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‘In nome del rock italiano’ pronto per la pubblicazione

Venerdì, 21 Luglio 2017

 

 

Il libro ‘In nome del rock italiano’ sarà pubblicato questa estate

 

 

I protagonisti di questo libro, ’In nome del rock italiano’, sono i musicisti che hanno creato il rock italiano. Tutti. Quelli diventati famosissimi. Quelli diventati famosi. Quelli che hanno scelto un’altra strada per restare, comunque, nel mondo del rock. Quelli che si danno da fare per emergere. Quelli che nasceranno domani e vorranno fare il rock. A dispetto di chi insiste a dire che in Italia il rock è solo di derivazione straniera, Mimmo Parisi e Diego Romero – autori informati del volume – affermano con convinzione che non importa da dove arrivi un imput per far qualcosa, importa invece la risposta. E in Italia è stata entusiasmante. I ragazzi e, anche se in misura minore per ragioni solo culturali, pure le ragazze hanno fatto sentire la loro partecipazione quando i Beatles hanno dato il via a un fenomeno difficilmente ripetibile. Dal beat praticato con una tecnica strumentale elementare, passando ai guitar heroes, all’hard rock, al metal, al grunge di Seattle, i ragazzi del rock italiano si sono fatti sentire. Non per niente ci sono stati i New Trolls e la Premiata Forneria Marconi. E i Timoria. E i Pooh. E Luciano Ligabue. Vasco Rossi e tutta la scia di nomi che comprende De Gregori, Carboni, etc. Fino ad arrivare ai nomi che decollano grazie ai talent, come è successo ai bravi The Kolors o Alessio Bernabei.

‘In nome del rock italiano’ prevede una parte narrativa affidata alla penna incandescente e ironica del cantautore e guitar player, Mimmo Parisi. La storia che porta avanti lo scrittore ha come scenografia il concerto dell’1 luglio 2017: quello del Modena Park. Con 220mila spettatori. Ovviamente ci si sta riferendo all’evento organizzato per Vasco Rossi. Particolare narrativo da segnalare: per tutto lo snodo della storia, Mimmo Parisi, non cita nemmeno una volta il nome del cantante di Zocca. Ne parla sempre usando termini legati alla sua figura. Un escamotage che rende più intrigante la bella storia messa a punto dal cantautore bolognese.

Se la parte narrativa è affidata al conterraneo di Vasco Rossi e Luciano Ligabue, la parte storicistica vede l’intervento del giornalista web Diego Romero. Il blogger ha lavorato con pazienza certosina per mettere a fuoco alcuni dei nomi che, lungi dall’aver usato criteri basati su giudizi soggettivi, ha cercato di offrire in un paesaggio di nomi del rock – ma, attenzione, anche del pop e della musica leggera poiché il termine rock in quest’opera è sentito come atteggiamento nei confronti della società – sapendo che sarebbe stato comunque manchevole. Infatti, ha dichiarato che, nell’eventuale ulteriore edizione, spera di aggiungere altri rappresentanti che hanno fatto grande e originale l’universo del rock italiano.

Mieli, Gruber e il ‘ragazzino’ di Battista

Domenica, 2 Luglio 2017

 

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Se mai esistano parlamentari garbati, essi potrebbero eleggere come modello da imitare Di Battista. A Otto e Mezzo, condotto con alterna fortuna da una conduttrice spesso di parte, il rappresentante M5S è stato, ieri su La7, messo ai RX. Mieli, con cipiglio da paternale, è stato sempre a chiedere cosa proporrebbe il M5S per la tal cosa. A questo superato signore è sfuggito che tutti i politici, salvo alcuni, hanno sempre affermato di essere lì per il popolo facendo solo i fatti loro. Intanto guadagnavano, come probabilmente Mieli e Gruber, stipendi non proprio popolari. Il M5S solo per la caratteristica di guadagnare 1/4 degli altri sedicenti salva popolo, meriterebbero rispetto. Non dubbi e ironia mal nascosta.

Comunque, Alessandro Di Battista, ospite di Otto e Mezzo (La7), rispondendo a una domanda di Paolo Mieli ha criticato l’atteggiamento di Minniti e parlato del tema dei migranti: “Minniti è un ministro e sta dicendo solo ora queste cose, in vista della campagna elettorale. Io devo valutare anche gli anni di fatti dei governi a guida PD. Giustissimo fare i minuti di raccoglimento per le vittime ma io ho le scatole piene dei minuti di silenzio, dopo 3 anni che ogni proposta del M5S viene bocciata in parlamento”.

Niente vallette a Sanremo

Giovedì, 12 Gennaio 2017

 

Sanremo 2017, Carlo e Maria: «Il nostro Festival, fra scalini e cachet»

 

A Sanremo ci hanno tolto le vallette. Che poi non si potevano più chiamare vallette perché era offensivo ma insomma quello facevano. Ci aveva già provato la Clerici nel 2010 ma era diverso, poi lei è una donna, è super debordante, si e ci basta. Con Conti è diverso, lui le vallette ce le aveva garantite. E invece all’Ariston non ci sarà neanche una ragazza. Come dire che tolgono l’orchestra dal vivo, la scala sul palco, i fiori. Un mito che viene giù come la statua di Saddam. Niente modelle sconosciute e mute né showgirl alle quali invece era concesso proferire almeno una battuta da oratorio. Niente abiti di improbabile sontuosità, caviglie che non conoscono la ritenzione, passerelle acrobatiche su sandali alti come la Burj Khalifa premiate con un bouquet di gladioli. Mai più frasi scandite con verve post-ischemica, titoli di canzoni con accento céco, nomi di cantanti tradotti in un singulto cercando la complicità del conduttore con l’espressione della mucca che guarda il treno. A tutte le Cannelle e le Mràzovà della storia va un pensiero d’affetto. Madalina Ghenea sarà per sempre la nostra Teruo Nakamura.

Di Maio querela i giornalisti

Martedì, 20 Dicembre 2016

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Di Maio, del M5S, ha già demandato il caso ai suoi legali


“Stamattina sono costretto a querelare alcuni giornalisti che hanno scritto articoli vergognosi su di me e a citare per danni i loro editori. Mi attribuiscono frasi e condotte sul ‘caso Marra’ che sono pura invenzione”. Lo scrive su Fb il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, esponente di prima linea del M5S. “A me dispiace doverlo fare – prosegue – Non so se rispondono a logiche vergognose dei loro editori. Ma altrettanto vergognose sono le frasi inventate e i retroscena inesistenti. Sia chiaro che non ho mai garantito per Marra dicendo che fosse ‘pulito’, è un’invenzione vera e propria. Il ricavato della querela sarà donato al fondo per le piccole e medie imprese italiane. Non voglio intascare un euro, ma tutelare la verità. Ho appena dato mandato al mio avvocato”, conclude.