Articoli di Aprile 2017 ↓

Primarie Pd, chi paga?

 

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È veramente incredibile, la gente paga per votare alle primarie del Pd! Insomma, simpatizzanti e non iscritti, devono tirar fuori 2 euro per partecipare al trionfo di uno dei galantuomini del partito che sta salvando l’Italia.

Tra Emiliano che ha dichiarato che non abdica dal suo ‘mestiere’ di magistrato perché se va male rischia di trovarsi senza rientro economico(!), Renzi che aveva dichiarato di andare in esilio dopo la caduta del 4 dicembre 2016 e che con faccia gran tosta si è messo a girare di nuovo le varie reti e, infine, un Orlando che guadagna come tutti i suoi commilitoni del Parlamento, tra ufficiale e meno ufficiale la cifra di 20.000 euro al mese, il popolo si prende la briga di pagare loro le spese. Ma non dovrebbe essere il contrario?

Come può essere che tanta valente gente, tanti bravi italiani alle prese con disoccupazione, pensioni che arrivano alle soglie dei 100 anni (grazie Fornero!) e crisi indomabile accetti una cosa del genere? Perché i gazebo non li paga chi vuole farsi eleggere? Comunque, buone notizie per gli iscritti: loro non pagano per avere il nuovo deus ex machina del Pd. Questa sì che è una bella novità!

Ong, M5s e parlamentari

Beppe Grillo in occasione della prima del suo nuovo spettacolo  "Grillo vs Grillo" al teatro Linear Ciak di Milano, 2 Febbraio  2016. ANSA / MATTEO BAZZI

Valerio Neri, direttore di Save the Children, chiarisce che la magistratura “ha definito Save the Children e MSF al di sopra di ogni sospetto” e che “i nostri interventi nascono, si sviluppano e si concludono esclusivamente sotto le direttive della Centrale Operativa della Guardia Costiera che coordina i soccorsi in mare” (La Repubblica). Tutto il resto è calunnia.

Durissima e senza appello è anche la reazione di Amnesty International, rappresentata da Giovanni Ruffini, che mette la mano sul fuoco su tutte le Ong italiane impegnate nei salvataggi.

Ancora Associazione Ong italiane: “I vertici della Guardia di Finanza, ascoltati dalla Commissione Difesa del Senato, hanno negato l’esistenza di prove di collegamenti fra ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti, come invece si continua subdolamente ad affermare”. Inoltre “l’Agenzia europea Frontex non ha mai definito ‘taxi del mare’ le imbarcazioni di Moas, MSF, Save the Children, Sos Méditerranée e delle altre Ong, come invece l’onorevole Di Maio ha scritto e detto in questi giorni”.

Un boomerang politico per il Movimento 5 Stelle. Lodovico Mariani, direttore finanziario di Amref e nostro ormai storico collaboratore nella formazione di ambito umanitario, commenta con amarezza: “E’ un pericolo molto insidioso per una società perdere il valore delle vite umane ed usarle per posizionamenti elettorali”.

Un vice-presidente della Camera, l’onorevole (per definizione) Luigi Di Maio, che, per posizionamento elettorale, arriva al cinismo di descrivere come “taxi del mediterraneo” dei gommoni sbilenchi traboccanti di umanità devastata e programmati per affondare dopo pochi chilometri in modo da obbligare Guardia costiera e Ong al salvataggio, denota per le Ong italiane “il grado di pochezza politica, ignoranza e becera strumentalizzazione che sta diffondendosi anche ai più alti livelli istituzionali”.

La Cei rincara e definisce “vergognose” le parole di Di Maio in merito alle Ong che si occuperebbero dei migranti, rimangiandosi l’apertura da poco concessa.

Forse e in ogni caso, sarebbe il caso, per lo Stato, di iniziare a prendersi le proprie responsabilità. Dove, si badi bene, per Stato si intenda non la immangiabile favola di “lo Stato siamo tutti noi elettori”, bensì il vero e agente Stato: i parlamentari. Questi signori, votati per fortuna loro da elettori che per qualche oscuro motivo non sono andati al mare il giorno delle votazioni (…tanto non cambia niente!), dando spazio alle Ong, sicuramente meritevoli fino a prova contraria (infatti il M5s ha riportato solo dati già divulgati dai mass media e da Frontex), non fanno altro che delegare dei loro precisi compiti. Del resto, il discorso è allargabile a tutto il volontariato: dove esistono volontari, lo Stato non si muove (ma promuove la disoccupazione: i posti di quei pur bravi volenterosi sarebbero, diversamente, occupati da gente disoccupata e qualificata). Ma a tutti, certi giornalisti compresi, fa piacere mettere su un inutile e mal capito scandalo. Si ha, finalmente, della gente che percepisce (al Parlamento) uno stipendio normale e che vuole affossare le brutture di anni di cattiva politica, ma, niente: meglio la politica incapace e che ruba. I parlamentari di altra linea guadagnano legalmente 20.000 euro al mese. Certo,  sono soldi legalizzati, ma, comunque, sono rubati. Almeno secondo un’etica di uguaglianza che dovrebbe essere sottesa.

Ci sono le primarie, il terremoto può aspettare

La ricostruzione non c’è, e non ci sono neanche i presupposti perché ci sia in futuro, se le premesse continueranno a essere queste”. È quanto 13 sindaci del cratere maceratese scrivono in una mail al premier Gentiloni, dopo un incontro a Camerino. L’hanno firmata i primi cittadini di Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Bolognola, Camporotondo, Caldarola, Castelraimondo, Esanatoglia, Fiastra, Fiuminata, Pieve Torina, San Severino, Serravalle del Chienti. Nella lettera a Gentiloni i sindaci affermano che “la questione riveste carattere di particolare urgenza. Si confida – scrivono – in un tempestivo riscontro, necessario per un corretto e rispettoso rapporto tra le istituzioni”.

Oltre ai ritardi e a quelle che definiscono “inefficienze” nella gestione dell’emergenza (e nell’arrivo delle casette), i primi cittadini mettono l’accento sui servizi che ancora mancano e non ripartono, le macerie che restano dove stanno, l’assenza di una vera prospettiva di ricostruzione. “Speriamo in un incontro – spiega il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci – o almeno in un resoconto ufficiale sulle vicende del terremoto, perché non ci sono le condizioni per ricostruire. Siamo preoccupati, così non va. Il territorio sta morendo: non siamo più disposti ad accettare contentini o mediazioni”.

Nel merito, il commissario per la riscostruzione Vasco Errani sottolinea che i cittadini siano i primi attori del processo di ricostruzione, assieme a tutti gli altri soggetti preposti: “La ricostruzione c’è e gli strumenti anche: noi dobbiamo costruire un livello di comunicazione e conoscenza per poter utilizzare al meglio questi strumenti. I sindaci  - ha continuato Errani – sono i primi protagonisti, le critiche sono benvenute e con loro discutiamo costantemente, dialogare è un elemento importante per costruire la spinta per andare avanti. Ma l’incontro con i comitati dei cittadini è stato un incontro di informazione, non di contrattazione. Ciascuno deve fare il proprio mestiere”.

Alla rassegna Tempo di libri c’è il diario semiserio di Malzieu


Dalla Francia Mathias Malzieu, scrittore e musicista, racconta con verve la sua rara malattia immunitaria nel romanzo «Vampiro in pigiama»

Per trasformare il diario di una malattia immunitaria in un viaggio brillante ci vogliono stile e coraggio. Qualità che non mancano al francese Mathias Malzieu che nel suo ultimo libro «Vampiro in pigiama» (Feltrinelli) è riuscito a raccontare un anno alle prese con la rara aplasia midollare come un’avventura in cerca della «fata della normalità», ritrovata grazie a un trapianto di cellule staminali. L’autore si racconta oggi a Tempo di Libri, in corso fino a domenica a Rho Fiera (orario: 10-19.30, ingresso: 10€), dialogando alle ore 11.30 (Sala Agorà Cambria) con Alba Solaro e Valerio Corzani. Malzieu in Francia è un’icona pop eclettica — cantante dei Dyonisos, scrittore, autore di un film d’animazione tratto dal suo «La meccanica del cuore» — e fermarsi non è stato facile: «Mi stancavo ad ogni movimento e non potevo più uscire in pubblico per il rischio di ammalarmi», racconta. «La sera della prima del mio film nel 2014, sapendo già della malattia, ero a festeggiare a champagne, ma il mattino dopo ero in ospedale, dove grazie al sangue degli altri e alla loro generosità, ho atteso il trapianto. È stato difficile, ma è stata anche un’incredibile esperienza umana».

Di qui, l’idea di essere «un vampiro» costretto a letto, ma con un’arma da giocare: «L’immaginazione, che per me è un istinto primordiale — prose- gue Malzieu —, durante la malattia è stata il mio spazio di sopravvivenza, l’unico in cui ero libero». Così, accompagnato dall’ascolto di «A Letter Home» di Neil Young e dalle poesie di William Blake, ha trasformato le infermiere in dolci «ninfermiere» e colorato un mondo grigio di entusiasmo: «Perché in fondo— conclude – l’unica cosa che mi interessa, nella musica, come nella scrittura e nel cinema, è raccontare storie».

Quando Sgarbi è incapace di zittirsi

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Parma, Sgarbi ospite di CasaPound dà del fascista a Grillo

Vittorio Sgarbi continua a dire idiozie. Ha richiamato a un folto pubblico all’Hotel Parma&Congressi dove ha partecipato a un incontro con il candidato sindaco di CasaPound a Parma, Emanuele Bacchieri: “Per me è solo un’associazione, non un partito. Nulla è più di destra di Grillo e i suoi per co…, ignoranza, false comunarie…Pizzarotti è stato eletto con i voti della destra ma ha trovato una sua autonomia”.

Robert Trujillo, anche il figlio nel tour dei KORN

A causa di alcune “circostanze impreviste”, il bassista dei Korn, Reginald “Fieldy” Arvizu non potrà partecipare al prossimo tour sudamericano della band, previsto per la fine di aprile. Al suo posto, troveremo il figlioletto di Robert Trujillo dei Metallica, il dodicenne Tye.

 

 

I Korn hanno detto: “Siamo depressi all’idea che Fieldy non possa unirsci a noi, ma entusiasti di fare un paio di concerti con un giovane musicista come Tye. Non vediamo l’ora di ricongiungerci col nostro fratello Fieldy a maggio.

Il bassista cinquantaduenne dei Metallica ha dichiarato in merito al figlio Tye: “Mio figlio è un bassista incredibile e un grande scrittore di linee di basso. Ha scritto anche molti riff. Sta venendo su tutto da solo, influenzato da Jaco Pastorius e anche Miles Davis, è anche appassionato di Black Sabbath e Led Zeppelin. E’ come una spugna, ama il funk, James Brown, è un piccolino di 12 anni che abbraccia tutta questa musica diversa, e questo lo sta davvero aiutando in modo creativo.

Tye, ha iniziato a suonare la chitarra a soli sei anni. “E’ fantastico, ha le sue idee e io lo aiuto solo con l’organizzazione di una canzone. E’ bello vederlo fiducioso in quello che fa. Mi rende felice, e io sono sempre lì a consigliarlo.

‘Amici’ e ‘Masterchef’, due programmi cult(?)

 

Amici 2017, Elisa spiega il suo modo di lavorare con i cantanti - VIDEOINTERVISTA

(Qui il link all’articolo originale)

All’interno della “scuola” di “Amicinon abbiamo incontrato solamente Morgan, ma anche Elisa. La cantautrice di Monfalcone, protagonista del talent condotto da Maria De Filippi per il terzo anno consecutivo (quest’anno è alla guida della squadra blu), ci ha parlato del modo con cui lavora insieme ai cantanti del suo team, Riccardo Marcuzzo e Federica Carta.

“Quello che mi preme è di rappresentare il più possibile, con la scelta delle canzoni e con il modo in cui vengono vestite, la scrittura di Riccardo e di Federica: non sono due interpreti, sono due che scrivono. Quindi è un lavoro più difficile”, ci ha detto Elisa.

 

 

 

(Qui il link all’articolo originale)

 

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Ha vinto la «moglie ideale»: bella, brava, tutta dedita al marito e al figlio, ex modella e ora cuoca modella, ex Miss Italia, ex valletta, ex qualcos’altro. Roberta Capua è la prima Celebrity MasterChef d’Italia. In finale ha osato di più, mettendo da parte un tipo di cucina tradizionale. Così ha battuto il tatuatissimo Nesli (i tatuaggi in cucina non sono il massimo dell’eleganza), nonostante i giudici si fossero dichiarati entusiasti di un suo piatto a base di maltagliati, capesante, fonduta e fichi.

Bruno Barbieri: «Nesli ha fatto bingo». Joe Bastianich: «È un piatto bisessuale, non sai se bere vino bianco o rosso». Ma, a dispetto del bingo, la vittoria è andata alla Capua che ha devoluto il premio di 100mila euro a Save the Children (Sky Uno, giovedì, ore 21.20).

Briatore giudica i lavoratori che si contentano di uno stipendiuccio

 

Cosa ne pensa Flavio Briatore dello stipendio di impiegate/i, infermieri, commesse, lavoratori dei campi, o qualsiasi altro lavoro che venga retribuito con 1300 euro o circa.

Ieri sera, ospite da Bianca Berlinguer su Rai 3, c’era un tipo invidiato da tanti. Non si sa cosa possa indurre qualcuno ad invidiarlo. Oppure, magari sì. Ovviamente bisogna avere e condividere il suo stesso punto di vista. Quello di uno che ha avuto di sicuro culo e qualche altra cosa nella vita. Uno che sputa sentenze e giudizi a vanvera. Si sta parlando di Flavio Briatore. C’è un sacco di gente, su questo pianeta, che si muove e fa progetti, purtroppo, questi ultimi non sempre vanno in porto. Per tante ragioni. A lui è andata bene. E questo gli fa credere che chi non ci riesce sia un pusillanime.

Questo signore è un cattivo esempio per tutti e, soprattutto, per le nuove generazioni. Ma viene ospitato, spesso, nelle trasmissioni televisive e in altre situazioni dove si considera che un personaggio del genere possa dare lume al contesto. Basterebbe guardarsi solo un attimo nello specchio, quando si è soli. Andare al di la del vetro obnubilato dal vapore della doccia. Cercarsi e chiedersi se un Flavio Briatore o, visto che si sta ballando si balli bene, un Marchionne – 1 milione di euro al mese! – possano essere un esempio da seguire. Insomma, si sta parlando di pirati che, senza bandana e teschio sul vascello, rubano – legalmente, perché e ovviamente sono coperti sempre da leggi ingiuste e inique – denaro al resto del mondo che deve vivere, quando gli va bene, con 1300 euro al mese. 1300 o 1500 non sono tanto per vivere, tuttavia e al giorno d’oggi – bisogna tener presente anche questo – c’è chi, giustamente, farebbe carte false per avere quello stipendio. E anche di meno.

Ma e durante la trasmissione, figuriamoci, al solo nominare quella cifra, al signor Briatore a momenti veniva un conato di vomito. Infatti qualcuno dello studio, forse uno di quelli che spazzano per terra quando i cameramen, gli ospiti e i conduttori (che parlano di ingiustizia sociale ma poi anche loro prendono soldi da califfo…) se ne vanno, era pronto con un secchio da porgere al milionario incapace di capire che lui vive sulla Luna. Lui, Briatore, non è informato che la gente vive su una Terra dove bisogna comprare il latte ai bambini, il pane, bisogna mettersi addosso qualcosa, le bollette vanno pagate. Ha detto che non riesce a capire, ad un’attonita Bianca Berlinguer, come si possa vivere con 1300 monetine che, anche a metterle insieme, non tintinnano. O meglio, tintinnano di miseria.

Quindi, caro lettore, care lettrici, se siete impiegate/i, commesse, lavorate nei campi, se fate gli infermieri o qualsiasi altro lavoro che vi fa portare a casa una cifra del genere, vergognatevi. Non potete avere voce nella vita. Perlomeno non in presenza di Flavio Briatore. A proposito, ha aggiunto che lui, nella sua catena di ristoranti inglesi, paga molto bene i suoi camerieri. Ma lui l’ha mai fatto il cameriere? E se l’ha fatto, lo ha fatto per molto poco. O in un posto dove non gli hanno chiesto più di tanto. Oppure, male. Perché chi ha il gene malefico del comando, di solito non sa fare niente di particolarmente bene. E, quindi e va da se, non ha capito granché di quello che significhi lavorare. A questo signore bisognerebbe insegnare che nella vita, quando ti va bene, conta di sicuro la capacità dell’individuo di progettare, tuttavia si vince sempre per una botta di culo. Perché di gente intelligente e volenterosa che voglia arrivare su Marte per installare una paninoteca, c’è n’è tanta. Di culo, c’è ne poco. Perché l’ha preso tutto lui e gli altri suoi compari tipo Marchionne.

Disabili e pensione di reversibilità

 

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Pensione di reversibilità e figli inabili

 

I familiari del lavoratore hanno diritto, al momento della morte di questo e in presenza di determinati requisiti, ad un trattamento economico.
Nel caso di figli, questi hanno diritto alla pensione di reversibilità (detta anche pensione ai superstiti) sempre quando sono minori di età, o se maggiorenni non oltre il 21mo anno se studenti di scuola media o professionale o il 26mo anno nel caso siano studenti universitari. Per i maggiorenni è sempre richiesta la “vivenza a carico” del genitore al momento del decesso.
I figli riconosciuti “inabili al lavoro” hanno diritto alla pensione di reversibilità senza limiti di età, purché al momento del decesso del genitore siano a carico di questo.

 

È importante chiarire cosa la legge intende per “inabile” e per “vivenza a carico”.
L’inabilità è un concetto diverso dall’invalidità civile, pertanto coloro che hanno già un riconoscimento di invalidità, anche se del 100% o del “100% con necessità di assistenza continua”, non hanno diritto automaticamente alla pensione di reversibilità così come chi ha il 75% non ne è automaticamente escluso, ma devono essere riconosciuti “inabili al lavoro” dall’ente erogatore della prestazione (l’INPS per quanto riguarda i dipendenti privati, il Ministero del Tesoro in generale per i pubblici -ogni comparto ha poi il proprio ente di riferimento).
Il concetto di inabilità viene citato dalla legge n. 222 del 12 giugno 1984 (art. 2): “si considera inabile [... colui] il quale, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Già precedentemente tale concetto era stato introdotto addirittura con il DPR n. 818 del 1957.
Per quanto riguarda invece il concetto della vivenza a carico per i figli inabili la circolare INPS n. 198, 29/11/2000 stabilisce che al momento del decesso, il figlio inabile non risulti titolare di un reddito annuo pari a quello stabilito per l’erogazione della pensione per gli invalidi civili; se poi il figlio inabile è riconosciuto #147;nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o che, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessiti di una assistenza continua”, quel limite viene aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento (per il 2003 è di 431,19 euro mensili; il limite di reddito in questo caso è di 18.277,48 euro).
I redditi da considerare sono i soli assoggettabili all’IRPEF (non vanno quindi conteggiate le provvidenze economiche di invalidità civile). Tali criteri per l’individuazione del reddito sono adottati per i decessi intervenuti successivamente alla data del 31 ottobre 2000, data della Delibera del Consiglio di Amministrazione dell’INPS n. 478, che ha appunto definito i nuovi parametri (prima di questa data venivano seguiti gli stessi criteri adottati per l’individuazione del limite di reddito in materia di assegni familiari, e quindi si considerava il trattamento minimo di pensione aumentato del 30%).

 

Sia per stabilire l’inabilità al lavoro che per la vivenza a carico del figlio, l’ente erogatore prende come riferimento il momento del decesso del genitore. Però se una persona viene riconosciuta titolare del diritto alla pensione di reversibilità perché in quel momento ricorrono i requisiti necessari, questo stesso diritto viene meno se, successivamente, uno di questi viene a modificarsi.
Se quindi, una persona giudicata “inabile al lavoro”, viene poi assunta e svolge una qualche attività lavorativa, anche part-time, e conseguentemente risulta titolare di reddito da lavoro, perde il diritto alla pensione di reversibilità; attenzione: la perdita del diritto alla pensione di reversibilità è definitiva, cioè viene esclusa la possibilità di ripristino anche nel caso in cui intervengano successivamente le dimissioni o il licenziamento -circolare INPS n. 289, 24/12/91). La circolare INPS n. 137, 10/7/01 ha però introdotto una eccezione specificando che le persone che svolgono attività lavorativa con finalità terapeutiche presso cooperative sociali (cooperative di tipo B, legge n. 381/91) hanno diritto alla pensione di reversibilità.

 

Decorrenza e quote
La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del genitore e spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata allo stesso. Per ottenerla occorre presentare domanda all’INPS, se il lavoratore era iscritto a questo ente, o al proprio ente di riferimento.

 

Per le pensioni decorrenti dal 1 settembre 1995 (Legge n. 335, 8/8/95, art. 1, comma 41; Circolare INPS n. 234, 25/8/95):
- se i superstiti aventi diritto sono il coniuge e un figlio, questi percepiranno l’80%; se è il coniuge e due figli: il 100%;
- se i superstiti sono solo i figli: per un figlio si percepirà il 70%, per due figli l’80%, per tre o più figli il 100%.


In sintesi: nel caso di figlio inabile, a questi spetta la pensione di reversibilità solo se:

- il disabile viene valutato “inabile al lavoro” dal medico INPS;
- è a carico del genitore al momento del suo decesso e non ha un reddito personale superiore a quello indicato per l’erogazione della pensione di inabilità (o, se titolare di indennità di accompagnamento di un reddito pari a quello suddetto aumentato dell’importo dell’indennità stessa).

(Link,  http://www.siblings.it/dasapere/pensione.htm)