’ultimo, anch’esso, una raccolta di racconti.

Se il lato/libro è ben strutturato, non si può dire altrettanto della parte più prettamente musicale. Quest’ultima presenta bordi meno precisi. D’altra parte, lo stesso cantautore ha dichiarato, prima, “Tendo a scrivere tanto, produrre tanto, realizzare tanto”; poi ha corretto il tiro: “…Non vi lasciamo a secco né per i live, né per gli album. C’è molta ciccia e devo capire se riesco a realizzarla entro la fine dell’anno”. Insomma, è probabile che per quest’anno ci sia anche un nuovo album di inediti, anche se la cosa non è sicura al cento per cento. Fra gli eventi già realizzati, è da segnalare la collaborazione con un altro autore che ama il rock. Infatti, Ligabue, ha prestato la sua voce in un brano – più precisamente ne ha interpretato una parte – di Gianluca Grignani. La canzone in questione si chiama “La fabbrica di plastica”. Si tratta di una riedizione dello storico brano, pubblicato il 1996. Per chiudere, altra comunicazione in bilico tra il forse e il sicuro, si segnala anche la possibilità di dare ai fan di Ligabue un concerto per il 2016. La notizia di un eventuale concerto del Liga a Reggio Emilia, si deve ai iche circolano insistentemente sulla rete. Ufficialmente non è stato confermato niente in proposito. Di sicuro si sa che lo staff del cantante, nel quale c’è Ferdinando Salzano, responsabile dell’agenzia F&P group, ovvero, l’organizzazione che da anni presiede ai concerti di Luciano, ha presentato particolare interesse alla zona dell’area delle ex Reggiane. Pur con una capacità scarsa di spettatori, circa 3000, potrebbe comunque ospitare un live dell’artista emiliano.

AC/DC, problemi per il tour 2016

Domenica, 13 Marzo 2016

 

 

I medici che hanno visitato il vocalist degli AC/DC sono stati perentori. A Brian Johnson hanno spiegato che, per il momento, deve fermarsi. Continuare a esibirsi potrebbe condurlo verso una delle patologie peggiori per chi fa quella professione: la sordità. I colleghi di band stanno vagliando altre possibilità per mantenere la parola data ai tanti fans. Infatti, un tour degli AC/DC è qualcosa di abbastanza mastodontico e di conseguenza, come cantavano i colleghi Queen, ‘the show must go on’. Al momento l’entourage del gruppo sta riprogrammando le ultime 10 date americane rimaste fuori. Queste ultime, così pare, dovrebbero essere recuperate a fine 2016. Se per l’America si è parlato di soluzione concertistica di fine anno, per la zona europea al momento non ci sono novità.  Si prospetta il rischio di cancellazione degli appuntamenti. Speriamo di no.

Nel 1980 gli AC/DC rischiarono di sciogliere il gruppo. La crisi, poi per fortuna allontanata, nacque in seguito alla morte della voce principale con la quale avevano raggiunto il successo. Il carismatico cantante si chiamava Bon Scott. Quest’ultimo, era il 1974, era entrato in contatto con i fratelli Malcom e Angus Young mentre faceva uno dei tanti suoi lavori occasionali per sbarcare il lunario, in quel caso, l’autista. Quando si presentò l’occasione, Bon Scott mostrò le sue spiccate doti di vocalist e di conseguenza, poiché la voce solista dei proto AC/DC era in procinto di allontanarsi, fu invitato a far parte della band. Purtroppo il cantante era predisposto a vivere episodi di eccesso alcolico e, nel pomeriggio del 19 febbraio del 1980, fu trovato morto sul sedile di un’auto. Il 15 aprile del 1980, dopo aver partecipato a un’audizione, arrivò in pianta stabile negli AC/DC – ovviamente come voce principaleBrian Johnson. Il nuovo cantante, inglese da parte del padre e italiano da quella della madre, come in tutte le situazioni del genere, fece fatica a farsi accettare dai fans. Questi ultimi, si sa, quando si affezionano a un personaggio qualificano come intruso il nuovo arrivato. Ma, intruso o meno, i nuovi AC/DC realizzarono un album rimasto nella storia dell’hard rock mondiale. Il titolo è “Back in Black”, uno dei migliori lavori di rock duro di tutti i tempi. Dave è Dave Evans. Ovvero, il cantante che militava negli AC/DC ancora prima di Bon Scott e, va da se, prima di Brian Johnson. Il suo è un destino alla Pete Best dei Beatles: partire insieme con gli altri ma non arrivare con loro. Comunque, all’inizio degli anni 70 e per probabili divergenze di natura musicale, Evans abbandonò l’avventura AC/DC per dedicarsi a un suo progetto solista. Oggi e per il tour “Rock or Bust”, il buon Dave si è fatto avanti, autocandidandosi come sostituto dell’eccezionale titolare che, per il momento, deve stare a riposo per motivi di salute. Non si sa come evolverà la situazione. Comunque Dave Evans, membro storico della band a tutti gli effetti, ha fatto capire che ci terrebbe in particolar modo a rientrare, pur se di passaggio, in quel progetto che una volta era anche il suo. Chissà che, in questo frangente di rimescolamento, non si riesca, per le date estive previste per maggio e giugno 2016, a vedere cantare insieme Brian e Dave. Sarebbero dei concerti storici.

 

Renzi, il critico

Domenica, 13 Marzo 2016

Articolo di massimoalbertini in data 13-03-2016

«È impressionante quanto accaduto a Milano» ha detto Matteo Renzi sulla vicenda: «Nel M5S c’è il principio che uno vale uno, poi arriva Casaleggio e vale per tutti».
Come al solito il premier non votato dal popolo ma dai suoi amici, non perde occasione per dire amenità. Il fatto è comunque legato a quanto segue.
La candidata sindaco a Milano per il Movimento 5 Stelle, Patrizia Bedori, ha messo a disposizione la sua candidatura, dopo un confronto con gli attivisti milanesi: secondo quanto si è appreso, deciderà insieme a loro entro l’inizio della prossima settimana se restare in campo o ritirarsi. La sua candidatura non avrebbe ancora convinto tutti, creando malumore nel movimento. Sul versante opposto, il candidato sindaco del centrodestra, Stefano Parisi, si è detto dispiaciuto nel caso la candidata si ritirasse «ma non temiamo nessuno». Bedori era stata selezionata nelle “comunarie” dello scorso novembre, anomale per il movimento in quanto non eseguite online ma in un seggio con schede e urna.

 

Francesco e Wilma

Mercoledì, 9 Marzo 2016


Allora Wilma, quanta emozione?
«L’emozione è sempre uguale, viviamo ogni figlio come se fosse il primo, anche se al terzo ci si va un po’ a occhi chiusi. Francesco è sempre disperato: mi chiama mille volte al giorno chiedendo se sto bene e ogni sera prima di dormire mi canta She di Elvis Costello all’orecchio».
Con Francesco andate a ritmo da record: un matrimonio e due figli in meno di due anni.
«Due anni abbondanti in realtà: stavamo insieme già dalla fine del 2013, anche se per qualche mese non l’abbiamo detto quasi a nessuno. Comunque ora ci fermiamo. E non prendiamo il matrimonio con leggerezza. Abbiamo imparato dal passato quanto ci vuole pazienza, rispetto e amicizia: è qualcosa che stiamo costruendo e che non sarà sempre facile e divertente. Purtroppo siamo una generazione viziata, che accetta le sfide degli studi, della carriera, ma che di fronte alla prima sfida della convivenza non ha tempo da perdere nella costruzione diaria del amore».
Idee per il nome della bambina?
«Abbiamo deciso: Liv! Francesco dice sempre I live for you, Io vivo per te. Liv è un bell’omaggio a questo amore.
Nostalgie da mamma per il suo Brasile?
«Un po’, ma in fondo sono andata via a 15 anni. Ho vissuto a New York, a Parigi. E poi, quando facevo il college a Lugano, già mi sentivo mezza italiana».
Una curiosità: tutti dicono che lei è una modella, invece…
«Invece mi sono laureata come dentista, con master in Chirurgia ortopedica facciale. Poi 2 anni di recitazione allo Stella Adler Studio di New York. Ma ho sempre lavorato, anche ora, nel settore Brand strategy. E pensare che il mio primo impiego è stato nell’ufficio di comunicazione della stilista Vera Wang a New York e che il mio sogno era arrivare a scrivere proprio per Vanity Fair. Comunque, resto una divoratrice di libri e ho due  romanzi nel computer , chissà che un giorno riesca a pubblicarli».
Suo marito ha scritto un post su Facebook che chiunque vorrebbero sentirsi dedicato: «Dicono tutti che i miracoli non esistono…BALLE, esistono eccome e a me n’è accaduto uno: incontrare la donna della mia vita. Senza mia moglie sarei solo un uomo mediocre!».
«È l’uomo più innamorato di me che abbia mai avuto. Dietro l’apparenza da duro, con tutti i tatuaggi, e da playboy, pure nel numero di cellulare, è tenerissimo: è il marito migliore del mondo».
Anche a suo papà è piaciuto subito?
«Beh, è un uomo molto old style. Quando l’ha visto per la prima volta, tutto tatuato appunto, mi ha detto: “Ma sei impazzita? Ma l’hai visto bene?”. Gli è bastato pochissimo per capire quanto è innamorato di me e quanto in fondo è un orsetto, che dà e vuole coccole di continuo».
Esempi?
«È meglio di Ryan Gosling in The Notebook! È pazzesco, se penso solo a tutti i massaggi ai piedi che mi ha fatto durante la gravidanza…».

I 20.000 euro di Zanetti

Lunedì, 7 Marzo 2016

Un 'Evviva!' del viceministro trovato in rete

 

La domenica di Lucia Annunziata e la sua canonica 1/2 ora, ha ospitato, ieri, un nuovo povero’, il signor Zanetti. Per chi non lo conoscesse e dichiara di non interessarsi della politica perchè lo annoia, facciamo opera di cultura. A proposito, caro NON interessato alla politica, vedi di interessartene: quello che spendi al supermercato E’ politica, quanto costa la benzina E’ politica, il biglietto allo stadio per andare a sgolarti per quei nullafacenti di scalcia palle NON è politica e ne potresti fare a meno, ma la gola e la testa sono tue, fa’ quello che vuoi, ma andiamo avanti.  Dunque, il signore appena citato fa parte di quello scellerato partito di Monti (personaggio incredibile!). Chi non ha memoria corta si ricorderà le ‘grandiosità’ montiane e, se tanto mi da tanto, anche quello che gli adepti possono combinare. Qui e in questo frangente, si vuole segnalare solo la faccia tosta del signor Zanetti che, nell’attuale problema/banche, quindi e segnatamente in quella di Vicenza, è preoccupato perchè è azionista con 20.000 euro di soldini. Per lui che ne guadagna 25.000 al mese è un vero salasso! Ancora, come fa ad essere ministro di governo e a fare l’azionista, pur con quella miseria che non dovrebbe nemmeno nominare: non è conflitto di interesse?

Casa, dolce casa, ovvero casa, CARA casa

Sabato, 5 Marzo 2016

 

Alcuni chiarimenti sulle 7 rate che Strasburgo, come altre penalità già inflitte all’Italia, ha ventilato negli ultimi giorni. Ovviasmente si sta parlando di rate per mutuo bancario. Le novità si fanno numeri. Via il 7, ormai fuori moda, avanti il 18. Infatti,saranno 18 e non 7 le rate che faranno scattare la morosità per consentire alla banca di mettere in vendita la casa. Vendita senza passare dall’Asta giudiziaria possibile solo se il cittadino ha sottoscritto liberamente la clausola di inadempimento. La vendita dell’immobile obbligherà la banca a cancellare il mutuo anche se il valore del bene è inferiore a quelli del debito residuo non pagato dal proprietario di casa. Sono le principali proposte di modifica presentate dal Pd e che il Governo si è impegnato a recepire per modificare il decreto mutui. Nel corso di una conferenza stampa alla Camera il capogruppo Pd a Montecitorio Ettore Rosato e il relatore del provvedimento, Giovanni Sanga, hanno spiegato che la commissione Finanze d’accordo con il Governo ha proposto diverse modifiche al testo che verrà dunque corretto in vari punti. Il parere dovrebbe essere votato dalla commissione Finanze a inizio della prossima settimana, dopo che mercoledì è stata una giornata di bagarre alla Camera con il Movimento 5 Stelle che ha prima bloccato i lavoro in commissione e poi ha protestato durante il question time in Aula.