Articoli archiviati in 'Governo' ↓

Sguattere e giardinieri per Gasparini siete uno zero

Risultati immagini per parlamento italiano barzellette

 

Il 28 maggio del 2017 si è saputo – dal Fatto Quotidiano –  che Daniela Gasparini del Partito Democratico ha tenuto a precisare che, a proposito di parlamentari:

in caso il congiunto beneficiario della reversibilità non abbia “redditi da lavoro dipendente/autonomo e d’impresa, rendite fondiarie e redditi da capitale” percepirà il 60% dell’importo come gli altri italiani, ma aumentato di un quinto. Automaticamente, senza soglia massima ne criteri patrimoniali. In quelle famiglie dove per anni si è materializzato uno stipendio parlamentare da 10mila euro al mese.

Interpellata, Gasparini ha dichiarato che è ingiusto “che i congiunti di un parlamentare, che magari non hanno altro reddito, finissero a fare la sguattera o il giardiniere. Ecco perché ho pensato a un riconteggio aumentato del 20%”. Parole che hanno fatto scattare Fiorella Mannoia: “Tanto vivete in un universo parallelo da non rendervi conto neanche di quello che dite, avete perso il contatto con la realtà. Signora lei è senza rispetto, in un Paese normale per queste parole chiederebbero le dimissioni, ma non si preoccupi, non accadrà. Magari i congiunti dei comuni mortali potranno venire a fare le “sguattere” i “giardinieri”…. a casa sua”, scrive su Facebook, aggiungendo: “Per il parlamentari la reversibilità è estesa anche ai conviventi. Lo sapevate?”.

Pennacchi hai ragione, ma cambia partito per favore

Risultati immagini per pennacchi

 

 “Un partito degli animali in sé per sé non serve a un cazzo. Io sono classe operaia e voto il Pd”

Allo scrittore Antonio Pennacchi non importa niente del movimento animalista di Forza Italia. Ma avverte: “Il tema è molto più serio di quel che potrebbe sembrare”.

La sinistra dovrebbe occuparsi di più di cani e gatti?
“Ma figurati, con tutti i problemi che ci sono. La sinistra pensasse agli operai , alle periferie, alle classi deboli, alla gente in difficoltà. A livello globale, poi, in molte parti del mondo abbiamo ancora il problema di garantire la sopravvivenza alla specie umana”.

Quindi un partito animalista per lei è inutile?
“E a chi serve? Allora facciamo pure il partito della Bellucci perché è bella e piace agli italiani”.

Lei è animalista?
“Guardi, io non sono nemmeno vegetariano. Il mio piatto preferito sono le salsicce con i fagioli in umido. Però le dico che, se c’è scintilla divina in me e in lei, non può non esserci anche negli animali. Ho avuto cani e gatti e l’ho percepito, su questo non ci piove. La questione va inquadrata in altro modo”.

E sarebbe?
“Il tema è il rapporto fra l’uomo e gli animali, che va collocato nell’arco generale della storia e correlato alla continua avanzata del progresso umano”.

Vengono prima i diritti dell’uomo o quelli degli animali?
“Non è una questione di anteporre gli uni agli altri. Bisogna cominciare a valutare la possibilità di mettere sullo stesso piano i diritti degli animali per affrettare il nostro processo di riconoscimento dei diritti degli uomini”.

E, filosoficamente parlando, qual è il problema centrale della civilizzazione umana?
“Il superamento definitivo della violenza, sia sugli altri uomini che sulle altre forme di vita. È come il rapporto dei servizi di qualità sui treni. È giusto investire sull’alta velocità o investire sul pendolarismo? In realtà si migliorano gli standardi medi solo ampliando quelli di eccellenza”.

È questo obiettivo è realistico?
“Non ancora. La storia non conosce scorciatoie. Prendiamo la questione della caccia. Un milione di anni fa era necessaria per la sopravvivenza. Oggi una cosa è considerarla da un quartiere centrale di Roma, un altro è vederla da un paesino di montagna. Che magari senza cacciatori rischia di spegnersi. Alla civiltà ci siamo arrivati da poco. La storia delle mentalità ha tempi molto più lunghi”.

Ong, M5s e parlamentari

Beppe Grillo in occasione della prima del suo nuovo spettacolo  "Grillo vs Grillo" al teatro Linear Ciak di Milano, 2 Febbraio  2016. ANSA / MATTEO BAZZI

Valerio Neri, direttore di Save the Children, chiarisce che la magistratura “ha definito Save the Children e MSF al di sopra di ogni sospetto” e che “i nostri interventi nascono, si sviluppano e si concludono esclusivamente sotto le direttive della Centrale Operativa della Guardia Costiera che coordina i soccorsi in mare” (La Repubblica). Tutto il resto è calunnia.

Durissima e senza appello è anche la reazione di Amnesty International, rappresentata da Giovanni Ruffini, che mette la mano sul fuoco su tutte le Ong italiane impegnate nei salvataggi.

Ancora Associazione Ong italiane: “I vertici della Guardia di Finanza, ascoltati dalla Commissione Difesa del Senato, hanno negato l’esistenza di prove di collegamenti fra ong e organizzazioni che gestiscono il traffico di migranti, come invece si continua subdolamente ad affermare”. Inoltre “l’Agenzia europea Frontex non ha mai definito ‘taxi del mare’ le imbarcazioni di Moas, MSF, Save the Children, Sos Méditerranée e delle altre Ong, come invece l’onorevole Di Maio ha scritto e detto in questi giorni”.

Un boomerang politico per il Movimento 5 Stelle. Lodovico Mariani, direttore finanziario di Amref e nostro ormai storico collaboratore nella formazione di ambito umanitario, commenta con amarezza: “E’ un pericolo molto insidioso per una società perdere il valore delle vite umane ed usarle per posizionamenti elettorali”.

Un vice-presidente della Camera, l’onorevole (per definizione) Luigi Di Maio, che, per posizionamento elettorale, arriva al cinismo di descrivere come “taxi del mediterraneo” dei gommoni sbilenchi traboccanti di umanità devastata e programmati per affondare dopo pochi chilometri in modo da obbligare Guardia costiera e Ong al salvataggio, denota per le Ong italiane “il grado di pochezza politica, ignoranza e becera strumentalizzazione che sta diffondendosi anche ai più alti livelli istituzionali”.

La Cei rincara e definisce “vergognose” le parole di Di Maio in merito alle Ong che si occuperebbero dei migranti, rimangiandosi l’apertura da poco concessa.

Forse e in ogni caso, sarebbe il caso, per lo Stato, di iniziare a prendersi le proprie responsabilità. Dove, si badi bene, per Stato si intenda non la immangiabile favola di “lo Stato siamo tutti noi elettori”, bensì il vero e agente Stato: i parlamentari. Questi signori, votati per fortuna loro da elettori che per qualche oscuro motivo non sono andati al mare il giorno delle votazioni (…tanto non cambia niente!), dando spazio alle Ong, sicuramente meritevoli fino a prova contraria (infatti il M5s ha riportato solo dati già divulgati dai mass media e da Frontex), non fanno altro che delegare dei loro precisi compiti. Del resto, il discorso è allargabile a tutto il volontariato: dove esistono volontari, lo Stato non si muove (ma promuove la disoccupazione: i posti di quei pur bravi volenterosi sarebbero, diversamente, occupati da gente disoccupata e qualificata). Ma a tutti, certi giornalisti compresi, fa piacere mettere su un inutile e mal capito scandalo. Si ha, finalmente, della gente che percepisce (al Parlamento) uno stipendio normale e che vuole affossare le brutture di anni di cattiva politica, ma, niente: meglio la politica incapace e che ruba. I parlamentari di altra linea guadagnano legalmente 20.000 euro al mese. Certo,  sono soldi legalizzati, ma, comunque, sono rubati. Almeno secondo un’etica di uguaglianza che dovrebbe essere sottesa.

Ci sono le primarie, il terremoto può aspettare

La ricostruzione non c’è, e non ci sono neanche i presupposti perché ci sia in futuro, se le premesse continueranno a essere queste”. È quanto 13 sindaci del cratere maceratese scrivono in una mail al premier Gentiloni, dopo un incontro a Camerino. L’hanno firmata i primi cittadini di Camerino, Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Bolognola, Camporotondo, Caldarola, Castelraimondo, Esanatoglia, Fiastra, Fiuminata, Pieve Torina, San Severino, Serravalle del Chienti. Nella lettera a Gentiloni i sindaci affermano che “la questione riveste carattere di particolare urgenza. Si confida – scrivono – in un tempestivo riscontro, necessario per un corretto e rispettoso rapporto tra le istituzioni”.

Oltre ai ritardi e a quelle che definiscono “inefficienze” nella gestione dell’emergenza (e nell’arrivo delle casette), i primi cittadini mettono l’accento sui servizi che ancora mancano e non ripartono, le macerie che restano dove stanno, l’assenza di una vera prospettiva di ricostruzione. “Speriamo in un incontro – spiega il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci – o almeno in un resoconto ufficiale sulle vicende del terremoto, perché non ci sono le condizioni per ricostruire. Siamo preoccupati, così non va. Il territorio sta morendo: non siamo più disposti ad accettare contentini o mediazioni”.

Nel merito, il commissario per la riscostruzione Vasco Errani sottolinea che i cittadini siano i primi attori del processo di ricostruzione, assieme a tutti gli altri soggetti preposti: “La ricostruzione c’è e gli strumenti anche: noi dobbiamo costruire un livello di comunicazione e conoscenza per poter utilizzare al meglio questi strumenti. I sindaci  - ha continuato Errani – sono i primi protagonisti, le critiche sono benvenute e con loro discutiamo costantemente, dialogare è un elemento importante per costruire la spinta per andare avanti. Ma l’incontro con i comitati dei cittadini è stato un incontro di informazione, non di contrattazione. Ciascuno deve fare il proprio mestiere”.

Non si può protestare sui vitalizi

Risultati immagini per m5s
L’ufficio di Presidenza della Camera, ha giudicato una delle poche osservazioni giuste realizzate in questo paese anormale, come “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità!”.
La protesta di 36 deputati del M5S all’ufficio di presidenza della Camera in occasione della votazione sulle delibere sulle pensioni dei parlamentari è stata valutata dall’ufficio di Presidenza della Camera “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità, costituendo un serio attentato al libero dispiegarsi del confronto e del funzionamento delle istituzioni”. Con questa motivazione l’Ufficio di Presidenza sospende diversi deputati M5S. I deputati sospesi dai lavori dall’ufficio di presidenza della Camera sono stati divisi in tre fasce: per alcuni la sospensione scatta a partire dal 6 aprile, per la seconda tranche a partire dal 17 maggio, mentre per la terza scatterà il 22 giugno. Il 4 aprile, giorno in cui il biotestamento approda in Aula alla Camera, nessuno dei deputati pentastellati risulterà sospeso.
Questa mattina il Movimento aveva fatto appello affinché tutti i suoi deputati potesero restare in Aula in occasione dell’approdo del ddl. Sono quindi 10 i giorni di sospensione per i deputati M5S che hanno protestato in Aula causandone lo stop in diretta tv e impedendo la prosecuzione del question time. Per 4 deputati i giorni di sospensione sono 12 in quanto hanno esposto cartelli sotto il banco della presidenza dell’Aula. E’ questa la sanzione comminata dall’Ufficio di Presidenza della Camera in seguito alla bagarre sui vitalizi del 22 marzo scorso, divisa in due episodi: il caos in Aula e la tentata irruzione in ufficio di presidenza (per cui la sanzione decisa è di 15 giorni). Nei due episodi in gran parte dei casi sono stati coinvolti e sanzionati i medesimi deputati. Per alcuni (Sorial, Vacca, L’Abbate, ad esempio) i giorni di interdizione in totale sono quindi 27.
Le sanzioni sono state votate da tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza ad eccezione del pentaastellato Riccardo Fraccaro e con gli altri due membri M5S assenti. L’Ufficio sottolinea come il comportamento “aggressivo” dei deputati che hanno rotto il cordone tentando l’irruzione nella Biblioteca della Presidenza abbia reso ancor più grave l’episodio a causa del quale, si ricorda, 4 assistenti parlamentari (3 uomini e una donna) sono dovuti ricorrere a cure mediche. Tra i deputati sanzionati per la tentata irruzione figurano Alessandro Di Battista, Giuseppe Bresca, Massimo De Rosa (unico che riuscì ad entrare), Danilo Toninelli, Michele Dell’Orco, Marco Brugnerotto.
Un flashmob davanti alla Camera per mostrare i volti dei deputati che fanno parte dell’ Ufficio di Presidenza della Camera: quelli che oggi hanno sanzionato 42 deputati del Movimento, gli stessi, protesta il M5s, che hanno bocciato la proposta di delibera per “equiparare le pensioni dei deputati a quella dei normali cittadini”. “Si tengono la pensione” hanno protestato i deputati del Movimento. “Queste sono state settimane da horror in Parlamento, dalle pensioni ai vitalizi, dal salvataggio di Minzolini a quello di Lotti fino alla riforma della giustizia: pensano solo agli affari loro e le facce che vedete dietro di me sono i volti di quelli che in Ufficio di Presidenza hanno pensato solo a salvare un affare loro”. Così il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio davanti Montecitorio. “Per noi queste sanzioni non sono una preoccupazione – ha concluso Di Maio – utilizzeremo questi 15 giorni di sospensioni per girare meglio l’Italia e raccontare le schifezze che si votano qui dentro”.

Finalmente un ‘comune cittadino’

Risultati immagini per renzi

Renzi ha dichiarato che andrà in giro per l’Italia, in occasione del Congresso, da comune cittadino. Le domande sono, 1) perchè un comune cittadino, secondo lui, avrebbe la possibilità di andarsene in giro? 2) E quando lavorerebbe? 3) E lui, quando lavorerà? 4) Chi lo mantiene?

Dall’Olanda arriva un brusco stop al populismo in Europa”. Apre così Matteo Renzi il ritorno al suo ‘format’ su Facebook #Matteorisponde. La sconfitta di Wilders è una buona notizia, sottolinea.

Buona, come quella giunta in serata dal Senato, dove la mozione di sfiducia a Luca Lotti su Consip è stata bocciata senza problemi. M5s ha preso l’iniziativa per “trovare spazio” sui giornali e in tv, attacca, ma ha preso “una sonora libecciata: respinti con perdite”, mentre il ministro si è difeso “con grande serietà e pacatezza”. Ora, afferma l’ex premier, partirà in prima persona al contrattacco: “Presenterò querele corpose a chi insulta“.

Nei prossimi giorni tornerà a girare l’Italia “trolley alla mano e senza codazzi” per la campagna congressuale, racconta Renzi. Ma a quattro mesi dalla sconfitta al referendum, riparte dal dialogo diretto con i cittadini, sostenitori e detrattori, sui social network, anche perché in tv nei talk show, osserva, “c’è costante polemica contro di noi”. Si presenta da non più premier ma “comune cittadino”: non ha alle spalle bandiere né davanti la scrivania di Chigi ma, spiega, è ospitato dalla sede di Unità.tv al Nazareno.

Nella battaglia congressuale avrà al suo fianco, da coordinatore della sua mozione, Lorenzo Guerini, che lascia perciò il ruolo di presidente della commissione congresso.

Niente polemiche con gli avversari, promette, e si dice pronto a fare “squadra” con Orlando chiunque vinca. E intanto chiede che il partito trovi una soluzione per permettere di votare anche a chi il 30 aprile sarà in viaggio, in modo da tenere alta l’affluenza, nonostante il ponte del primo maggio.

 

Populismo e M5s

Risultati immagini per m5s

 

‘Populismo’ è un termine che fa paura. Per eliminarne la portata sincera, in fondo rimanda semplicemente al popolo dell aTerra mica ai marziani! molti lo minimizzano. Quindi, in quest’ottica, Grillo e il M5s sono falsi. Molto meglio le altre forze politiche. Non sono populiste e pensano solo al loro tornaconto. Con il beneplacito di tutti quelli che sbagliano a votare. Che se ne vanno al mare tanto non c’è niente da fare. E’ ora di finirla di comportarsi in questo modo! Si rifletta. C’è sempre questa parola “populismo” che ricorre nelle labbra di chi ha paura del cambiamento. Nessuno di loro conosce il reale significato della Parola. Ormai è di moda designare come populista chi è contrario all’essere fregato dai poteri forti: in primis l’alta finanza dei vari soros!!! Lasciamo stare il reale significato di questo movimento ormai scomparso da un paio di secoli. Ma se populismo significa movimento del popolo a difesa di sé stesso, ben venga qualsiasi populismo. Era ora che il popolo decidesse di difendersi. Ammesso che lo faccia.

Speranza cambia, da Pd diventa Dp: un cambiamento epocale!

Risultati immagini per speranza pd

 

Speranza e tutti quelli come lui non si smentiscono. Ancora una volta, al posto di diventare veramente alternativi, come il M5s che non fa sconti a nessuno, prende in giro gli italiani. Insomma, il suo cambiamento consisterebbe in un cambio di consonanti. La ciccia è sempre quella del vecchio Pd. si è di fronte a gente che non ha voglia di dedicarsi alle persone. Si è di fronte a individui che dovrebbero fare altro nella vita. Comunque, di seguito e presa dalla rete, qualche notizia del mondo Pd.

 

“Possiamo accettare che due persone che chiudono due nomadi in una gabbia abbiano il plauso del leader di una delle forze politiche italiane, che addirittura si offre di pagare le spese legali, senza che nessuno del nostro partito dica A?”. Così il ministro della Giustizia Andrea Orlando, nel comizio di presentazione a Genova della sua candidatura alla segreteria del Pd, critica il silenzio dei vertici del partito riguardo le dichiarazioni di Matteo Salvini sul caso delle due rom trovate a rovistare nel deposito per gli scarti di un supermercato di Follonica, rinchiuse e derise dagli stessi dipendenti. E ancora: “Possiamo accettare silenziosi che il presidente degli Usa Trump dica “Adesso investiamo nella spesa militare, faremo il più grande esercito del mondo e nessuno si deve permettere di discutere il primato degli Usa”? Noi 5-6 anni fa saremmo scesi in piazza per dire che difendiamo la pace”. E ha ribadito che “non si può contrastare le destre limitandosi a fare in modo meno doloroso quello che farebbero loro. È necessario andare alla radice dei problemi e aggredire le ragioni che stanno alla base delle disuguaglianze, altrimenti continueranno a vincere le destre anche quando vinciamo noi, perché facciamo quello che farebbero loro.”

Pier Luigi Bersani, tra la Fornero e la scissione

 

 

 

Risultati immagini per bersani

Qualche giorno fa, quello che sembrava la parte più onesta del Pd, è stato ospite di Floris. Quest’ultimo lo ha fatto interloquire con la signora Fornero. A momenti si baciavano. Incredibile, la Fornero che è stata capace di combinare guai irrisolvibili agli italiani – più di Berlusconi che, va da se, non scherza – ha dichiarato che Bersani è una persona con la quale è possibile conversare. Lui idem. Ma come spera quest’uomo di fare breccia negli elettori anti-Renzi? Doveva starsene zitto.

E andarsene a casa. Come tutta la vecchia guardia dei partiti.  E la tv dovrebbe finirla di ospitare la Fornero (a proposito, quando si decideranno i giudici a chiedere i danni fatti al Paese, a lei e al suo compare Monti?). Comunque e parlando di separazione, tanto tuonò che piovve. Alla fine lo psicodramma della scissione si risolve in una fuoriuscita di 20 deputati – forse meno – e 12 senatori. Quanto basta per formare gruppi parlamentari, certo, ma alzi la mano chi prevedeva che a seguire  fossero 20 deputati (su 303) e 12 senatori (su 118). Soprattutto tenendo conto che le liste le fece proprio Bersani, che nel 2013 era il segretario del Pd.

E’ vero che i gruppi bersaniani verranno rimpolpati da parlamentari che fanno riferimento ad Arturo Scotto, separatosi egli stesso da Sinistra Italiana: ma resta da vedere se due gruppi scissionisti faranno una forza coesa e soprattutto come.

Se  gli scissionisti di SI si affrettano ad annunciare in una conferenza stampa nel tardo pomeriggio alla Camera che  ci sarà un gruppo parlamentare con i fuoriusciti bersaniani e che dunque Alfredo D’Attorre e Stefano Fassina tornano dalla stessa parte di Bersani e Speranza, è ancora da verificare quanti e chi li seguiranno. Non saranno pochi i travagli del neonato gruppo, che intende aprire un dialogo con Giuliano Pisapia per una “costituente progressista”, dato che i bersaniani sostengono il governo Gentiloni e gli scottiani no, nonostante le parole distensive di D’Attorre: possibile il sostegno al governo su alcuni punti. Ecco, mettiamo che il punto sia questo: quando si tratterà di votare il pacchetto sicurezza o il provvedimento sui voucher come si comporterà la nuova sinistra?

Una nuova Destra, se ne sentiva la mancanza

Risultati immagini per partito di destra italiano
(Esempio di vessillo di Destra che ha aiutato il popolo italiano: ora si sta tutti bene)
Si chiama “Movimento nazionale per la sovranità” il nuovo soggetto della destra sovranista di cui si tiene il congresso fondativo a Roma e in cui confluiscono Azione Nazionale e La Destra.
Il simbolo, che è stato approvato per acclamazione dalle Assise, ha a sinistra una fiamma tricolore stilizzata e, a destra, su fondo blu la scritta “Movimento nazionale per la sovranità”. “Abbiamo unito la nostra tradizione – ha spiegato Gianni Alemano – alla voglia di futuro in questo simbolo disegnato da uno dei più grandi grafici italiani, il maestro Saverio Danese”. “Dobbiamo fare primarie per scegliere il candidato premier e la linea, in modo da tenere unito il centrodestra: le primarie sono l’unico modo per ricompattare il centrodestra”.
Secondo Alemanno, “se il centrodestra non si rimette in cammino è difficile dare una risposta di governo al Paese” davanti alla divisione del Pd ed alla “incapacità” del M5S. “Ma – ammonisce Alemanno – l’unità deve essere nella chiarezza: per essa non dobbiamo fare compromessi al ribasso nè dimenticare le scelte di fondo della nostra Nazione. La Casa comune serve a difendere i valori trionfanti nel mondo della sovranità nazionale e popolare”. “Non so se Trump sia un avventuriero. Ma – ammonisce Alemanno – dalla principale potenza planetaria vengono segnali di governo della globalizzazione fondata sulle sovranità nazionali e popolari e sulla difesa dei valori fondamentali. Se questo è vero, anche in Italia deve nascere il movimento e ci deve essere un sovranismo responsabile, non fatto solo per attaccare ma per dare sostanza programmatica al progetto di governo. Sul tema c’è Salvini, c’è Giorgia Meloni.
La nostra proposta è entrare nella logica del Centrodestra non per compromesso ma come scelta di popolo”. “Se non si ricostruisce l’unità del centrodestra non c’è speranza per l’Italia”, sostiene ancora, rimarcando l’assenza al congresso di esponenti di FDI, a partire da Giorgia Meloni. “Li abbiamo invitati e non ci hanno risposto. Ci dispiace. Ma noi non ci stiamo più a fare partiti personali: sono comunità con regole, devono rispettare maggioranze e minoranze. Andiamo all’incontro con tutti quelli che sono disponibili”. Brunetta, unità unica risposta a implosione PD “Il centrodestra unito di governo è l’unica risposta all’implosione del Partito democratico. Abbiamo non solo il diritto, ma il dovere di governare. Abbiamo il dovere di dare una risposta seria e responsabile a questo Paese, una risposta fatta di contenuti”.
Lo ha detto Renato Brunetta (mica un altro…), capogruppo di Forza Italia alla Camera, parlando con i giornalisti a margine del Congresso fondativo del movimento sovranista che nascerà domani dalla fusione de La Destra di Francesco Storace e Azione nazionale di Gianni Alemanno. “Noi del centrodestra dobbiamo pensare alle cose concrete, mentre a sinistra volano gli stracci, noi dobbiamo pensare agli italiani. Gli italiani prima di tutto: la sovranità appartiene al popolo. E dunque pensiamo ai tanti giovani disoccupati, al deficit, al debito, alle nostre imprese, alle nostre città, alla sicurezza. Pensiamo ai rapporti con l’Europa: basta essere trattati come l’ultima ruota del carro. E per tutto questo – sostiene Brunetta – ci vuole il centrodestra unito di governo. Un centrodestra unito di governo plurale dove ci sia l’accoglienza di tutte le sensibilità e di tutte le proposte, sono qui proprio per testimoniare questo ai miei amici Storace e Alemanno. Quindi centrodestra unito di governo perché abbiamo il dovere di dare una risposta agli italiani, abbiamo il dovere di governare”.