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Briatore può e lo fa. Non dovrebbe essere normale che uno, pur avendo tanta disponibilità economica, si metta a girare con il jet per delle ciliegie. Avrebbe potuto comprarle dal fruttarolo sotto casa. Ma, evidentemente sotto casa sua non vendono frutta.  Ieri il suo jet privato è atterrato presso l’aeroporto di Bolzano: in seguito l’imprenditore si è diretto a Merano per acquistare delle ciliegie e infine è rientrato a Nizza dopo poche ore. Il tutto è stato immortalato ovviamente scattandosi un selfie a bordo dell’aereo mentre sorride e annuncia il suo ritorno verso Nizza. Prima della partenza Briatore aveva pubblicato un’altra foto sul suo profilo Instagram che lo ritraeva sempre a bordo del suo jet privato, con i piedi sul sedile di fronte, in posizione relax: si intravedeva anche una copia del Corriere della Sera oltre alle sue scarpe nere.

Movimento Cinque Stelle, l’unico gruppo dove chi sbaglia si dimette

MaltaFiles, la nostra inchiesta colpisce prima ancora di uscire. Si dimette consigliere M5S

Non c’è niente da fare. Nessuno è abituato a quello che dovrebbe essere ordinaria amministrazione. In politica, chi fa errori dovrebbe dimettersi. Nel M5s succede. Tuttavia, giornali quotati come l’Espresso, al posto di felicitarsi per il comportamento – chiunque sia colui che si fa da parte – stigmatizza la cosa come un evento strano. Insomma, lunedì 15 maggio con un post pubblicato su Facebook alle 20.45, Enrico Cantone del Movimento Cinque Stelle ha annunciato il suo imminente passo indietro dall’incarico di consigliere della regione Toscana. Motivo: Cantone si è accorto di non aver denunciato al Fisco «un’attività commerciale» costituita a Malta «sette anni fa». Al di là della dichiarazione che potrebbe essere falsa – ma anche vera – dovrebbe importare la dimissione dell’individuo. Invece cosa scrive l’Espresso: “Un’illuminazione, insomma. Un’improvvisa reminiscenza di affari a lungo dimenticati. In ossequio ai principi di trasparenza del Movimento, il politico di Livorno, la città del sindaco grillino Filippo Nogarin, ha quindi deciso di lasciare la poltrona in Regione.”

Scusate, ma vi pare poco?

Insomma, in una nazione dove tutti restano incollati alla loro poltrona, ottenuta il più delle volte in maniera sospetta, arriva finalmente un gruppo politico che parla chiaro ai propri rappresentanti: “siamo felici che tu ti sia unito a noi, ma se vuoi comportarti come ti pare questo non è il gruppo adatto per farlo”. Tuttavia e a fronte di questo passo deciso verso la chiarezza, il risultato è quello di una testata giornalistica che dimostra di essere più reazionaria dei partiti di vecchio stampo.

 

Briatore giudica i lavoratori che si contentano di uno stipendiuccio

 

Cosa ne pensa Flavio Briatore dello stipendio di impiegate/i, infermieri, commesse, lavoratori dei campi, o qualsiasi altro lavoro che venga retribuito con 1300 euro o circa.

Ieri sera, ospite da Bianca Berlinguer su Rai 3, c’era un tipo invidiato da tanti. Non si sa cosa possa indurre qualcuno ad invidiarlo. Oppure, magari sì. Ovviamente bisogna avere e condividere il suo stesso punto di vista. Quello di uno che ha avuto di sicuro culo e qualche altra cosa nella vita. Uno che sputa sentenze e giudizi a vanvera. Si sta parlando di Flavio Briatore. C’è un sacco di gente, su questo pianeta, che si muove e fa progetti, purtroppo, questi ultimi non sempre vanno in porto. Per tante ragioni. A lui è andata bene. E questo gli fa credere che chi non ci riesce sia un pusillanime.

Questo signore è un cattivo esempio per tutti e, soprattutto, per le nuove generazioni. Ma viene ospitato, spesso, nelle trasmissioni televisive e in altre situazioni dove si considera che un personaggio del genere possa dare lume al contesto. Basterebbe guardarsi solo un attimo nello specchio, quando si è soli. Andare al di la del vetro obnubilato dal vapore della doccia. Cercarsi e chiedersi se un Flavio Briatore o, visto che si sta ballando si balli bene, un Marchionne – 1 milione di euro al mese! – possano essere un esempio da seguire. Insomma, si sta parlando di pirati che, senza bandana e teschio sul vascello, rubano – legalmente, perché e ovviamente sono coperti sempre da leggi ingiuste e inique – denaro al resto del mondo che deve vivere, quando gli va bene, con 1300 euro al mese. 1300 o 1500 non sono tanto per vivere, tuttavia e al giorno d’oggi – bisogna tener presente anche questo – c’è chi, giustamente, farebbe carte false per avere quello stipendio. E anche di meno.

Ma e durante la trasmissione, figuriamoci, al solo nominare quella cifra, al signor Briatore a momenti veniva un conato di vomito. Infatti qualcuno dello studio, forse uno di quelli che spazzano per terra quando i cameramen, gli ospiti e i conduttori (che parlano di ingiustizia sociale ma poi anche loro prendono soldi da califfo…) se ne vanno, era pronto con un secchio da porgere al milionario incapace di capire che lui vive sulla Luna. Lui, Briatore, non è informato che la gente vive su una Terra dove bisogna comprare il latte ai bambini, il pane, bisogna mettersi addosso qualcosa, le bollette vanno pagate. Ha detto che non riesce a capire, ad un’attonita Bianca Berlinguer, come si possa vivere con 1300 monetine che, anche a metterle insieme, non tintinnano. O meglio, tintinnano di miseria.

Quindi, caro lettore, care lettrici, se siete impiegate/i, commesse, lavorate nei campi, se fate gli infermieri o qualsiasi altro lavoro che vi fa portare a casa una cifra del genere, vergognatevi. Non potete avere voce nella vita. Perlomeno non in presenza di Flavio Briatore. A proposito, ha aggiunto che lui, nella sua catena di ristoranti inglesi, paga molto bene i suoi camerieri. Ma lui l’ha mai fatto il cameriere? E se l’ha fatto, lo ha fatto per molto poco. O in un posto dove non gli hanno chiesto più di tanto. Oppure, male. Perché chi ha il gene malefico del comando, di solito non sa fare niente di particolarmente bene. E, quindi e va da se, non ha capito granché di quello che significhi lavorare. A questo signore bisognerebbe insegnare che nella vita, quando ti va bene, conta di sicuro la capacità dell’individuo di progettare, tuttavia si vince sempre per una botta di culo. Perché di gente intelligente e volenterosa che voglia arrivare su Marte per installare una paninoteca, c’è n’è tanta. Di culo, c’è ne poco. Perché l’ha preso tutto lui e gli altri suoi compari tipo Marchionne.

Non si può protestare sui vitalizi

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L’ufficio di Presidenza della Camera, ha giudicato una delle poche osservazioni giuste realizzate in questo paese anormale, come “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità!”.
La protesta di 36 deputati del M5S all’ufficio di presidenza della Camera in occasione della votazione sulle delibere sulle pensioni dei parlamentari è stata valutata dall’ufficio di Presidenza della Camera “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità, costituendo un serio attentato al libero dispiegarsi del confronto e del funzionamento delle istituzioni”. Con questa motivazione l’Ufficio di Presidenza sospende diversi deputati M5S. I deputati sospesi dai lavori dall’ufficio di presidenza della Camera sono stati divisi in tre fasce: per alcuni la sospensione scatta a partire dal 6 aprile, per la seconda tranche a partire dal 17 maggio, mentre per la terza scatterà il 22 giugno. Il 4 aprile, giorno in cui il biotestamento approda in Aula alla Camera, nessuno dei deputati pentastellati risulterà sospeso.
Questa mattina il Movimento aveva fatto appello affinché tutti i suoi deputati potesero restare in Aula in occasione dell’approdo del ddl. Sono quindi 10 i giorni di sospensione per i deputati M5S che hanno protestato in Aula causandone lo stop in diretta tv e impedendo la prosecuzione del question time. Per 4 deputati i giorni di sospensione sono 12 in quanto hanno esposto cartelli sotto il banco della presidenza dell’Aula. E’ questa la sanzione comminata dall’Ufficio di Presidenza della Camera in seguito alla bagarre sui vitalizi del 22 marzo scorso, divisa in due episodi: il caos in Aula e la tentata irruzione in ufficio di presidenza (per cui la sanzione decisa è di 15 giorni). Nei due episodi in gran parte dei casi sono stati coinvolti e sanzionati i medesimi deputati. Per alcuni (Sorial, Vacca, L’Abbate, ad esempio) i giorni di interdizione in totale sono quindi 27.
Le sanzioni sono state votate da tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza ad eccezione del pentaastellato Riccardo Fraccaro e con gli altri due membri M5S assenti. L’Ufficio sottolinea come il comportamento “aggressivo” dei deputati che hanno rotto il cordone tentando l’irruzione nella Biblioteca della Presidenza abbia reso ancor più grave l’episodio a causa del quale, si ricorda, 4 assistenti parlamentari (3 uomini e una donna) sono dovuti ricorrere a cure mediche. Tra i deputati sanzionati per la tentata irruzione figurano Alessandro Di Battista, Giuseppe Bresca, Massimo De Rosa (unico che riuscì ad entrare), Danilo Toninelli, Michele Dell’Orco, Marco Brugnerotto.
Un flashmob davanti alla Camera per mostrare i volti dei deputati che fanno parte dell’ Ufficio di Presidenza della Camera: quelli che oggi hanno sanzionato 42 deputati del Movimento, gli stessi, protesta il M5s, che hanno bocciato la proposta di delibera per “equiparare le pensioni dei deputati a quella dei normali cittadini”. “Si tengono la pensione” hanno protestato i deputati del Movimento. “Queste sono state settimane da horror in Parlamento, dalle pensioni ai vitalizi, dal salvataggio di Minzolini a quello di Lotti fino alla riforma della giustizia: pensano solo agli affari loro e le facce che vedete dietro di me sono i volti di quelli che in Ufficio di Presidenza hanno pensato solo a salvare un affare loro”. Così il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio davanti Montecitorio. “Per noi queste sanzioni non sono una preoccupazione – ha concluso Di Maio – utilizzeremo questi 15 giorni di sospensioni per girare meglio l’Italia e raccontare le schifezze che si votano qui dentro”.

Finalmente un ‘comune cittadino’

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Renzi ha dichiarato che andrà in giro per l’Italia, in occasione del Congresso, da comune cittadino. Le domande sono, 1) perchè un comune cittadino, secondo lui, avrebbe la possibilità di andarsene in giro? 2) E quando lavorerebbe? 3) E lui, quando lavorerà? 4) Chi lo mantiene?

Dall’Olanda arriva un brusco stop al populismo in Europa”. Apre così Matteo Renzi il ritorno al suo ‘format’ su Facebook #Matteorisponde. La sconfitta di Wilders è una buona notizia, sottolinea.

Buona, come quella giunta in serata dal Senato, dove la mozione di sfiducia a Luca Lotti su Consip è stata bocciata senza problemi. M5s ha preso l’iniziativa per “trovare spazio” sui giornali e in tv, attacca, ma ha preso “una sonora libecciata: respinti con perdite”, mentre il ministro si è difeso “con grande serietà e pacatezza”. Ora, afferma l’ex premier, partirà in prima persona al contrattacco: “Presenterò querele corpose a chi insulta“.

Nei prossimi giorni tornerà a girare l’Italia “trolley alla mano e senza codazzi” per la campagna congressuale, racconta Renzi. Ma a quattro mesi dalla sconfitta al referendum, riparte dal dialogo diretto con i cittadini, sostenitori e detrattori, sui social network, anche perché in tv nei talk show, osserva, “c’è costante polemica contro di noi”. Si presenta da non più premier ma “comune cittadino”: non ha alle spalle bandiere né davanti la scrivania di Chigi ma, spiega, è ospitato dalla sede di Unità.tv al Nazareno.

Nella battaglia congressuale avrà al suo fianco, da coordinatore della sua mozione, Lorenzo Guerini, che lascia perciò il ruolo di presidente della commissione congresso.

Niente polemiche con gli avversari, promette, e si dice pronto a fare “squadra” con Orlando chiunque vinca. E intanto chiede che il partito trovi una soluzione per permettere di votare anche a chi il 30 aprile sarà in viaggio, in modo da tenere alta l’affluenza, nonostante il ponte del primo maggio.

 

Pier Luigi Bersani, tra la Fornero e la scissione

 

 

 

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Qualche giorno fa, quello che sembrava la parte più onesta del Pd, è stato ospite di Floris. Quest’ultimo lo ha fatto interloquire con la signora Fornero. A momenti si baciavano. Incredibile, la Fornero che è stata capace di combinare guai irrisolvibili agli italiani – più di Berlusconi che, va da se, non scherza – ha dichiarato che Bersani è una persona con la quale è possibile conversare. Lui idem. Ma come spera quest’uomo di fare breccia negli elettori anti-Renzi? Doveva starsene zitto.

E andarsene a casa. Come tutta la vecchia guardia dei partiti.  E la tv dovrebbe finirla di ospitare la Fornero (a proposito, quando si decideranno i giudici a chiedere i danni fatti al Paese, a lei e al suo compare Monti?). Comunque e parlando di separazione, tanto tuonò che piovve. Alla fine lo psicodramma della scissione si risolve in una fuoriuscita di 20 deputati – forse meno – e 12 senatori. Quanto basta per formare gruppi parlamentari, certo, ma alzi la mano chi prevedeva che a seguire  fossero 20 deputati (su 303) e 12 senatori (su 118). Soprattutto tenendo conto che le liste le fece proprio Bersani, che nel 2013 era il segretario del Pd.

E’ vero che i gruppi bersaniani verranno rimpolpati da parlamentari che fanno riferimento ad Arturo Scotto, separatosi egli stesso da Sinistra Italiana: ma resta da vedere se due gruppi scissionisti faranno una forza coesa e soprattutto come.

Se  gli scissionisti di SI si affrettano ad annunciare in una conferenza stampa nel tardo pomeriggio alla Camera che  ci sarà un gruppo parlamentare con i fuoriusciti bersaniani e che dunque Alfredo D’Attorre e Stefano Fassina tornano dalla stessa parte di Bersani e Speranza, è ancora da verificare quanti e chi li seguiranno. Non saranno pochi i travagli del neonato gruppo, che intende aprire un dialogo con Giuliano Pisapia per una “costituente progressista”, dato che i bersaniani sostengono il governo Gentiloni e gli scottiani no, nonostante le parole distensive di D’Attorre: possibile il sostegno al governo su alcuni punti. Ecco, mettiamo che il punto sia questo: quando si tratterà di votare il pacchetto sicurezza o il provvedimento sui voucher come si comporterà la nuova sinistra?

Una nuova Destra, se ne sentiva la mancanza

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(Esempio di vessillo di Destra che ha aiutato il popolo italiano: ora si sta tutti bene)
Si chiama “Movimento nazionale per la sovranità” il nuovo soggetto della destra sovranista di cui si tiene il congresso fondativo a Roma e in cui confluiscono Azione Nazionale e La Destra.
Il simbolo, che è stato approvato per acclamazione dalle Assise, ha a sinistra una fiamma tricolore stilizzata e, a destra, su fondo blu la scritta “Movimento nazionale per la sovranità”. “Abbiamo unito la nostra tradizione – ha spiegato Gianni Alemano – alla voglia di futuro in questo simbolo disegnato da uno dei più grandi grafici italiani, il maestro Saverio Danese”. “Dobbiamo fare primarie per scegliere il candidato premier e la linea, in modo da tenere unito il centrodestra: le primarie sono l’unico modo per ricompattare il centrodestra”.
Secondo Alemanno, “se il centrodestra non si rimette in cammino è difficile dare una risposta di governo al Paese” davanti alla divisione del Pd ed alla “incapacità” del M5S. “Ma – ammonisce Alemanno – l’unità deve essere nella chiarezza: per essa non dobbiamo fare compromessi al ribasso nè dimenticare le scelte di fondo della nostra Nazione. La Casa comune serve a difendere i valori trionfanti nel mondo della sovranità nazionale e popolare”. “Non so se Trump sia un avventuriero. Ma – ammonisce Alemanno – dalla principale potenza planetaria vengono segnali di governo della globalizzazione fondata sulle sovranità nazionali e popolari e sulla difesa dei valori fondamentali. Se questo è vero, anche in Italia deve nascere il movimento e ci deve essere un sovranismo responsabile, non fatto solo per attaccare ma per dare sostanza programmatica al progetto di governo. Sul tema c’è Salvini, c’è Giorgia Meloni.
La nostra proposta è entrare nella logica del Centrodestra non per compromesso ma come scelta di popolo”. “Se non si ricostruisce l’unità del centrodestra non c’è speranza per l’Italia”, sostiene ancora, rimarcando l’assenza al congresso di esponenti di FDI, a partire da Giorgia Meloni. “Li abbiamo invitati e non ci hanno risposto. Ci dispiace. Ma noi non ci stiamo più a fare partiti personali: sono comunità con regole, devono rispettare maggioranze e minoranze. Andiamo all’incontro con tutti quelli che sono disponibili”. Brunetta, unità unica risposta a implosione PD “Il centrodestra unito di governo è l’unica risposta all’implosione del Partito democratico. Abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di governare. Abbiamo il dovere di dare una risposta seria e responsabile a questo Paese, una risposta fatta di contenuti”.
Lo ha detto Renato Brunetta (mica un altro…), capogruppo di Forza Italia alla Camera, parlando con i giornalisti a margine del Congresso fondativo del movimento sovranista che nascerà domani dalla fusione de La Destra di Francesco Storace e Azione nazionale di Gianni Alemanno. “Noi del centrodestra dobbiamo pensare alle cose concrete, mentre a sinistra volano gli stracci, noi dobbiamo pensare agli italiani. Gli italiani prima di tutto: la sovranità appartiene al popolo. E dunque pensiamo ai tanti giovani disoccupati, al deficit, al debito, alle nostre imprese, alle nostre città, alla sicurezza. Pensiamo ai rapporti con l’Europa: basta essere trattati come l’ultima ruota del carro. E per tutto questo – sostiene Brunetta – ci vuole il centrodestra unito di governo. Un centrodestra unito di governo plurale dove ci sia l’accoglienza di tutte le sensibilità e di tutte le proposte, sono qui proprio per testimoniare questo ai miei amici Storace e Alemanno. Quindi centrodestra unito di governo perché abbiamo il dovere di dare una risposta agli italiani, abbiamo il dovere di governare”.

 

Al posto di andare acasa, vuole delle scuse

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Parole che segnano la fine di un’era. E che fanno intendere come le divisioni interne al Pd non riguardino solo la data del voto e del congresso. Ma come, invece, ormai da tempo, nel Pd esistano in realtà due partiti: quello di Renzi e dei suoi e quelli degli anti Renzi. “Quelli che – sono parole della Boschi riportate dal Corriere della Sera – hanno persino brindato la sera del 4 dicembre”. Come hanno fatto un Grillo, un Salvini, una Meloni. Ecco, nel Pd c’è gente che fa lo stesso. La Boschi ieri, riporta sempre il quotidiano di via Solferino, ha avuto un altro contatto col segretario uscente, per sostenerlo dopo le parole “sfuggite” a Delrio (“Questo qua neanche una telefonata ha fatto, in queste condizioni…”): “Scusa Matteo – avrebbe detto la sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio – ma quali aperture dovremmo fare noi, e a chi? A quelli che si sono sempre messi di traverso? A quelli che hanno persino brindato la sera del 4 dicembre? A quelli che vogliono solo la tua testa? Adesso basta, dovrebbero essere loro a chiedere scusa”.

Contro il M5s ci provano sempre

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“Perquisizioni? Nulla da nascondere. Messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità”. Così in un tweet Virginia Raggi replica a stretto giro di posta alla notizia.
Virginia Raggi risponde anche sulla vicenda Muraro: “Io non sono entrata nel merito dell’avviso di garanzia a Paola Muraro: quando lei ha presentato le dimissioni io le ho accolte. Sarà la magistratura a chiarire se ci sono profili d’illegittimità o meno. L’avviso di garanzia come l’invito a comparire è un atto dovuto quindi ritengo che la posizione della Muraro sarà chiarita dalla magistratura e non voglio fargli un processo in questa sede”.

Ecco il nuovo(?) Governo

Alle 20, il governo Gentiloni, giurerà di fronte al presidente della Repubblica. E’ il numero 64 della storia repubblicana. Il presidente del consiglio incaricato ha sciolto la riserva e ha comunicato la lista dei ministri che lo affiancheranno nell’esecutivo. Il popolo italiano ha votato. Non è stato capito. L’affetto per la vecchia guardia è forte. Come si fa a interrompere la catena che parte da Napolitano, Monti, Fornero e Renzi? E’ stata una stagione splendida per la politica italiana. Per loro, ovviamente.