Archivio per la categoria ‘Animazione’

Lunedì, 6 Novembre 2017

ILMIOLIBRonline, ‘Time after time’ e altre letture

Sabato, 2 Settembre 2017

Ecco altri libri che sono stati proposti per il premio letterario ILMIOLIBRonline 2017. Come sempre il valore dell’argomento è alto. La commissione del premio esprime gratitudine per la partecipazione dei lettori. Buona lettura e buona votazione.

Commissione ILMIOLIBRonline

La grande stagione della musica italiana affonda le sue radici migliori nel glorioso periodo che va dalla fine degli anni ’50 alla metà dei ’70. Qui si raccolgono canzoni indimenticate e indimenticabili, che ancora danno lustro agli artisti che ne furono artefici. Tra questi ce ne sono cinque legati tra loro da un destino a tratti oscuro e segreto. Buscaglione, Ciampi, Endrigo, Ferrer, Pagani, a diversi livelli hanno conosciuto fama e successo ma anche le ombre del declino, il progressivo allontanamento dalle scene. Il volo nella hit parade, i trionfi mediatici, il credito della critica e il plauso del pubblico furono interrotti da cause persino misteriose, dal male sottile della depressione e del dubbio.

Un prima e un dopo. Come tutti i grandi artisti, Lucio Battisti ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana: le sue indimenticabili e rare apparizioni televisive, la sua voce asciutta e fragile, i testi semplici eppure così radicalmente diversi e innovativi, una composizione musicale complessa, accurata, dall’effetto struggente. Lucio Battisti è un autore che ancora oggi ascoltiamo senza esserne mai sazi. In tanti hanno scritto di Lucio Battisti, ma in pochi lo conoscevano davvero; la sua musica è stata discussa, analizzata, amata o odiata, ma dell’uomo si è detto solo quello che la sua profonda riservatezza permetteva.

“Strawinski è uno di quei ‘representative men’ emersoniani, i quali sembrano sintetizzare nella loro creazione le aspirazioni, le necessità spirituali della loro epoca. Doveva dare al mondo stupefatto la rivelazione totale del suo genio e contemporaneamente creare di colpo uno stile russo interamente nuovo, liquidando definitivamente l’impressionismo post-romantico debussiano e con lui ogni residuo, più o meno palese, dello stile armonico-cromatico dell’Ottocento”.
In nome del rock italiano
I nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori li conosciamo tutti: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc. Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non ci siamo mai incrociati al bar o al cinema. Sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole.

La storia del rock è una cosa meravigliosa. Da questo assunto nasce l’idea di Time after time, un modo originale per raccontare passo passo quello che di notevole, interessante, curioso, memorabile, degno di essere tramandato, è successo nelle cronache del pop-rock dagli albori ad oggi. In una cavalcata divertente, che associa i massimi sistemi agli episodi più periferici, attraversati dai personaggi che hanno popolato le classifiche, gli stadi, i cinema, le trasmissioni radiofoniche e televisive, troviamo migliaia di notizie, nomi, titoli, festival con cui tracciare e ricordare la colonna sonora delle musiche che amiamo.

Preti e galline

Venerdì, 23 Giugno 2017

 

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E’ arrivata l’estate. Si può, almeno per un momento, allentare la tensione.

Ecco un grammo di buon umore.

“Una gallina bestemmia: coco Dio! Un prete le dice che non si fa e che se insiste la sbatte al buro. La gallina continua: coco Dio! Il prete la prende a calci. La gallina fa un uovo dal quale esce un pulcino che urla: PIO CANE CHE BOTTA!”

Alla prossima e godetevi le vacanze.

La Redazione di Cinepoprock

Formigoni, novità sul suo status

Martedì, 20 Giugno 2017

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Nelle 719 pagine di motivazione del verdetto depositate oggi le toghe, Gaetano La Rocca presidente, Angela Laura Minerva e Marco Formentin tutti e tre estensori del documento, dedicano l’intero capitolo 10 alle regalie esaminandole una a una, “le utilità percepite dal Presidente Formigoni, suddividendole in alcune macrocategorie per comodità espositiva: imbarcazioni; vacanze di Capodanno ed altri viaggi; villa in Arzachena – Località Li Liccioli; denaro contante; finanziamento elettorale di 600.000 euro“. Fuori dall’elenco le “cene in ristoranti di lusso organizzate da Daccò in onore del Presidente della Regione. Pur avendo tali cene, indubbiamente, un ritorno in termini di immagine per Formigoni – si legge nelle motivazioni – esse rispondevano anche al tornaconto di Daccò, che in questo modo accreditava (soprattutto agli occhi dei funzionari della Regione e dei Direttori Generali) la sua immagine di imprenditore del settore Sanità molto vicino al Presidente”.
Non appare dunque “congruo considerare tali cene come parte del sinallagma corruttivo”.

Mimmo Parisi e Tom Waits

Domenica, 14 Maggio 2017

A proposito di Tom Waits

Il cantautore Mimmo Parisi presenta una breve presentazione di un artista di spessore. A seguire, le sue parole. «Non molti lo conoscono. Ovviamente, per chi segue gli eventi culturali  e gradisce i personaggi veri, il suo nome è più che popolare. Comunque, Tom Waits meriterebbe un posto nella memoria di ognuno. Non grande nè prestigioso. Non gli piacerebbe. Lui è un autentico conoscitore del mondo e sa che, a tirarsela, si rischia solo di annoiarsi. Meglio un profilo semplice. Le fanfaronate le lascia agli altri. Waits esprime il suo essere attraverso frasi e narrazioni come queste: “Negli anni Settanta, un’etichetta discografica a Los Angeles ha prodotto un disco dal titolo ‘Il meglio di Marcel Marceau’: Erano quaranta minuti di silenzio seguiti da un applauso e ha venduto molto bene. Quando ho ospiti in casa, mi piace metterlo. Però mi secca davvero se la gente comincia a chiacchierare’. Che dire?  Una trovata geniale e ironica.»

Briatore giudica i lavoratori che si contentano di uno stipendiuccio

Mercoledì, 5 Aprile 2017

 

Cosa ne pensa Flavio Briatore dello stipendio di impiegate/i, infermieri, commesse, lavoratori dei campi, o qualsiasi altro lavoro che venga retribuito con 1300 euro o circa.

Ieri sera, ospite da Bianca Berlinguer su Rai 3, c’era un tipo invidiato da tanti. Non si sa cosa possa indurre qualcuno ad invidiarlo. Oppure, magari sì. Ovviamente bisogna avere e condividere il suo stesso punto di vista. Quello di uno che ha avuto di sicuro culo e qualche altra cosa nella vita. Uno che sputa sentenze e giudizi a vanvera. Si sta parlando di Flavio Briatore. C’è un sacco di gente, su questo pianeta, che si muove e fa progetti, purtroppo, questi ultimi non sempre vanno in porto. Per tante ragioni. A lui è andata bene. E questo gli fa credere che chi non ci riesce sia un pusillanime.

Questo signore è un cattivo esempio per tutti e, soprattutto, per le nuove generazioni. Ma viene ospitato, spesso, nelle trasmissioni televisive e in altre situazioni dove si considera che un personaggio del genere possa dare lume al contesto. Basterebbe guardarsi solo un attimo nello specchio, quando si è soli. Andare al di la del vetro obnubilato dal vapore della doccia. Cercarsi e chiedersi se un Flavio Briatore o, visto che si sta ballando si balli bene, un Marchionne – 1 milione di euro al mese! – possano essere un esempio da seguire. Insomma, si sta parlando di pirati che, senza bandana e teschio sul vascello, rubano – legalmente, perché e ovviamente sono coperti sempre da leggi ingiuste e inique – denaro al resto del mondo che deve vivere, quando gli va bene, con 1300 euro al mese. 1300 o 1500 non sono tanto per vivere, tuttavia e al giorno d’oggi – bisogna tener presente anche questo – c’è chi, giustamente, farebbe carte false per avere quello stipendio. E anche di meno.

Ma e durante la trasmissione, figuriamoci, al solo nominare quella cifra, al signor Briatore a momenti veniva un conato di vomito. Infatti qualcuno dello studio, forse uno di quelli che spazzano per terra quando i cameramen, gli ospiti e i conduttori (che parlano di ingiustizia sociale ma poi anche loro prendono soldi da califfo…) se ne vanno, era pronto con un secchio da porgere al milionario incapace di capire che lui vive sulla Luna. Lui, Briatore, non è informato che la gente vive su una Terra dove bisogna comprare il latte ai bambini, il pane, bisogna mettersi addosso qualcosa, le bollette vanno pagate. Ha detto che non riesce a capire, ad un’attonita Bianca Berlinguer, come si possa vivere con 1300 monetine che, anche a metterle insieme, non tintinnano. O meglio, tintinnano di miseria.

Quindi, caro lettore, care lettrici, se siete impiegate/i, commesse, lavorate nei campi, se fate gli infermieri o qualsiasi altro lavoro che vi fa portare a casa una cifra del genere, vergognatevi. Non potete avere voce nella vita. Perlomeno non in presenza di Flavio Briatore. A proposito, ha aggiunto che lui, nella sua catena di ristoranti inglesi, paga molto bene i suoi camerieri. Ma lui l’ha mai fatto il cameriere? E se l’ha fatto, lo ha fatto per molto poco. O in un posto dove non gli hanno chiesto più di tanto. Oppure, male. Perché chi ha il gene malefico del comando, di solito non sa fare niente di particolarmente bene. E, quindi e va da se, non ha capito granché di quello che significhi lavorare. A questo signore bisognerebbe insegnare che nella vita, quando ti va bene, conta di sicuro la capacità dell’individuo di progettare, tuttavia si vince sempre per una botta di culo. Perché di gente intelligente e volenterosa che voglia arrivare su Marte per installare una paninoteca, c’è n’è tanta. Di culo, c’è ne poco. Perché l’ha preso tutto lui e gli altri suoi compari tipo Marchionne.

La battaglia dei Troll

Sabato, 17 Dicembre 2016

 

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In seguito alla sconfitta della Regina delle Nevi, il regno dei troll è tornato a prosperare. Orm, però, cui non viene riconosciuto il ruolo avuto nella battaglia, è costretto a prestare servizio in miniera. Insoddisfatto della sua vita, un giorno si reca al Palazzo Reale per magnificare le sue azioni di guerra, ricorrendo a molte bugie che non tarderanno a venire a galla. Il piccolo troll finirà così per capire sulla propria pelle come l’inganno non conduca alla felicità, né all’amicizia o al vero amore.