Articoli di Luglio 2016 ↓

Vai a lezione da Steve… Vai

 
Il 2016 è un anno di impegni inarrestabili per Steve Vai che, proprio in questi giorni, ha annunciato una fitta serie di masterclass che terrà nel nostro paese da settembre.Da mesi incessantemente in tour tra G3, Generation Axe e Passion & Warfare Anniversary tour , Vai sarà in Italia da metà settembre per otto masterclass

Gli appuntamenti che vedranno il virtuoso chitarrista salire in cattedra faranno parte del suo “ALIEN GUITAR SECRETS” un esclusivo programma didattico che già da qualche tempo Vai sta proponendo. Si tratta di un appuntamento esclusivo della durata di tre ore, dedicato ad appassionati di chitarra e studenti di musica. Benché infatti la sei corde giochi un ruolo protagonista tra gli argomenti trattati (si parlerà di teoria applicata alla chitarra e si affronterà lo studio di varie tecniche esecutive) la rosa dei temi trattati dal chitarrista è talmente varia da risultare appetibile per qualunque strumentista. Durante le masterclass infatti, Steve Vai parla di music business, descrive lo scenario professionale nel quale deve muoversi un musicista consapevole e insegna ai partecipantii come lavorare per trovare una voce unica sul loro strumento, aiutandoli con suggerimenti e spunti a individuare e perseguire i proprio obiettivi musicali con metodo e disciplina.

Non manca lo spazio per l’esecuzione di alcuni brani dal vivo, una sezione dedicata alle domande del pubblico (nella quale Vai spesso si sbottona con divertenti aneddoti sulla sua carriera e le sue collaborazioni) e una jam finale durante la quale i musicisti possono misurarsi con Steve Vai. Tra gli argomenti tecnico chitarristici c’è ovviamente una certa attesa per la spiegazione del materiale di “Passion And Warfare” l’album più famoso dell’artista , contenente alcuni dei suoi classici come “For The Love Of God”, “Erotic Nightmare” e “Sisters”; Vai, infatti, non solo ha tutto questo materiale particolarmente caldo sotto i polpastrelli perché lo sta eseguendo live da mesi ma ha anche da poco realizzato per TrueFire un metodo didattico nel quale spiega, note per nota, questo disco. Ecco l’elenco delle clinic confermate, imperdibili per chi vuole gustarsi una lezione con uno Steve Vai rodatissimo e più che mai calato nella dimensione didattica.

 

18/09: Fiorano (Modena) – Teatro Astoria

19/09: San Giovanni alla Vena (Pisa) – Blitz Live Music Pub 

20/09: Roma – Planet Live Club 

21/09: Cagliari – Auditorium Comunale 

23/09: Foggia – Teatro Giordano  info: gguitare@libero.it

24/09: Martirano Lombardo (Catanzaro) – Sala Cesare Nava 

25/09: Palermo – Teatro Santa Cecilia – info: palermo@maninternational.it

26/09: Verona – Teatro Astra 

Celine Dion e il suo nuovo album

Tra i collaboratori che hanno partecipato alla realizzazione del nuovo album di Céline Dion, intitolato Encore Un Soir, sono presenti Francis Cabrel, Serge Lama , Jacques Veneruso , e il francese Slam poeta del Grand Corps. L’album uscirà il 26 agosto e, come apripista, c’è l’omonimo singolo scritto da Jean-Jacques Goldman Malade.

L’album sarà disponibile in pre-ordine a partire da Giovedi, 21 luglio . Ma mentre aspettiamo , è possibile ascoltare l’ ultimo singolo della cantante canadese per avere un assaggio del suo nuovo disco.

Tracklist di Encore Un Soir 1. Plus qu’ailleurs 2. L’étoile 3. Ma faille 4. Encore un soir 5. Je nous veux 6. Les yeux au ciel 7. Si c’était à refaire 8. Ordinaire 9. Tu sauras 10. Toutes ces choses 11. Le bonheur en face 12. À la plus haute branche 13. À vous 14. Ma force 15. Trois heures vingt (Remastered)

Di Clara Sanchez, ‘Lo stupore di una notte di luce’

 

Cover del nuovo romanzo della spagnola SanchezPer quanto lontano, il passato si ripresenta e chiede di essere ascoltato. Il passato ha voce. E, per Sandra, è una voce pericolosa. Ogni madre farebbe di tutto per difendere il proprio figlio. Sandra lo ha fatto. Ma un biglietto, confuso insieme alle cose che un bambino tiene nel cestino dell’asilo, mette tutto in discussione: “Dov’è Julian?”. Poche parole scritte. Parole che hanno un cordone ombelicale che porta lontano. Nel suo remoto passato. Sandra ha una storia travagliata. Sperava di averla lasciata alle spalle, invece, guardandosi dietro, scopre che non ha messo molta distanza tra se e il suo trascorso. Il biglietto è laconico e chiede semplicemente, “Dov’è Julian?”; ma Julian chi è? L’uomo è un ex deportato. Ha vissuto in un lager. È sopravvissuto a Mauthausen. I nazisti consideravano Mauthausen alla stregua di un semplice campo di lavoro. Julian e tutto il mondo, dopo, sanno bene e l’hanno identificato come «il solo campo di concentramento classificato di “classe 3″ (come campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro)». Julian è l’uomo che aiuta Sandra a capire che, i due compiti signori anziani che l’hanno accolta come figlia, altro non sono che nazisti con le mani sporche di sangue innocente che inseguono ancora i loro ideali crudeli e spietati. L’uomo sfuggito alla consunzione e alla denutrizione del lager, sembra l’unico che possa conoscere chi ha scritto quel biglietto e perché. La situazione precipita. Il bambino è rapito. Julian ha così una ragione in più per combattere. L’uomo sa che i nazisti non si sono mai arresi. Si nascondono dietro nuovi segreti e tradimenti.

‘Lo stupore di una notte di luce’, libro che sarà pubblicato il 12 settembre 2016, vuole essere sostanzialmente il seguito di un romanzo particolarmente fortunato, ‘Il profumo delle foglie di limone’. Clara Sanchez, ancora una volta, disegna le avventure della coppia Sandra e Julian i quali si trovano a riflettere, in una particolare notte vivida e luminosa come suggerisce il titolo del romanzo, su come perfino il buio, a volte, non possa nascondere chi vive all’insegna della crudeltà e della sopraffazione.

Due padri… uguali

 

 

Primo caso:

Il leader di Sinistradem lo aveva accusato di vivere in un talent. E Matteo Renzi con voce commossa, ha replicato a Cuperlo dicendo: “Non potete sapere cosa significa vivere circondato da un apparato di sicurezza che non mi consente nemmeno di andare a vedere mio figlio giocare a calcio perchè si vergogna di me”. E’ seguito un grande applauso da tutti i partecipanti.

 

Secondo caso:

Discorso di un padre raccolto sul web: “Ma il mio è un altro punto di vista, quello del padre che non sa come dirlo ai figli, un maschietto di sette anni e una ragazzina di undici. Per fortuna mia moglie ha un lavoro  ma i soldi sono pochi e l’ansia tanta. Sinora li accompagno a scuola, faccio la spesa e poi gironzolo per il Supermercato, tanto per tirare in lungo. Non ho il coraggio di dirgli la verità, anche perché temo di deluderli. Loro mi credono un grand’uomo. Poveretti! Marco V.”.

 

Giudizio critico: due padri con lo stesso ‘identico’ destino! A dirla tutta, il secondo sta un pelino meglio: gironzola da solo per il supermercato, senza quegli scassa… dell’apparato di sicurezza. Vuoi mettere?

Steve Vai nel castello di Udine

Dopo l’apertura affidata a Gianni Rojatti e i Dolcetti, è stata la volta dell’americano. Sì, ma di origine italiana. La cornice? Semplice, quella suggestiva del Castello di Udine. Lui, il 7 luglio 2016, si è presentato colorato, allegro. Di chi si parla? Di sua grandiosità Steve Vai. Il guitar hero – forse uno dei primi e più eclettici nel suo spostarsi dalle follie zappiane al melodic rock degli Whitesnake per poi diventare antesignano del prog metal – non si è risparmiato, superando abbondantemente le due ore di musica. Sempre pronto allo scherzo e abilissimo a coinvolgere il pubblico, Vai si è esibito in uno show pirotecnico, imperniato sulla riproposizione del seminale “Passion And Warfare”, a 25 anni dalla sua uscita. “Quando è uscito l’album non ho avuto il coraggio di portarlo in tour: era troppo difficile da eseguire dal vivo, e mi sono detto che avrei avuto bisogno di una band davvero all’altezza prima di sentirmela di farlo. Ecco, è arrivato il momento e la band è questa!”
Dopo una mezz’oretta di “riscaldamento” con un excursus sulla carriera di Vai – apertura con “Bad Horsie” da “Alien Love Secrets”, poi “The Crying Machine” da “Fire Garden”, “Gravity Storm” da “The Story Of Light” e “Whispering A Prayer” da “Alive In An Ultra World” – è partita l’esecuzione del capolavoro, dall’inizio alla fine, con il fondamentale lavoro della band, appunto! La performance è stata di quelle che scuote, emoziona e fa venire brividi e ricordi, complici le immagini che scorrono sullo schermo alle spalle dei musicisti e che mostrano i video dell’epoca, tra il kitsch e il tuffo al cuore. Nel corso del concerto, spazio a tre gustose e divertenti jam virtuali con Joe Satriani, John Petrucci e Frank Zappa: in quest’ultimo caso, sul megaschermo le immagini di un concerto con uno Steve Vai appena ventunenne, catapultato sul palco accanto ad un genio della musica dei nostri tempi. e proprio a seguire “Stevie’s Spanking”, Steve Vai chiama sul palco una donna e un uomo che si offrono volontari dal pubblico, per far loro improvvisare la canzone che vogliono, eseguita “a comando” dai musicisti della sua band. Vai chiude con “Racing The World”, salvo poi essere richiamato sul palco per un bis, ovvero la monumentale “Fire Garden Suite IV – Taurus Bulba”: sullo schermo epiche immagini di guerra e lo sguardo serio e impegnato di un musicista che oggi, invece, è capace di conquistare, oltre che con la propria abilità tecnica, con un grande senso dell’ironia, ingrediente fondamentale per la piena riuscita di un concerto davvero “oltre”.
A proposito e andando indietro nel tempo, lo sapevate cosa ha combinò il buon Steve in un film che fece scalpore, Mississipi Adventure (Crossroads)? Il brano eseguito era il Capriccio Numero 5 Op. 1 di Paganini. All’epoca fece impazzire tutti nel tentativo di riprodurla. Poi si scoprì che quel bastardo di Steve Vai aveva aggiunto un tasto alla chitarra, utilizzando un filo di rame, per poter fare l’ultima nota!

Ottomila euro al mese di pensione, che miseria

Lui è Emilio. Emilio Fede. L’ex storico direttore del Tg4 confida i suoi guai economici a La Zanzara, su Radio 24. “Ho una pensione da 8mila euro al mese, dopo tanti anni di lavoro(?). Ma non mi bastano.
I conduttori chiedono: scusi Fede, ma sono 8mila euro al mese… Lui risponde: “Non sono tanti, c’è anche la benzina, la cameriera a ore, le bollette dei telefonini. Alla fine del mese non mi avanza niente. E a chi mi dice qualcosa: vadano affan… e a pulire i cessi”.
Ma dopo tanti anni di lavoro ben remunerato, in banca quanti soldi sono rimasti? “Dodicimila euro, il resto è sotto sequestro – risponde Fede – Per tre udienze in tribunale l’avvocato Alecci mi ha portato via 400mila euro, lei è stata condannata a restituirmi i soldi ma finora non lo ha fatto”. Povero!

La narrazione e i cantautori emiliani

I cantautori emiliani passano alla narrazione

Quando non sono impegnati con la chitarra, quando non sono alla ricerca di una rima impossibile, quando si guardano intorno e pensano che una canzone possa aspettare, tanto non salverà nessuno, loro sono lì. Comunque. Loro sono lì a trovare un’altra via per raccontare la loro narrazione. ‘Loro’, in questo preciso frangente, sono i cantautori Luciano Ligabue e Mimmo Parisi. Di Luciano Riccardo Ligabue – questo il nome per esteso – si possono citare molti eventi della sua avventura artistica. Tuttavia, ci si limiterà a ricordare che detiene, ad esempio, il record europeo di spettatori paganti per un concerto di un singolo artista. Be’, insomma, non è poco. In quest’occasione, si parla di questo straordinario rocker nelle vesti di narratore. Infatti, il 10 maggio 2016, è stato pubblicato il suo nuovo libro: ‘Scusate il disordine’. Nel volume, viene da dire, Ligabue libera la sua sorprendente «voce inconfondibile e originale di scrittore che sa raccontare l’inafferrabilità delle nostre vite».
Del suo collega Mimmo Parisi, invece, vale la pena ricordare che ha iniziato la sua storia di cantautore nel 2013, pubblicando, guarda caso, un EP che aveva proprio nella titolazione, un omaggio al grande Liga. D’altra parte hanno come denominatore comune il rock e, ambedue, sono appassionati di letteratura. Mimmo Parisi, diversamente da Luciano che ha già un lungo elenco di pubblicazioni, esordisce nella narrativa con ‘Racconti di periferia’, pubblicato il 31 maggio 2016. In questa sua opera prima, le figure presenti non appartengono al regno degli eroi: la ‘periferia’ del titolo rimanda più che a un luogo urbano, a un ‘posto’ sociale e psicologico.

A proposito di Brexit

Alzi la mano chi non ha mai pensato di andare via, lasciare l’Italia, mollare un paese in un declino forse irreversibile e cercare altrove le opportunità, il lavoro, la felicità. Caterina Soffici lo ha fatto: dopo aver denunciato l’Italia del maschilismo strisciante e trionfante nel libro “Ma le donne no”, si è trasferita a Londra. E ha scoperto cosa significa veramente vivere in un paese che sembra possedere tutto quello che a noi manca: serietà, organizzazione, buona educazione, apertura verso il mondo e chi più ne ha più ne metta. Mescolando antropologia metropolitana, fatti di cronaca e storie di vita, Caterina Soffici racconta con ironia e autoironia la sua esperienza londinese: dalle vecchiette dell’associazione di quartiere alle mamme alfa in cerca della scuola migliore per il figlio, dalla vitalità dei quartieri alla moda che attrae giovani creativi da tutto il mondo alla fedeltà immutabile a regole e procedure che a volte sfocia nell’ottusità. Impossibile non chiedersi quale paese sia meglio e perché: un dibattito in cui intervengono vicini di casa inglesi, amici italiani e negozianti bengalesi, ma anche Enzo Biagi, Niccolò Machiavelli e Luigi Barzini, con una conclusione (speriamo) provvisoria: “Londra non è meglio dell’Italia. Ma a Londra io ho trovato la banalità della normalità. Qui si può finalmente uscire dall’emergenza continua, qui si può vivere normalmente. Ecco perché a Londra si vive peggio ma si sta meglio. Perché è un posto normale. È l’Italia a non esserlo più”.

Concerto Meraviglioso Modugno 2016

(Dalla rete: http://www.polignanoweb.it/cultura/4251-dolcenera-francesca-michielin-ruggeri-morgan-concerto-polignano-meraviglioso-modugno.html)

Dolcenera altro superospite al Concerto di Modugno il 6 agosto a Polignano

ESCLUSIVO – Ecco il cast completo del Concerto Meraviglioso Modugno 2016. Dolcenera, Michielin, Ruggeri, Morgan e tanti altri. Questa settimana, in anteprima assoluta, vi forniamo il cast completo del Concertone Meraviglioso Modugno dedicato a Domenico Modugno, che si terrà sabato 6 Agosto 2016 in piazza Moro.

Nelle settimane scorse, su La Voce del Paese (nelle edicole), avevamo rivelato alcuni nomi in anteprima, e ora tutti confermati dagli organizzatori. Abbiamo cominciato con Francesca Michielin, seconda classificata al Festival di Sanremo del 2016 con ‘Nessun Grado di Separazione’, brano che ha portato all’Euro Festival (Eurovision Song Contest) conclusosi il 14 maggio scorso. Francesca Michielin è giovane, appena 21 anni, ma molto famosa, soprattutto tra i giovani che a questo punto si prevedono numerosi per il concerto di Polignano. Vinse X-Factor nella stagione 2011-12.
Poi vi abbiamo svelato il nome di Enrico Ruggeri.

Il terzo nome big è quello di Morgan, più volte a Sanremo e opinionista quest’anno nel popolare programma Amici di Maria De Filippi, Canale 5. Questa settimana, tenetevi forte, caliamo il poker e vi sveliamo il quarto nome: Dolcenera, vincitrice di Sanremo giovani nel 2003 e coach a The Voice of Italy 2016, dove ha trionfato lanciando il talento Alice Paba. Dolcenera, nome d’arte di Emanuela Trane, è l’anima soul e rock di questa kermesse. Di fama nazionale e internazionale, è anche di origini salentine, dove Domenico Modugno ha trascorso parte della sua vita e da dove ha sdoganato la pizzica nel mondo. Adora Modugno e saprà certamente rendergli omaggio grazie alla sua unica e inconfondibile voce.

La serata inoltre sarà condotta da Giovanni Caccamo, big e terzo a Sanremo, già ospite del Meraviglioso Modugno nel 2015, al fianco di Maria Cristina Zoppa e del talentuoso Ermal Meta da Sanremo giovani 2016.
Ricapitoliamo.

CANTANTI OSPITI: Morgan, Enrico Ruggeri, Dolcenera, Orchestra di Piazza Vittorio con Mama Marjas, Francesca Michielin, Francesco Gabbani (vincitore di Sanremo Giovani 2016) e Giosada. Conducono Giovanni Caccamo, Ermal Meta e Maria Cristina Zoppa.

Ultime notizie dagli U2

 

Gli U2 hanno un programma pronto per il 2017: in Sud America, Australia, Nuova Zelanda, Giappone e Hawaii tra febbraio ed aprile. Guardando a queste date, è facile pensare che il momento di rivedere Bono e soci dalle nostre parti sia vicino. Dal calendario mancherebbe infatti solo l’Europa, per cui ci sarebbe spazio negli ultimi mesi del 2016 – dopo le date settembrine nordamericane – oppure nella seconda metà del 2017. The Edge, sempre durante l’ultimo soggiorno torinese della band, ha dichiarato che gli sarebbe piaciuto tornare nel nostro Paese ma per suonare di nuovo in location indoor, cosa che farebbe propendere quindi per l’autunno come probabile periodo, di quest’anno o del prossimo – opzione, quest’ultima, che gli darebbe un po’ più di tempo per pubblicare il già annunciato album Songs Of Experience.

(Notizie dalla rete)