Archive for Dicembre, 2017

La Fornero insiste a sbagliare con l’età pensionabile

Sabato, 23 Dicembre 2017
 
Perché abbassare l'età pensionabile non è nell'interesse del paese
La signora Elsa Fornero ha scritto:
“Tenendo conto della realtà del sistema economico italiano, quello delle pensioni deve essere il punto d’arrivo e non il punto di inizio di qualsiasi programma da presentare agli elettori.
Si pensa davvero che abbassarel’eta di pensionamento sia negli interessi degli italiani e delle giovani generazioni? E che, come qualcuno ha affermato nei giorni scorsi, si possa fare questa “controriforma” tassando le cosiddette “pensioni d’oro”? Alcune semplici considerazioni mettono fortemente in dubbio il buon senso di una simile impostazione.

La prima riguarda le cifre e le compatibilità di bilancio: se per “pensioni d’oro” si intendono quelle superiori a cinquemila euro lordi, per ottenere un risparmio sufficiente a finanziare la riduzione dell’età pensionabile, e più specificamente la reintroduzione delle pensioni di anzianità, la cui abolizione è stata per anni invocata come segno della modernità e della efficienza del Paese, servono, nei prossimi 5-6 anni, alcune decine di miliardi. Una simile cifra richiederebbe la cancellazione completa delle “pensioni d’oro” e non un loro semplice ricalcolo secondo il meno generoso metodo contributivo.”

E allora? Si cancellino. Qualcuno pensa che quei signori che, per anni hanno percepito soldi ineffabili e da califfo, ora non abbiano un nichelino per comprare la minestrina? Signora Fornero, non sarebbe ora di smetterla con le sue illuminate preveggenze?

Il M5S vuole eliminare le pensioni esagerate

Sabato, 16 Dicembre 2017

Il MoVimento 5 Stelle vuole l’abrogazione delle cosiddette pensioni d’oro, che si stima pesino sui conti pubblici per 12 miliardi di euro. Secondo il discorso del candidato premier dei pentastellati, Luigi Di Maio, la loro eventuale abolizione potrebbe consentire di arrivare persino all’abolizione della legge Fornero.

 

Risultati immagini per m5s

Quelli di Di Maio, intervenuto ai microfoni di Radio Rai 1, sono discorsi che devono fare tremare i falchi del rigore a Bruxelles. Il candidato in pectore del MoVimento 5 Stelle ha spiegato che se il movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio salirà al governo, punta a “superare” la legge Fornero partendo dai “lavori usuranti”.

“E poi vogliamo abolirla gradualmente totalmente” ha aggiunto. Alla richiesta di spiegazioni da parte dell’intervistatore, il leader scelto del M5s ha replicato: “Vogliamo tornare all’età pensionabile che c’era prima della legge Fornero, attingendo dalle risorse sia delle pensioni d’oro che oggi ci costano 12 miliardi di euro”.

L’interlocutore ha a quel punto messo in discussione le cifre fornite da Di Maio, che ha ribattuto: “Sì, sono 12 miliardi, possiamo iniziare dai lavori usuranti poi negli anni successivi abolirla del tutto attingendo dai 50 miliardi di sprechi del bilancio dello Stato che non certifico io ma il centro studi di Confindustria”.

Intanto in Europa durante il vertice del partito dei Popolari Europei, a sorpresa Angela Merkel ha fatto gli auguri personali a Silvio Berlusconi per le elezioni politiche del 4 marzo. Evidentemente Merkel, così come altri politici liberali europei che in passato hanno condannato Berlusconi, sono così impauriti dallo spettro di una vittoria di un partito anti estabilshement come il MoVimento 5 Stelle che sono disposti persino a ricucire lo strappo con il tre volte ex premier. E sono pronti a farlo anche se costui è alleato con una fazione “populista” della destra, una anomalia italiana questa (come ha sottolineato di recente anche l’ex premier Matteo Renzi).

Dylan Dog, la canzone su Google Play

Venerdì, 8 Dicembre 2017

Cover art

È disponibile su Google Play un brano veramente valido. E indipendente. “Non sono mica Dylan Dog” di Mimmo Parisi.

Per questa volta, al posto delle consuete immagini e nuvolette, è stato proposto un progetto di immagini, parole e note. Il brano del cantautore bolognese ha centrato la cupa e avventurosa indole del personaggio di Sclavi. Insomma, l’indagatore dell’incubo, alla fine è soprattutto cercatore di equilibri. E quest’ultimi, in una società come quella attuale, non pare abbiano grande frequentazioni. Bel testo. Senza essere particolarmente ridondanti e gonfi di soluzioni impossibili, le parole fanno sobriamente pendant con le chitarre e tutto l’arrangiamento decisamente rock. Insomma, il rocker Mimmo Parisi ha presentato un brano, “Non sono mica Dylan Dog”, che si ispira a uno schivo personaggio capace di dire la sua anche se, essendo di carta, non potrà grandi cose contro un mondo impervio.

Briciole e pensioni, gli aumenti per il 2018

Venerdì, 8 Dicembre 2017

Stanno per scattare i rialzi automatici legati all’andamento del costo della vita e dei prezzi. Briciole. L’incremento massimo sarà del + 1,1 per cento per gli assegni più bassi. I ventenni di oggi andranno in pensione a 71 anni compiuti

“Mille euro al mese di pensione minima, per tutti”. Le elezioni si avvicinano, torna ad echeggiare una promessa evergreen. In attesa di tempi migliori, e del passaggio dalle parole ai fatti, milioni di italiani dovranno accontentarsi delle briciole. Dal 2018, dopo due anni di stop, scatteranno gli aumenti degli assegni pensionistici.

Altro che mille euro, però. Le cifre erogate saranno adeguate alla variazione dell’indice Istat di riferimento, quello dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. E i soldi in più saranno pochini. Gli assegni di valore più basso saliranno dell’1,1 per cento, quelli più alti dello 0,485 per cento. A crescere non saranno solo le pensioni dirette (di vecchiaia, di anzianità e anticipata), ma anche gli assegni e le pensioni d’invalidità e la reversibilità. Le prestazioni soggette a limiti di cumulo con gli altri redditi, altra novità, subiranno riduzioni più basse.

Assegno sociale e minima

Gli esperti del Sole24ore, di laleggepertutti.it e di altri portali – anticipando l’ufficializzazione dei nuovi importi da parte di Inps, Inail, Inarcassa – hanno tradotto in cifre gli aggiustamenti previsti. L’assegno sociale, ad esempio, passerà da 448,07 a 453 euro al mese, pari a 72 euro in un anno (considerando la 13esima). La minima salirà da 501,89 euro mensili a 507,41 euro, la pensione d’invalidità da 279,47 euro mensili a 282,54 euro.

Ecco la griglia degli aumenti

Sempre da quotidiani e siti specializzati arrivando altre indicazioni (non confermate e non smentite dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, avaro di informazioni):

- pensioni fino a 3 volte il minimo, cioè fino a 1.522,23 euro mensili: si applicherà un tasso di rivalutazione pari all’1,1 per cento;

- pensioni di importo da 3 a 4 volte il minimo, cioè fino a 2.029,64 euro mensili: tasso di rivalutazione dell’1,045 per cento;

- pensioni di importo da 4 a 5 volte il minimo, cioè fino a 2.537,05 euro mensili: + 0,825 per cento;

- pensioni di importo da 5 a 6 volte il minimo, cioè fino a 3.044,46 euro mensili: + 0,55 per cento;

- pensioni di importo oltre 6 volte il minimo, cioè oltre 3.044,46 euro mensili: + 0,485 per cento.

Le pensioni di reversibilità: altri esempi

Anche le pensioni di reversibilità (o indiretta) aumenteranno allo stesso modo. Le riduzioni, invece, saranno applicate in misura minore. In particolare, ecco gli esempi concreti, la prestazione sarà ridotta:

del 25 per cento se il reddito prodotto dall’avente diritto supera 3 volte il minimo, cioè supera 1.522,23 euro mensili, 19.788,99 euro annui;

del 40 per cento se il reddito prodotto dall’avente diritto supera 4 volte il minimo, cioè supera 2.029,64 euro mensili, 26.385,32 euro annui;

del 50 per cento se il reddito supera 5 volte il trattamento minimo, cioè 2.537,05 euro mensili, 32.981,65 euro annui.

Le previsioni per i ventenni: in pensione a 71 anni compiuti

Mentre infuria la polemica sull’innalzamento dell’età pensionistica, vincolato alle aspettative di vita, dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico arrivano previsioni che non rasserenano gli animi. Anzi. Chi ha iniziato a lavorare a 20 anni, nel 2016, in Italia andrà in pensione a 71,2 anni, contro i 74 anni della Danimarca e i 71 dell’Olanda. In Irlanda e Finlandia la soglia sarà a 68 anni, negli altri Paesi Ocse resterà ancora più bassa.