Articoli di Ottobre 2016 ↓

Film di novembre, ‘La ragazza del treno’

 

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Genere
Thriller, Giallo
Durata
112 minuti
Regista
Uscita ITA
3 novembre 2016

La ragazza del treno. Rachel, fresca di divorzio, passa il tempo quotidiano speso sul treno fantasticando sulla vita di una coppia perfetta che vive in una casa davanti a cui passa ogni giorno. Una mattina, però, la donna vede qualcosa di scioccante che la trascinerà in un incredibile mistero.

Roger Waters ha programmato il suo 2017

 

 

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Notizie dall’ex bassista della band psichedelica par excellence, i Pink Floyd. Roger Waters ritorna. E’ ufficiale, tornerà a esibirsi dal vivo. L’ex Pink Floyd ha annunciato le 40 date di “Us and them”, tour intitolato come una delle canzoni contenute all’interno dell’album-capolavoro del gruppo, “The Dark Side of the Moon”. La tournée, esclusivamente americana, prenderà il via il 26 maggio 2017 da Kansas City e chiuderà il 28 ottobre a Vancouver.

Vecchioni dalla Gruber a 8 e mezzo

 

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Dalla Gruber, il 22 ottobre 2016, Roberto ha parlato del Nobel a Bob Dylan.

Professore, ci risiamo: ha seguito le polemiche su cosa è letteratura e cosa non lo è, seguite al Nobel a Bob Dylan? Lei come la pensa?
Tra le varie poetiche, la poetica in musica è altrettanto letteratura quanto altri tipi di letteratura. Questa è la mia definizione. E non ci sono altri tipi di definizione. Quando un uomo usa la parola con la musica dietro o con una gestualità come quella di Dario Fo o la parola semplice scritta su un foglio, sta facendo letteratura allo stesso modo.

Come si spiega questa polemica da parte del mondo accademico?
Sono dinamiche che viviamo da tanto tempo. La stessa canzone d’autore di Guccini, del grande De Andrè, di Dalla, non è mai stata considerata all’altezza della poesia, per quanto siamo riusciti ad avere grandi difensori, tra cui Nanda Pivano, che già da anni diceva che Dylan meritava il Nobel e che De Andrè era il più grande poeta italiano del momento. Lei forse esagerava per amore di questo nuovo tipo di comunicazione, ma io sono convinto che nella canzone d’autore (anche se il nome è brutto) o nella canzone d’arte, se vogliamo chiamarla così, ci sia della altissima poesia in tanti autori e soprattutto in Italia, che è l’erede della Francia dei Brel e dei Brassens. Siamo superiori all’America e all’Inghilterra.

Rolling Stone omaggia i Led Zeppelin

 

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Oltre 30 anni dopo la loro fine, i Led Zeppelin sono ovunque. E sono, soprattutto, nei giornali come Rolling Stone. In ottobre, il 20, la rivista dedica spazio al gruppo di Plant.

«Mi sono reso conto di quanto il nostro suono sia un fantastico libro di testo», ha detto Jimmy Page a RS nel 1990. Non si può dire però che la loro carriera sia stata una sequenza ininterrotta di trionfi dal vivo e pesci usati in modo volgare e improprio. Come spiega Mikal Gilmore nell’eccellente pezzo che apre questo speciale di Rolling Stone, i Led Zeppelin sono stati denigrati e amati nello stesso modo e il loro declino alla fine degli anni ’80 è stato rapido e diretto. Abbiamo deciso di raccontare questa saga così potente da diversi punti di vista: la cover story del 1975 scritta da Cameron Crowe dopo essere andato in tour con loro coglie la band all’apice della gloria, mentre le interviste del 1990, 1995 e 2007 sono piene di rivelazioni inedite.

Grandi Led Zeppelin e grande Rolling Stone.

“Bambini a metà”, della giornalista Angela Iantosca

“BAMBINI A META’ – I FIGLI DELLA ‘NDRANGHETA” (Perrone editore), seconda opera della giornalista Angela Iantosca è il primo saggio mai scritto che affronta il tema dei minori di ‘ndrangheta, attraverso le carte, gli incontri diretti, le parole dei pm, dei giudici, degli psicologi e di chi, ogni giorno, si fa carico della responsabilità di far conoscere loro un mondo diverso da quello nel quale sono costretti a crescere. La prefazione è del Professor Enzo Ciconte (Scrittore, docente presso l’Università Roma Tre e l’Università de L’Aquila, già Consulente della Commissione Parlamentare antimafia). Le operazioni giudiziarie, gli arresti, le confische dei beni condotte in Calabria sono state operazioni di enorme importanza: hanno portato alla disarticolazione della rete e, spesso, alla decimazione delle gerarchie criminali. Ma in che misura questi arresti hanno inciso su un tipo di organizzazione che si fonda sulla famiglia? Come fermare il ricambio generazionale su cui conta la ‘ndrangheta? Da questa considerazione prende le mosse il libro della giornalista Angela Iantosca, che si addentra in un terreno ancora non esplorato e racconta le storie dei bambini e delle bambine che nascono con un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi.

Il nuovo film di Daniele Vicari

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Eli è una donna che vive senza un attimo di tregua. Ha 35 anni, un marito disoccupato, quattro bambini e una casa sulla Pontina a due ore di mezzi pubblici dal bar in cui lavora. Per lei ogni giornata è una battaglia, dalla sveglia alle 4 del mattino fino al ritorno a casa, a notte inoltrata. Un’intera esistenza votata al sacrificio, fino all’inevitabile crollo definitivo. Dopo l’ambizioso progetto politico di Diaz, Vicari torna nelle periferie romane per raccontare il piccolo mondo infame del nuovo proletariato urbano che popola, disgraziato, le nostre città.  Il regista si immerge nel quotidiano di questa novella working class heroine con l’obiettivo di fotografare, senza filtri, la realtà che ci circonda. Guardando più a La nostra vita di Luchetti  (con il passaggio di Isabella Ragonese da figura di contorno a martire protagonista) che a L’intrepido di Amelio (anche se la colonna sonora jazz, in diversi punti, richiama il realismo magico del film con Albanese), il regista infonde la sua sincera passione civile nella storia, scontrandosi, però, con la contraddizione del progetto.  infatti, è un film che sin dalle sue prime scene trasmette nel pubblico un profondo senso di indefinito e incompleto, lo stesso che vivono i suoi protagonisti.

Mario che non trova lavoro, Vale che non riesce a riconciliarsi con la propria madre borghese e soprattutto Eli che non può affrontare i ritmi e gli sforzi di una vita oltre l’umana sopportazione, sono tutti esempi di un’impossibilità alla serenità che schiaccia le esistenze di tutti loro. Ironicamente, anche Vicari nel seguire l’ammirevole obiettivo di raccontare una piccola storia d’orrore quotidiano (lasciando fuori , finalmente, cocaina e pistole nel suo ritratto della periferia) si scontra con un’altra impossibilità: quella di rappresentare credibilmente la nostra realtà sociale. Il film, sia chiaro, funziona a più livelli, soprattutto grazie all’ottima prova di pura passione fornita da Isabella Ragonese. L’attrice siciliana si prende sulle spalle la storia con grande dedizione, confermandosi, insieme a Germano, il volto “proletario” più efficace tra quelli scelti dal cinema italiano mainstream. Il limite di Sole,Cuore, Amore, e di tutto il genere “periferico” è però, proprio, nel diventare empaticamente vero agli occhi dello spettatore. La realtà che si cerca di incanalare nei freddi e statici argini di una Narrazione cinematografica tradizionale, è talmente dolorosa e terribilmente attuale, da impedire lo scatto tra finzione e verosimile. Il tentativo narrativo di Vicari, dunque, è ammirevole ma la proprio la scelta del mezzo del racconto, per quanto buono, lo costringe a vedere allontanare il proprio obiettivo.

 

 

Pensioni: notizie precise?

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Non cela fa. Non ce la fa a star zitto il governo Renzi. Continua a mandar fuori notizie sulle pensioni. Imprecise. Così, nessuno ci capisce niente. E potrà dire che lui ha fatto, ha riformato, ma che le avversità dovute alla Guerra di Troia non erano superabili. Anzi, che gli elefanti di Annibale hanno rallentato tutto: passare le Alpi in questa stagione proibitiva non poteva portare a risultati.

Così, per accedere all’Ape agevolata bisognerà avere almeno 30 anni di contributi se disoccupati e 35 se si è lavoratori attivi. Lo ha riferito il segretario confederale della Uil Domenico Proietti al termine dell’incontro governo-sindacati a Palazzo Chigi iniziato alle 8 di stamattina. Su questi “livelli minimi” il sindacato sta ancora discutendo per cercare di abbassarli. Inoltre per poter accedere al “Ape social”, ovvero l’anticipo pensionistico senza penalizzazione, il tetto fissato dal governo nella legge di Bilancio è di 1.350 euro lordi. Secondo lo stesso Proietti, l’ipotesi è ancora lontana dalle posizioni del sindacato: “Noi pensiamo che questo tetto debba essere un pò alzato” è stato il suo commento. Pronta anche la replica via Twitter della Cgil: ”Il governo Renzi si rimangia la parola: 30 anni di contributi invece di 20 per l’Ape social. Gli antibiorici a Matteo Renzi non fanno effetto”. Giudizio critico: ma per favore!

Nel Pd la sfida al potere di Renzi arriva da D’Alema

Referendum costituzionale, il No fa risorgere il Rottamato: nel Pd la sfida al potere di Renzi arriva da D’Alema

Tutti dicono qualcosa, ma che spettacolo, se davvero fossero quello che tutti dicono. Da una parte il capo eterno della sinistra, soprattutto quando non è capo. Dall’altra l’erede inconfessato dell’ex arcinemico, Berlusconi. Che spettacolo: uno col sarcasmo britannico, una specie di finto-Churchill, che tifa Totti e va al mare in Puglia; e l’altro che se la cava, tra il battutismo pieraccionesco e i tentativi di deprezzare gli avversari, fregandoli come fa il suo mito Francis, nella House of cards. Entrambi volevano essere Blair (o Clinton o Obama, di sicuro non Zapatero). Da mesi si tirano addosso la Telecom e Banca Etruria, l’Eni e il Mossad. Ma anche il partito che uno usa come il tinello e l’altro non frequenta proprio più, la legge elettorale che uno ha fatto e l’altro invece no e la riforma che uno ha fatto con Berlusconi e l’altro quasi. Berlusconi che ha tradito l’uno e pure l’altro. E poi menzogne presunte, sgambetti, sputacchi, fanghiglia, storielle semplificate e quindi falsificate. Sempre più giù, finché si confonde chi è l’asino e chi il bue. “Renzi non ha capito che a questo giro D’Alema è lui” commentò l’ex ministro democristiano Gianfranco Rotondi un mesetto fa.

Notizie dal Premio “NotaD’autore2016″

 

 

Aggiornamenti dal Premio per cantautori che scrivono anche narrativa. In dirittura di arrivo i lavori per la segnalazione delle opere più significative provenienti dalla penna dei cantautori. Il comitato del Premio “NotaD’Autore2016”, passato quest’anno sul web e diretto come al solito da Mirko Da Milano, sta vagliando le ultime votazioni dei lettori. Il 2016 si è dimostrato foriero di importanti e, soprattutto, interessanti elaborati collegati alla narrativa di marca cantautorale. Appena possibile, saranno indicati gli autori che hanno ricevuto più letture con il classico ‘like’ del linguaggio on line.
Intanto si vogliono ringraziare le testate che hanno aderito al Premio “NotaD’Autore2016”. Fra le diverse si ricordano ‘Cinepoprock’, ‘Chitarre20’, ‘PoliticaPress’, ‘Tuttorocksound’, ‘Band’.