Chris Cornell, errato dosaggio di un farmaco?

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La moglie di #Chris Cornell è scettica sulle motivazioni che hanno portato il marito a togliersi la vita. Tutta la famiglia del bravo vocalist, che ha militato in due grandi rock band come i #soundgarden e gli #audioslave, non è completamente persuasa di essere di fronte a un suicidio intenzionale. Vicky Cornell ha riferito che il suo compagno amava profondamente i propri figli ed era un bravo padre, pertanto non li avrebbe mai feriti con un atto di auto-annientamento. In base a questi presupposti, i famigliari di Cornell hanno richiesto ai medici legali di eseguire altre indagini. Una delle pietre angolari delle supposizioni di Vicky e della famiglia dell’artista, ritrovato senza vita il 18 maggio 2017, si basa sull’Ativan.Quest’ultimo è un farmaco che ha come principio attivo il Lorazepam e appartiene al gruppo delle benzodiazepine. Secondo le informazioni date dalla stessa famiglia del cantante di Seattle, Cornell assumeva l’Ativan per controllare problemi legati alla gestione dell’ansia, seguendo una terapia che gli era stata prescritta.

La tesi dei parenti verte sul fatto che, a causa di un eventuale ed errato dosaggio, Cornell abbia potuto perdere la capacità di intendere, giungendo a compiere il fatale atto.  D’altra parte, come tutti i farmaci, anche quello citato nel caso in questione non è scevro da effetti collaterali. Ancor più nel caso di dosi sbagliate, sono stati segnalati effetti come debolezza muscolare, perdita dell’equilibrio e della coordinazione, sonnolenza, stati confusionali. A sostenere l’ipotesi dell’eccessivo dosaggio c’è proprio una dichiarazione della compagna del cantante americano, fatto subita dopo il concerto tenuto da Cornell con i Soundgarden: “Quando mi ha detto che avrebbe preso un altro Ativan, o due, ho contattato subito la sicurezza chiedendo di controllarlo”.

 

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