Archive for Ottobre, 2017

Lunedì, 30 Ottobre 2017

Immagine correlata

 

È partito da una stazione, è arrivato a nasconderle tutte.

Fischi e insulti di cittadini arrabbiati a È partito da una stazione, è arrivato a nasconderle tutte. Fischi e insulti di cittadini arrabbiati a Polignano, striscioni a Porto San Elpidio, grida e dileggi a Reggio Calabria. Ogni tappa, una croce per il tour in treno di Matteo Renzi, partito il 17 ottobre per toccare in otto settimane le 107 province italiane. “Destinazione Italia” voleva essere un “percorso di ascolto e confronto” ma alle prime fermate Renzi e i suoi hanno dovuto rimettere i piedi per terra: “Buffone, buffone!”, urlano a Vasto, dopo un’accoglienza non meno calorosa ad Ascoli Piceno, mentre a Reggio Calabria hanno dovuto far rientro in stazione dall’ingresso secondario. Così, per evitare che ogni fermata del convoglio si trasformi in uno spot anti-Renzi, hanno deciso di cancellare ogni indicazione sul programma di viaggio. Neppure l’organizzazione del Partito, abbiamo fatto la prova, sa dove il convoglio fermerà.Polignano, striscioni a Porto San Elpidio, grida e dileggi a Reggio Calabria. Ogni tappa, una croce per il tour in treno di Matteo Renzi, partito il 17 ottobre per toccare in otto settimane le 107 province italiane. “Destinazione Italia” voleva essere un “percorso di ascolto e confronto” ma alle prime fermate Renzi e i suoi hanno dovuto rimettere i piedi per terra: “Buffone, buffone!”, urlano a Vasto, dopo un’accoglienza non meno calorosa ad Ascoli Piceno, mentre a Reggio Calabria hanno dovuto far rientro in stazione dall’ingresso secondario. Così, per evitare che ogni fermata del convoglio si trasformi in uno spot anti-Renzi, hanno deciso di cancellare ogni indicazione sul programma di viaggio. Neppure l’organizzazione del Partito, abbiamo fatto la prova, sa dove il convoglio fermerà.

PFM, in nome del rock italiano

Giovedì, 26 Ottobre 2017

 

La PFM racconta ‘Emotional tattoos’: “Suoniamo per lasciare tatuaggi emotivi” - INTERVISTA

La band che rappresenta il rock italiano nel mondo

Si chiama, il loro ultimo disco,“Emotional tattoos”. Patrick Djivas ascolta la musica ad occhi chiusi e suona con le dita un basso immaginario. Franz Di Cioccio sottolinea i fill più eccitanti con brevi scatti delle braccia. Ogni tanto si guarda attorno, cercando forse di carpire dall’espressione dei presenti le loro reazioni all’ascolto nuovo album della PFM. Allo Studio Metropolis di Milano, dove il disco è stato registrato, i due membri “storici” del gruppo prog milanese stanno facendo sentire alla stampa “Emotional tattoos”. L’album segna il ritorno alla canzone originale dopo i progetti “In classic”,“Stati di immaginazione” e il rifacimento della “Buona novella”. È anche il primo album senza il chitarrista e membro fondatore Franco Mussida. Djivas ha 70 anni, Di Cioccio 71, eppure parlano del disco con l’eccitazione di due ragazzi. Sono orgogliosi di avere inviso un album lungo, ne parlerebbero per ore e avvisano: “Quando venite a vederci portatevi un panino e una bottiglietta d’acqua. PFM suona due ore e tre quarti. Con un concerto più breve non riusciremmo a lasciarvi un tatuaggio emotivo”.

In nome del rock italiano, il libro

I nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori li conosciamo tutti: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc. Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non ci siamo mai incrociati al bar o al cinema. Sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole. Anche e soprattutto in un momento storico dove tutto, attraverso il web, sembra a portata di mano, una canzone cantata da un rocker italiano aiuta a sperare in un domani più luminoso dell’Enel.

Con tutto il rispetto per Fido

Domenica, 15 Ottobre 2017

In Italia siamo messi così. Ovviamente, con tutta la simpatia per gli animali. Meno per chi li scambia per qualcos’altro.

Prima notizia

Risultati immagini per anziana a letto

Non riusciva a gestire la malattia della moglie anziana, di recente dimessa dall’ospedale, così ha fatto una telefonata anonima al 113 per segnalare lo stato di abbandono della donna e si è allontanato: per questo un settantaquattrenne di Terni è stato denunciato dalla polizia per abbandono di incapace. Nella sua chiamata l’uomo ha segnalato che la donna era “sola, anziana e convalescente da un’operazione” in un condominio del centro. Quando gli agenti della Squadra Volante sono giunti sul posto hanno trovato la porta dell’appartamento aperta e dentro l’81enne immobile a letto, che sofferente e in stato confusionale chiamava il marito ad alta voce. Alla fine, il 74enne è stato rintracciato ed ha ammesso di aver chiamato lui il 113, dopo essersi reso conto di non riuscire a prendersi cura della moglie, non avendo figli e non potendo permettersi una badante. Dopo avere passato tre notti insonni, ha pensato che l’unico modo per risolvere il problema era di rivolgersi alla polizia.

Seconda notizia

Per la prima volta in Italia riconosciuto permesso di lavoro per curare cane

Giovedì 12 Ottobre 2017 13:45 | Pubblicato da Redazione | Stampa | E-mail

La non cura di un animale di proprietà integra, infatti, secondo la Giurisprudenza, il reato di maltrattamento degli animali previsto dal Codice penale. Non solo ma vige il reato di abbandono di animale, come previsto dalla prima parte dell’articolo 727 del Codice penale. “Ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente – ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente LAV (LEGA ANTI VIVISEZIONE).

Il suo cane stava molto male e aveva bisogno di un intervento medico veterinario urgente. Una dipendente pubblica, single, non avendo alternative e per stare vicino al quattrozampe, aveva chiesto senza successo al suo datore di lavoro – un’Università romana – il riconoscimento del permesso retribuito di due giorni di assenza. Diritto che in un primo tempo non le era stata accordato e solo successivamente, grazie al supporto tecnico-giuridico offertole dalla nostra Associazione, è stato riconosciuto dal datore.

Un voto destabilizzante e strategico

Venerdì, 13 Ottobre 2017

 

Risultati immagini per vignette politici

 

La classe politica non cambia se non è esposta al pericolo di perdere i privilegi e i clientelismi alla quale è abituata.

Immaginiamo di essere in un ristorante: i piatti che la gente ordina sono sotto la soglia di qualità minima, alcuni dopo aver mangiato vengono ricoverati all’ospedale, alcuni sono crudi, in altri trovano scarafaggi e mosche morte che cosa fai? Come proprietario, cambi il cuoco o cambi la gestione e magari li denunci e non li paghi per il pessimo lavoro. Qual’è l’analisi che ne esce? Semplice: le diverse gestioni e i diversi cuochi in realtà sono tutti d’accordo e se ne fregano delle persone che vanno a mangiare. Il loro piano e fare quello che vogliono e non quello che dovrebbero.

Una persona intelligente cosa fa? CAMBIA RISTORANTE. Trovo stupido insistere e altrettanto stupido accontentarsi. E’ necessario prendere atto che la classe politica non cambia se non è esposta al pericolo di perdere i privilegi e i clientelismi alla quale è abituata. E’ necessario renderli responsabili delle loro azioni criminose nei confronti del patrimonio pubblico e sociale. La strategia è quella di evitare un voto di gusto, e optare per un voto destabilizzante e strategico. In questo modo le forze in gioco sono obbligate a riorganizzarsi e di conseguenza ri adattarsi al nuovo tessuto. Purtroppo, a volte – bisogna riconoscerlo - la colpa è tua. Perchè continui a frequentare quei ristoranti malfamati.

Fuor di metafora, in giro ancora ci sono individui che insistono a votare le ottocentesche destre e sinistre. Che, ormai, si somigliano come gocce d’acqua: qualcuno ha mai badato al politico Esposito e alla sua espressione tipica di chi sta a destra? Eppure fa parte del Pd. E Salvini? Proviene da un partito che prende a calci meridionali, nordafricani e rumeni, eppure parla di pensioni per chi ha lavorato e che quella cattivona – vera! – della Fornero ha tolto. Chi è di sinistra? Chi di destra? L’unico, pur se formato da gente inesperta, “ristorante” buono è quello del M5s. Ma la gente non è abituata a farsi trattare da persone. Quindi vanno ad abbeverare i vecchi partiti che continuano a rubargli i soldi dalle tasche. Ce ne fosse uno che si ricordasse, dei votanti, che nella peggiore delle ipotesi, quelli del M5s si mettono in tasca solo un quarto di quei 20.000 euro che gli altri parlamentari percepiscono. Incredibile. I politici sono sempre pronti a truffarvi, ma voi, signori votanti, dovreste un attimo svegliarvi!

Il mondo è in mano a 8 uomini. Ed è legale.

Venerdì, 13 Ottobre 2017

 

Risultati immagini per vignette ricchi

Nel mondo 8 uomini, da soli, posseggono 426 miliardi di dollari, la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta, ossia 3,6 miliardi di persone.

Sono passati quattro anni da quando il Forum Economico Mondiale ha identificato nella crescente disuguaglianza economica la maggiore minaccia alla stabilità sociale. Eppure, da allora, nonostante i leader mondiali abbiano sottoscritto tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, anche quello di riduzione della disuguaglianza, il divario tra i ricchi e il resto dell’umanità si è allargato.

L’attuale sistema economico favorisce l’accumulo di risorse nelle mani di una élite super privilegiata ai danni dei più poveri (in maggioranza donne). E l’Italia non fa eccezione se, stando ai dati del 2016, l’1% più facoltoso della popolazione ha nelle mani il 25% della ricchezza nazionale netta. Sono alcuni dei dati sulla disuguaglianza contenuti nel rapporto Un’economia per il 99% della ong britannica Oxfam, diffusi alla vigilia del World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

Un documento accompagnato da una petizione rivolta ai governi per chiedere una serie di interventi: dallo stop alla concorrenza fiscale al ribasso fino al sostegno di modelli di business non orientati solo a massimizzare il profitto, ma anche la promozione dello sviluppo non solo in base al Pil, ma anche ad indicatori relativi al benessere dei cittadini.

Il dossier analizza quanto la forbice tra ricchi e poveri si stia estremizzando sempre più. “Multinazionali e super ricchi continuano ad alimentare la disuguaglianza – spiega il rapporto – facendo ricorso a pratiche di elusione fiscale, massimizzando i profitti anche a costo di comprimere verso il basso i salari e usando il loro potere per influenzare la politica”. Secondo Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia “è osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini e che gli squilibri nella distribuzione dei redditi siano tanto pronunciati in un mondo in cui una persona su dieci sopravvive con meno di 2 dollari al giorno”.  Poi appunto c’è il caso limite: la metà più povera della popolazione mondiale possiede le stesse risorse che sono a disposizione degli 8 miliardari più ricchi del pianeta. Per la rivista Forbes gli 8 Paperoni sono in ordine Bill Gates, Amancio Ortega, Warren Buffet, Carlos Slim, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Michael Bloomberg.

L’ aumento dei miliardari

Martedì, 10 Ottobre 2017

 

Risultati immagini per vignette con morti di fame

 

La crisi economica perdurante da ormai otto anni ha prodotto i grandi numeri della miseria economica e culturale. Raddoppiano i numeri della povertà relativa (9 milioni di individui) e triplicano quelli della povertà assoluta (4 milioni e 742mila individui). Triplica anche il numero dei miliardari – 342 nel nostro paese – a riprova del fatto che il problema non è l’assenza di ricchezza o di crescita bensì di redistribuzione della ricchezza, modelli industriali scelti, regimi fiscali e politiche sociali. Sono aumentati i disoccupati e gli inoccupati, è cresciuto il numero dei lavoratori poveri il cui reddito insufficiente ne pregiudica le capacità di autodeterminazione, è peggiorata la condizione minorile e giovanile (ad esempio l’altissimo numero dei giovani che non studiano e non lavorano), si sono aggravate le discriminazioni di genere per quanto riguarda accesso al mercato del lavoro, retribuzione e assegni pensionistici. Inoltre, 100.000 italiani hanno lasciato il paese nell’ultimo anno in cerca di miglior fortuna, si è rafforzato il potere delle mafie e il loro potere di penetrazione economico culturale a causa del ricatto economico e si approfondisce la disuguaglianza territoriale aggravando ulteriormente la questione meridionale.

In tutti questi anni l’incremento della povertà ha comportato un aumento delle disuguaglianze. In Europa, stante all’indice Gini di disuguaglianza di reddito, solo la Gran Bretagna sembra aver fatto peggio dell’Italia. Non si è risposto alla crisi con più welfare, ma con meno welfare, che è stato uno degli ambiti maggiormente sacrificati per il recupero di risorse a favore di un auspicato nuovo sviluppo dell’economia. Anche nei settori in cui la spesa sociale non è arretrata, di fatto i livelli di welfare non sono stati in grado di contrastare l’erosione sociale di molte fasce di ceto popolare ed anche di ceto medio. Il dato delle 350.000 sentenze di sfratto negli ultimi cinque anni in Italia per “morosità incolpevole” è significativo della totale disattenzione nei confronti delle così dette “nuove povertà”.

Sistema pensionistico italiano, il più scarso d’Europa

Domenica, 8 Ottobre 2017

 

Risultati immagini per pensioni vignette

 

Il sistema pensionistico firmato Fornero, con tutte le sue falle e le sue gravi inadempienze, continua a minare la serenità e le possibilità economiche di pensionati e pensionabili italiani, tanto da essere stato appena defintio dal segretario  generale del sindacato nazionale Ugl, Paolo Capone, una insidiosa «trappola senza fine».

“Non si può pensare di risanare l’economia del Paese gravando ulteriormente sul lavoro e sui pensionati. Bisogna dire ai signori di Banca d’Italia e ai magistrati della Corte dei Conti che siamo stanchi che si faccia sempre cassa sui diritti dei lavoratori”, è tornato a denunciare Capone, commentando le ultime considerazioni sulla riforma delle pensioni. “È impensabile che una vera riforma previdenziale possa includere l’aumento dell’età pensionistica a 70 anni, con conseguente ricaduta sul blocco dell’occupazione per i giovani”.

È come il cane che si morde la coda, una trappola senza fine. Spetta solo al governo scegliere cosa sia socialmente giusto per il nostro Paese, più che politicamente corretto. È quindi necessario rivedere il sistema pensionistico italiano che è il più scarso d’Europa con il fine di tutelare i lavoratori e non renderli schiavi di un sistema», ha concluso Capone.

E poi, non è giusto costringere i lavoratori ad “appassionarsi” alla loro professione. Perchè, qualche politico  con la sua retorica guasta, ci prova a convincere il disgraziato di turno che il lavoro a sessantanni sia un atto di civiltà e altre imbecillate simili. Finitela! Può essere appassionato un politico, un artista o qualsiasi altro fortunato che ha fatto, per destino o per caso, quello che i suoi neuroni lo incitavano a realizzare come attività per sbarcare il lunario, ma qualcuno di quei geni che – guarda caso – percepiscono stipendi da califfo e che costringono gli individui a restare al lavoro per forza, si è mai chiesto a cosa si dovrebbe appassionare un idraulico sessantenne, un operaio sessantenne che fabbrica chiodi da tutta una vita, un infermiere sessantenne che raccoglie sputi e altre amenità?

Forse dovrebbero gioire perchè amano le rondelle, o i chiodi affilati o le padelle e le sacche di urine? Insomma, la normalità è che la stragrande maggioranza delle persone, con onestà e competenza, ha fatto il suo lavoro semplicemente perchè non poteva ambire a un Nobel. Ma questo non significa che, egregi parlamentari che anche da pensionati siete sempre in Parlamento in nome del popolo italiano(!), possiate anche istigarli ad “appassionarsi”. I portinai esistono per chiudere ed aprire le porte. I parlamentari (con molto ottimismo…) esistono perchè devono trovare soluzioni ai problemi che la società presenta. Un portinaio incapace di chiudere ed aprire deve far posto ad uno che lo sa fare. Perchè i parlamentari incapaci non hanno lo stesso destino?

 

Bernabei e il suo libro

Giovedì, 5 Ottobre 2017

 

Il Premio letterario ‘NotaD’Autore2017′ si arricchisce di un altro testo. il volume è stato proposto da Annalisa Carta. “Jack è uscito dal gruppo”, come si sa, è stato pubblicato da un autore, in questo caso, molto amato dai ragazzi. Dalla Banda di Tarquinia ai Dearjack, dall’uscita dal gruppo al sole della California: quello di Alessio Bernabei è un sogno che si avvera. Anzi, più sogni. Una strada fatta di alti e bassi, di successi e soprattutto di musica. Quella che scalda il cuore, incendia l’animo dei suoi fan e riempie queste pagine accompagnando foto e memorabilia, backstage e curiosità. Un libro ricco e sincero, in cui Alessio condivide ricordi, desideri e paure, in una parola sola: la sua storia straordinaria.

Martedì, 3 Ottobre 2017

Risultati immagini per giannini giornalista

Giannini: “Raggi, la vera sentenza c’è già: sono i suoi fallimenti”

Dalla procura di Roma una cattiva e una buona notizia per la sindaca Virginia Raggi. La buona è l’archiviazione dell’accusa per abuso d’ufficio riguardante la nomina di Salvatore Romeo, ex capo della segreteria. La cattiva è la richiesta di rinvio a giudizio per l’altra nomina da lei effettuata, quella di Renato Marra al dipartimento Turismo. Raggi si considera ora riabilitata, ha scritto sui social che ora la stampa dovrebbe chiederle scusa. Non si capisce però di cosa. Forse, le si può chiedere scusa di appartenere a una forza politica che di politica (di vecchio stampo, quelle votate al potere e non alla professione) non ha niente. Poi, dovrebbe essere, caro Giannini, più salutare avere una sindaca che non sa come fare e vorrebbe, al posto di chi non sa come fare e non gli importa: tutti i sindaci di tutti i colori di tutti gli ultimi anni.

La Fornero ha pagato un prezzo elevato!

Domenica, 1 Ottobre 2017

 

Riforma pensioni di Elsa Fornero (Lapresse)

A proposito di riforme pensioni e temi simili, la professoressa torinese ha spiegato che la flessibilità è sicuramente importante, “ma non quando si realizza a spese delle generazioni future come avviene con la formula retributiva”. Nel 2011 non c’era però la possibilità materiale di poterla prevedere. “D’altronde, se i governi successi ci hanno messo oltre 5 ani per introdurre, con l’Ape, un po’ di flessibilità, si comprende come quelle condizioni non erano facilmente superabili, altrimenti si sarebbe potuto, e forse dovuto, intervenire prima”, ha aggiunto.

In chiusura di intervista, Fornero ha anche detto che non accetterebbe un nuovo incarico ministeriale: “Credo di aver personalmente lavorato per il mio Paese, ma avere anche pagato un prezzo personale elevato”. Bisogna aggiungere che la signora, quando fu chiamata, avrebbe dovuto semplicemente declinare e sottolineare che certe cose lei le avrebbe lasciate fare ad altri. Invece ha avuto la meglio il punto di vista dei pusher: “Se non lo faccio io, lo farà un altro”. Se la signora pensava di diventare popolare, ci è riuscita puntualmente. Peccato che abbia acquistato questa qualità sulla pelle di un sacco di gente che non c’entra niente con i suoi punti di vista.