Archivio per la categoria ‘Facciatosta’

Lunedì, 30 Ottobre 2017

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È partito da una stazione, è arrivato a nasconderle tutte.

Fischi e insulti di cittadini arrabbiati a È partito da una stazione, è arrivato a nasconderle tutte. Fischi e insulti di cittadini arrabbiati a Polignano, striscioni a Porto San Elpidio, grida e dileggi a Reggio Calabria. Ogni tappa, una croce per il tour in treno di Matteo Renzi, partito il 17 ottobre per toccare in otto settimane le 107 province italiane. “Destinazione Italia” voleva essere un “percorso di ascolto e confronto” ma alle prime fermate Renzi e i suoi hanno dovuto rimettere i piedi per terra: “Buffone, buffone!”, urlano a Vasto, dopo un’accoglienza non meno calorosa ad Ascoli Piceno, mentre a Reggio Calabria hanno dovuto far rientro in stazione dall’ingresso secondario. Così, per evitare che ogni fermata del convoglio si trasformi in uno spot anti-Renzi, hanno deciso di cancellare ogni indicazione sul programma di viaggio. Neppure l’organizzazione del Partito, abbiamo fatto la prova, sa dove il convoglio fermerà.Polignano, striscioni a Porto San Elpidio, grida e dileggi a Reggio Calabria. Ogni tappa, una croce per il tour in treno di Matteo Renzi, partito il 17 ottobre per toccare in otto settimane le 107 province italiane. “Destinazione Italia” voleva essere un “percorso di ascolto e confronto” ma alle prime fermate Renzi e i suoi hanno dovuto rimettere i piedi per terra: “Buffone, buffone!”, urlano a Vasto, dopo un’accoglienza non meno calorosa ad Ascoli Piceno, mentre a Reggio Calabria hanno dovuto far rientro in stazione dall’ingresso secondario. Così, per evitare che ogni fermata del convoglio si trasformi in uno spot anti-Renzi, hanno deciso di cancellare ogni indicazione sul programma di viaggio. Neppure l’organizzazione del Partito, abbiamo fatto la prova, sa dove il convoglio fermerà.

Un voto destabilizzante e strategico

Venerdì, 13 Ottobre 2017

 

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La classe politica non cambia se non è esposta al pericolo di perdere i privilegi e i clientelismi alla quale è abituata.

Immaginiamo di essere in un ristorante: i piatti che la gente ordina sono sotto la soglia di qualità minima, alcuni dopo aver mangiato vengono ricoverati all’ospedale, alcuni sono crudi, in altri trovano scarafaggi e mosche morte che cosa fai? Come proprietario, cambi il cuoco o cambi la gestione e magari li denunci e non li paghi per il pessimo lavoro. Qual’è l’analisi che ne esce? Semplice: le diverse gestioni e i diversi cuochi in realtà sono tutti d’accordo e se ne fregano delle persone che vanno a mangiare. Il loro piano e fare quello che vogliono e non quello che dovrebbero.

Una persona intelligente cosa fa? CAMBIA RISTORANTE. Trovo stupido insistere e altrettanto stupido accontentarsi. E’ necessario prendere atto che la classe politica non cambia se non è esposta al pericolo di perdere i privilegi e i clientelismi alla quale è abituata. E’ necessario renderli responsabili delle loro azioni criminose nei confronti del patrimonio pubblico e sociale. La strategia è quella di evitare un voto di gusto, e optare per un voto destabilizzante e strategico. In questo modo le forze in gioco sono obbligate a riorganizzarsi e di conseguenza ri adattarsi al nuovo tessuto. Purtroppo, a volte – bisogna riconoscerlo - la colpa è tua. Perchè continui a frequentare quei ristoranti malfamati.

Fuor di metafora, in giro ancora ci sono individui che insistono a votare le ottocentesche destre e sinistre. Che, ormai, si somigliano come gocce d’acqua: qualcuno ha mai badato al politico Esposito e alla sua espressione tipica di chi sta a destra? Eppure fa parte del Pd. E Salvini? Proviene da un partito che prende a calci meridionali, nordafricani e rumeni, eppure parla di pensioni per chi ha lavorato e che quella cattivona – vera! – della Fornero ha tolto. Chi è di sinistra? Chi di destra? L’unico, pur se formato da gente inesperta, “ristorante” buono è quello del M5s. Ma la gente non è abituata a farsi trattare da persone. Quindi vanno ad abbeverare i vecchi partiti che continuano a rubargli i soldi dalle tasche. Ce ne fosse uno che si ricordasse, dei votanti, che nella peggiore delle ipotesi, quelli del M5s si mettono in tasca solo un quarto di quei 20.000 euro che gli altri parlamentari percepiscono. Incredibile. I politici sono sempre pronti a truffarvi, ma voi, signori votanti, dovreste un attimo svegliarvi!

Il mondo è in mano a 8 uomini. Ed è legale.

Venerdì, 13 Ottobre 2017

 

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Nel mondo 8 uomini, da soli, posseggono 426 miliardi di dollari, la stessa ricchezza della metà più povera del pianeta, ossia 3,6 miliardi di persone.

Sono passati quattro anni da quando il Forum Economico Mondiale ha identificato nella crescente disuguaglianza economica la maggiore minaccia alla stabilità sociale. Eppure, da allora, nonostante i leader mondiali abbiano sottoscritto tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, anche quello di riduzione della disuguaglianza, il divario tra i ricchi e il resto dell’umanità si è allargato.

L’attuale sistema economico favorisce l’accumulo di risorse nelle mani di una élite super privilegiata ai danni dei più poveri (in maggioranza donne). E l’Italia non fa eccezione se, stando ai dati del 2016, l’1% più facoltoso della popolazione ha nelle mani il 25% della ricchezza nazionale netta. Sono alcuni dei dati sulla disuguaglianza contenuti nel rapporto Un’economia per il 99% della ong britannica Oxfam, diffusi alla vigilia del World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

Un documento accompagnato da una petizione rivolta ai governi per chiedere una serie di interventi: dallo stop alla concorrenza fiscale al ribasso fino al sostegno di modelli di business non orientati solo a massimizzare il profitto, ma anche la promozione dello sviluppo non solo in base al Pil, ma anche ad indicatori relativi al benessere dei cittadini.

Il dossier analizza quanto la forbice tra ricchi e poveri si stia estremizzando sempre più. “Multinazionali e super ricchi continuano ad alimentare la disuguaglianza – spiega il rapporto – facendo ricorso a pratiche di elusione fiscale, massimizzando i profitti anche a costo di comprimere verso il basso i salari e usando il loro potere per influenzare la politica”. Secondo Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia “è osceno che così tanta ricchezza sia nelle mani di una manciata di uomini e che gli squilibri nella distribuzione dei redditi siano tanto pronunciati in un mondo in cui una persona su dieci sopravvive con meno di 2 dollari al giorno”.  Poi appunto c’è il caso limite: la metà più povera della popolazione mondiale possiede le stesse risorse che sono a disposizione degli 8 miliardari più ricchi del pianeta. Per la rivista Forbes gli 8 Paperoni sono in ordine Bill Gates, Amancio Ortega, Warren Buffet, Carlos Slim, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Michael Bloomberg.

La Fornero ha pagato un prezzo elevato!

Domenica, 1 Ottobre 2017

 

Riforma pensioni di Elsa Fornero (Lapresse)

A proposito di riforme pensioni e temi simili, la professoressa torinese ha spiegato che la flessibilità è sicuramente importante, “ma non quando si realizza a spese delle generazioni future come avviene con la formula retributiva”. Nel 2011 non c’era però la possibilità materiale di poterla prevedere. “D’altronde, se i governi successi ci hanno messo oltre 5 ani per introdurre, con l’Ape, un po’ di flessibilità, si comprende come quelle condizioni non erano facilmente superabili, altrimenti si sarebbe potuto, e forse dovuto, intervenire prima”, ha aggiunto.

In chiusura di intervista, Fornero ha anche detto che non accetterebbe un nuovo incarico ministeriale: “Credo di aver personalmente lavorato per il mio Paese, ma avere anche pagato un prezzo personale elevato”. Bisogna aggiungere che la signora, quando fu chiamata, avrebbe dovuto semplicemente declinare e sottolineare che certe cose lei le avrebbe lasciate fare ad altri. Invece ha avuto la meglio il punto di vista dei pusher: “Se non lo faccio io, lo farà un altro”. Se la signora pensava di diventare popolare, ci è riuscita puntualmente. Peccato che abbia acquistato questa qualità sulla pelle di un sacco di gente che non c’entra niente con i suoi punti di vista.

Dalla signora Berlinguer

Giovedì, 28 Settembre 2017

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Questa settimana, precisamente il 26 settembre 2017, su tutti i canali televisivi c’è stato qualcosa da imparare. A Cartabianca della signora Berlinguer c’era il duello fra il ministro Martina e l’incazzato Landini. Come gradimento, anche se di poco, ha vinto il primo. Pare, così hanno dichiarato, che sia stata la frangia giovanile a decretarne la vittoria. Una domanda: ma che postribolo di gioventù ha guardato il programma e ha votato? Si spera che non sia quel 35% che compare sempre nei sondaggi. Saranno degli infiltrati. O dei fannulloni di brunettiana memoria [e che non prendono esempio dal prode che, nonostante sia in pensione – probabilmente più di una – è sempre al Parlamento a studiare soluzioni per gli italiani(?), poverino!].

Su La7

A DiMartedì e ospite di Giovanni Floris, fra le tante, è spiccata la parola di Barbara Palombelli. Sposata a sinistra. Perlomeno e una volta, il marito era di quell’opinione. La signora in questione, sul casus belli dei vitalizi, ha dichiarato che lei è comunque dell’avviso che chi fa il politico debba ricevere un compenso adatto ai politici. Insomma, cari salumieri, idraulici, operai di qualunque risma, prof precari, baby sitter, infermieri o qualunque altro mestiere normoconformato facciate, andate al cesso voi e i vostri stipendi da muerto de hambre. Ovviamente e ammesso che abbiate la fortuna di avere un’occupazione. Dulcis in fundo, sempre dalla Berlinguer è arrivato ospite e opinionista (di cosa?) Flavio Briatore.

Il signor Briatore

Il personaggio ha detto che mentre frequentava la scuola per geometra (da privato e tutto concentrato in un anno), o giù di lì, gli è capitato di vedere la casa del macellaio del suo quartiere. Gli è sembrata una reggia. Da quel momento si è detto che studiare non serve. Se un macellaio è più ricco di uno che studia, darsi da fare sui libri è inutile. Ora, ci arriverebbero anche quelli sotto sedazione, la riflessione è questa: ma uno dovrebbe studiare per diventare ricco? Uno studia perché ha l’attitudine per qualcosa. Fosse anche quella per costruire stuzzicadenti favolosi. Il signor Briatore, come sempre, si presenta non comprendendo il tema. D’altra parte vorrebbe Berlusconi capo e Renzi sotto capo. Dopo 20 anni, il suo amico non è riuscito a combinare niente per l’Italia, ma vorrebbe ancora tempo. Quanto, altri 150 secoli? I geni che sanno fare “qualcosa”, signor Briatore, quel “qualcosa” lo fanno anche in 10 anni. O meno. Molto meno.

Mieli, Gruber e il ‘ragazzino’ di Battista

Domenica, 2 Luglio 2017

 

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Se mai esistano parlamentari garbati, essi potrebbero eleggere come modello da imitare Di Battista. A Otto e Mezzo, condotto con alterna fortuna da una conduttrice spesso di parte, il rappresentante M5S è stato, ieri su La7, messo ai RX. Mieli, con cipiglio da paternale, è stato sempre a chiedere cosa proporrebbe il M5S per la tal cosa. A questo superato signore è sfuggito che tutti i politici, salvo alcuni, hanno sempre affermato di essere lì per il popolo facendo solo i fatti loro. Intanto guadagnavano, come probabilmente Mieli e Gruber, stipendi non proprio popolari. Il M5S solo per la caratteristica di guadagnare 1/4 degli altri sedicenti salva popolo, meriterebbero rispetto. Non dubbi e ironia mal nascosta.

Comunque, Alessandro Di Battista, ospite di Otto e Mezzo (La7), rispondendo a una domanda di Paolo Mieli ha criticato l’atteggiamento di Minniti e parlato del tema dei migranti: “Minniti è un ministro e sta dicendo solo ora queste cose, in vista della campagna elettorale. Io devo valutare anche gli anni di fatti dei governi a guida PD. Giustissimo fare i minuti di raccoglimento per le vittime ma io ho le scatole piene dei minuti di silenzio, dopo 3 anni che ogni proposta del M5S viene bocciata in parlamento”.

Sguattere e giardinieri per Gasparini siete uno zero

Sabato, 3 Giugno 2017

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Il 28 maggio del 2017 si è saputo – dal Fatto Quotidiano –  che Daniela Gasparini del Partito Democratico ha tenuto a precisare che, a proposito di parlamentari:

in caso il congiunto beneficiario della reversibilità non abbia “redditi da lavoro dipendente/autonomo e d’impresa, rendite fondiarie e redditi da capitale” percepirà il 60% dell’importo come gli altri italiani, ma aumentato di un quinto. Automaticamente, senza soglia massima ne criteri patrimoniali. In quelle famiglie dove per anni si è materializzato uno stipendio parlamentare da 10mila euro al mese.

Interpellata, Gasparini ha dichiarato che è ingiusto “che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%”. Parole che hanno fatto scattare Fiorella Mannoia: “Tanto vivete in un universo parallelo da non rendervi conto neanche di quello che dite, avete perso il contatto con la realtà. Signora lei è senza rispetto, in un Paese normale per queste parole chiederebbero le dimissioni, ma non si preoccupi, non accadrà. Magari i congiunti dei comuni mortali potranno venire a fare le “sguattere” i “giardinieri”…. a casa sua”, scrive su Facebook, aggiungendo: “Per il parlamentari la reversibilità è estesa anche ai conviventi. Lo sapevate?”.

Quando Sgarbi è incapace di zittirsi

Martedì, 18 Aprile 2017

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Parma, Sgarbi ospite di CasaPound dà del fascista a Grillo

Vittorio Sgarbi continua a dire idiozie. Ha richiamato a un folto pubblico all’Hotel Parma&Congressi dove ha partecipato a un incontro con il candidato sindaco di CasaPound a Parma, Emanuele Bacchieri: “Per me è solo un’associazione, non un partito. Nulla è più di destra di Grillo e i suoi per co…, ignoranza, false comunarie…Pizzarotti è stato eletto con i voti della destra ma ha trovato una sua autonomia”.

‘Amici’ e ‘Masterchef’, due programmi cult(?)

Domenica, 9 Aprile 2017

 

Amici 2017, Elisa spiega il suo modo di lavorare con i cantanti - VIDEOINTERVISTA

(Qui il link all’articolo originale)

All’interno della “scuola” di “Amicinon abbiamo incontrato solamente Morgan, ma anche Elisa. La cantautrice di Monfalcone, protagonista del talent condotto da Maria De Filippi per il terzo anno consecutivo (quest’anno è alla guida della squadra blu), ci ha parlato del modo con cui lavora insieme ai cantanti del suo team, Riccardo Marcuzzo e Federica Carta.

“Quello che mi preme è di rappresentare il più possibile, con la scelta delle canzoni e con il modo in cui vengono vestite, la scrittura di Riccardo e di Federica: non sono due interpreti, sono due che scrivono. Quindi è un lavoro più difficile”, ci ha detto Elisa.

 

 

 

(Qui il link all’articolo originale)

 

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Ha vinto la «moglie ideale»: bella, brava, tutta dedita al marito e al figlio, ex modella e ora cuoca modella, ex Miss Italia, ex valletta, ex qualcos’altro. Roberta Capua è la prima Celebrity MasterChef d’Italia. In finale ha osato di più, mettendo da parte un tipo di cucina tradizionale. Così ha battuto il tatuatissimo Nesli (i tatuaggi in cucina non sono il massimo dell’eleganza), nonostante i giudici si fossero dichiarati entusiasti di un suo piatto a base di maltagliati, capesante, fonduta e fichi.

Bruno Barbieri: «Nesli ha fatto bingo». Joe Bastianich: «È un piatto bisessuale, non sai se bere vino bianco o rosso». Ma, a dispetto del bingo, la vittoria è andata alla Capua che ha devoluto il premio di 100mila euro a Save the Children (Sky Uno, giovedì, ore 21.20).

Finalmente un ‘comune cittadino’

Giovedì, 16 Marzo 2017

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Renzi ha dichiarato che andrà in giro per l’Italia, in occasione del Congresso, da comune cittadino. Le domande sono, 1) perchè un comune cittadino, secondo lui, avrebbe la possibilità di andarsene in giro? 2) E quando lavorerebbe? 3) E lui, quando lavorerà? 4) Chi lo mantiene?

Dall’Olanda arriva un brusco stop al populismo in Europa”. Apre così Matteo Renzi il ritorno al suo ‘format’ su Facebook #Matteorisponde. La sconfitta di Wilders è una buona notizia, sottolinea.

Buona, come quella giunta in serata dal Senato, dove la mozione di sfiducia a Luca Lotti su Consip è stata bocciata senza problemi. M5s ha preso l’iniziativa per “trovare spazio” sui giornali e in tv, attacca, ma ha preso “una sonora libecciata: respinti con perdite”, mentre il ministro si è difeso “con grande serietà e pacatezza”. Ora, afferma l’ex premier, partirà in prima persona al contrattacco: “Presenterò querele corpose a chi insulta“.

Nei prossimi giorni tornerà a girare l’Italia “trolley alla mano e senza codazzi” per la campagna congressuale, racconta Renzi. Ma a quattro mesi dalla sconfitta al referendum, riparte dal dialogo diretto con i cittadini, sostenitori e detrattori, sui social network, anche perché in tv nei talk show, osserva, “c’è costante polemica contro di noi”. Si presenta da non più premier ma “comune cittadino”: non ha alle spalle bandiere né davanti la scrivania di Chigi ma, spiega, è ospitato dalla sede di Unità.tv al Nazareno.

Nella battaglia congressuale avrà al suo fianco, da coordinatore della sua mozione, Lorenzo Guerini, che lascia perciò il ruolo di presidente della commissione congresso.

Niente polemiche con gli avversari, promette, e si dice pronto a fare “squadra” con Orlando chiunque vinca. E intanto chiede che il partito trovi una soluzione per permettere di votare anche a chi il 30 aprile sarà in viaggio, in modo da tenere alta l’affluenza, nonostante il ponte del primo maggio.