Archivio per la categoria ‘Letteratura’

T. Rex – Marc Bolan

Mercoledì, 13 Settembre 2017

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Libro presente al concorso letterario:
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Paul Roland
BOLAN BOOGIE
La vita e la musica di Marc Bolan e dei T. Rex
NON HO MAI AVUTO RIVALI, A ECCEZIONE DI MARC BOLAN. HO LOTTATO COME UN PAZZO PER RIUSCIRE A BATTERLO – David Bowie
Marc Bolan è stato la rockstar più celebre nell’Inghilterra post-Beatlesiana, tanto che nel 1972 gli stessi Beatles hanno apertamente riconosciuto a lui e alla sua band, i T. Rex, il ruolo di propri eredi naturali. Ma mentre tutto volgeva al meglio e Bolan era all’apice della popolarità, le cose hanno iniziato a prendere una brutta piega…
Grazie a un esaustivo lavoro di ricerca affiancato da una nutrita serie di interviste inedite ad amici e familiari di Marc Bolan, così come a membri della band, roadie, colleghi musicisti e altri personaggi che ne hanno seguito da vicino la carriera, Paul Roland narra la vita e la musica del vero progenitore del glam, il 20th Century Boy che ha saputo creare alcune delle più entusiasmanti e memorabili canzoni degli anni ’70 – Ride A White Swan, Hot Love, Get It On, Telegram Sam, Children of the Revolution e Solid Gold Easy Action, per citarne solo alcune.
In queste pagine troverete l’incredibile storia della vertiginosa ascesa al successo di Marc Bolan e il suo repentino calo di popolarità, sino al rientro sulle scene che avrebbe dovuto riportarlo ai vecchi fasti di un tempo, tragicamente interrotto dal terribile incidente d’auto in cui ha perso la vita. Un incidente che era stato previsto da Bolan stesso in maniera tanto misteriosa quanto dettagliata.

Esordio del primo numero della rivista on line, ‘YESMAGAZINE’

Domenica, 10 Settembre 2017
YESMAGAZINE YESMAGAZINE

 

Ecco in originale le note che accompagnano il primo numero della nuova rivista, ‘YESMAGAZINE’
Published on 9 September 2017 in “General”, language — Italian. 7 pages.

YESMAGAZINE is a periodical dealing with music, politics and society. The magazine prefers the rock world, but it also covers other genres. It does not intend to interest only the milestones of rock history. Both yesterday and today. He hopes to create interest and maybe some critical discussion. And of course it seeks to observe the political world which, in the end, is what determines the kind of society that welcomes individuals.
In questo primo numero si parla di U2, politica italiana e rock italiano.

ILMIOLIBRonline, ‘Time after time’ e altre letture

Sabato, 2 Settembre 2017

Ecco altri libri che sono stati proposti per il premio letterario ILMIOLIBRonline 2017. Come sempre il valore dell’argomento è alto. La commissione del premio esprime gratitudine per la partecipazione dei lettori. Buona lettura e buona votazione.

Commissione ILMIOLIBRonline

La grande stagione della musica italiana affonda le sue radici migliori nel glorioso periodo che va dalla fine degli anni ’50 alla metà dei ’70. Qui si raccolgono canzoni indimenticate e indimenticabili, che ancora danno lustro agli artisti che ne furono artefici. Tra questi ce ne sono cinque legati tra loro da un destino a tratti oscuro e segreto. Buscaglione, Ciampi, Endrigo, Ferrer, Pagani, a diversi livelli hanno conosciuto fama e successo ma anche le ombre del declino, il progressivo allontanamento dalle scene. Il volo nella hit parade, i trionfi mediatici, il credito della critica e il plauso del pubblico furono interrotti da cause persino misteriose, dal male sottile della depressione e del dubbio.

Un prima e un dopo. Come tutti i grandi artisti, Lucio Battisti ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana: le sue indimenticabili e rare apparizioni televisive, la sua voce asciutta e fragile, i testi semplici eppure così radicalmente diversi e innovativi, una composizione musicale complessa, accurata, dall’effetto struggente. Lucio Battisti è un autore che ancora oggi ascoltiamo senza esserne mai sazi. In tanti hanno scritto di Lucio Battisti, ma in pochi lo conoscevano davvero; la sua musica è stata discussa, analizzata, amata o odiata, ma dell’uomo si è detto solo quello che la sua profonda riservatezza permetteva.

“Strawinski è uno di quei ‘representative men’ emersoniani, i quali sembrano sintetizzare nella loro creazione le aspirazioni, le necessità spirituali della loro epoca. Doveva dare al mondo stupefatto la rivelazione totale del suo genio e contemporaneamente creare di colpo uno stile russo interamente nuovo, liquidando definitivamente l’impressionismo post-romantico debussiano e con lui ogni residuo, più o meno palese, dello stile armonico-cromatico dell’Ottocento”.
In nome del rock italiano
I nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori li conosciamo tutti: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc. Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non ci siamo mai incrociati al bar o al cinema. Sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole.

La storia del rock è una cosa meravigliosa. Da questo assunto nasce l’idea di Time after time, un modo originale per raccontare passo passo quello che di notevole, interessante, curioso, memorabile, degno di essere tramandato, è successo nelle cronache del pop-rock dagli albori ad oggi. In una cavalcata divertente, che associa i massimi sistemi agli episodi più periferici, attraversati dai personaggi che hanno popolato le classifiche, gli stadi, i cinema, le trasmissioni radiofoniche e televisive, troviamo migliaia di notizie, nomi, titoli, festival con cui tracciare e ricordare la colonna sonora delle musiche che amiamo.

Uscito ‘In nome del rock italiano’

Giovedì, 10 Agosto 2017

 

Un'estate di rock scritto

 

E’, questa, un’estate che si ricorderà per le temperature eccezionali. Ma, anche per magari altro. Un concerto, una mostra, la nuova ragazza conosciuta sotto l’ombrellone. O un libro letto. Tuttavia, l’unica via di fuga pare il mare. Giusto. Conviene mettersi tranquilli ad aspettare che i meteorologi diano notizie confortanti. Nell’attesa leggiamo qualcosa. Magari un libro a base di rock. Rock narrato e citato. Comunque, per gli appassionati dello stile che ha mutato per sempre la musica, per l’appunto il rock – in questo caso quello che origina in terra italica – è stato pubblicato un agile libro.
Il testo, con un format minimalista e sbarazzino, è costituito da una prima parte narrativa, e una seconda sezione di tipo antologico. Dentro le sue pagine ci sono i nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc.
Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non capiterà magari mai di incrociarsi al bar o al cinema. Sono le voci che distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre.
Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole. Anche e soprattutto in un momento storico dove tutto, attraverso il web, sembra a portata di mano, una canzone cantata da un rocker italiano aiuta a sperare in un domani più luminoso dell’Enel.

eBook (PDF), 124 Pagine, pubblicato il 10 agosto 2017

Premio letterario con Springsteen

Sabato, 5 Agosto 2017

 

Copertina anteriorePer chi ama i libri

L’autobiografia, a cui Bruce ha dedicato gli ultimi sette anni della sua vita e dove ritroviamo tutta la sincerità, l’ironia e l’originalità a cui ci ha abituati con le sue canzoni, è stato proposto al premio letterario “IL MIOLIBRonline”. E’ una novità che fa felici tutti gli organizzatori del concorso, ed è segno che i lettori hanno capito lo spirito che anima il Premio. Comunque, il libro in questione racconta l’infanzia del cantautore a Freehold, nel New Jersey, un luogo pieno di poesia ma anche di potenziali rischi, destinato ad alimentare la sua immaginazione, fino al momento che Bruce chiama “Big Bang”: il debutto di Elvis Presley all’”Ed Sullivan Show”. Descrive il suo desiderio incontenibile di diventare un musicista, gli esordi come re delle bar band ad Asbury Park e la nascita della E Street Band. Con candore disarmante, per la prima volta Bruce illustra i tormenti interiori che hanno ispirato i suoi capolavori, a cominciare proprio da Born to Run, un brano che qui si rivela più complesso di quanto immaginassimo. È una lettura illuminante per chiunque ami Bruce Springsteen, ma è molto più del memoir di una rockstar leggendaria: è un libro per spiriti pratici e inguaribili sognatori, per genitori e figli, per innamorati e cuori solitari, per artisti, fricchettoni e chiunque voglia essere battezzato nel sacro fiume del rock.

‘In nome del rock italiano’ pronto per la pubblicazione

Venerdì, 21 Luglio 2017

 

 

Il libro ‘In nome del rock italiano’ sarà pubblicato questa estate

 

 

I protagonisti di questo libro, ’In nome del rock italiano’, sono i musicisti che hanno creato il rock italiano. Tutti. Quelli diventati famosissimi. Quelli diventati famosi. Quelli che hanno scelto un’altra strada per restare, comunque, nel mondo del rock. Quelli che si danno da fare per emergere. Quelli che nasceranno domani e vorranno fare il rock. A dispetto di chi insiste a dire che in Italia il rock è solo di derivazione straniera, Mimmo Parisi e Diego Romero – autori informati del volume – affermano con convinzione che non importa da dove arrivi un imput per far qualcosa, importa invece la risposta. E in Italia è stata entusiasmante. I ragazzi e, anche se in misura minore per ragioni solo culturali, pure le ragazze hanno fatto sentire la loro partecipazione quando i Beatles hanno dato il via a un fenomeno difficilmente ripetibile. Dal beat praticato con una tecnica strumentale elementare, passando ai guitar heroes, all’hard rock, al metal, al grunge di Seattle, i ragazzi del rock italiano si sono fatti sentire. Non per niente ci sono stati i New Trolls e la Premiata Forneria Marconi. E i Timoria. E i Pooh. E Luciano Ligabue. Vasco Rossi e tutta la scia di nomi che comprende De Gregori, Carboni, etc. Fino ad arrivare ai nomi che decollano grazie ai talent, come è successo ai bravi The Kolors o Alessio Bernabei.

‘In nome del rock italiano’ prevede una parte narrativa affidata alla penna incandescente e ironica del cantautore e guitar player, Mimmo Parisi. La storia che porta avanti lo scrittore ha come scenografia il concerto dell’1 luglio 2017: quello del Modena Park. Con 220mila spettatori. Ovviamente ci si sta riferendo all’evento organizzato per Vasco Rossi. Particolare narrativo da segnalare: per tutto lo snodo della storia, Mimmo Parisi, non cita nemmeno una volta il nome del cantante di Zocca. Ne parla sempre usando termini legati alla sua figura. Un escamotage che rende più intrigante la bella storia messa a punto dal cantautore bolognese.

Se la parte narrativa è affidata al conterraneo di Vasco Rossi e Luciano Ligabue, la parte storicistica vede l’intervento del giornalista web Diego Romero. Il blogger ha lavorato con pazienza certosina per mettere a fuoco alcuni dei nomi che, lungi dall’aver usato criteri basati su giudizi soggettivi, ha cercato di offrire in un paesaggio di nomi del rock – ma, attenzione, anche del pop e della musica leggera poiché il termine rock in quest’opera è sentito come atteggiamento nei confronti della società – sapendo che sarebbe stato comunque manchevole. Infatti, ha dichiarato che, nell’eventuale ulteriore edizione, spera di aggiungere altri rappresentanti che hanno fatto grande e originale l’universo del rock italiano.

Premio Strega 2017, aggiornamenti

Mercoledì, 12 Luglio 2017

Premio Strega 2017: Paolo Cognetti conquista la vittoria con Le otto montagne

Il vincitore del Premio Strega 2017 è Paolo Cognetti con Le otto montagne, il libro che già si era aggiudicato il Premio Strega Giovani 2017 e che trionfa con 208 voti.

Questo l’epilogo della 71esima edizione del prestigioso premio letterario che si conclude con un esito che non sorprende visto che lo scrittore era dato da tempo per favorito insieme a Teresa Ciabatti, che ha partecipato per Mondadori e che invece ha ottenuto 119 voti.

L’annuncio arriva dopo la votazione della giuria che quest’anno è salita a 660 membri perché oltre ai 400 membri degli Amici della Domenica e i 40 lettori forti scelti dalle librerie indipendenti italiane associate all’ALI, a votare sono stati anche i 200 studiosi, traduttori e intellettuali italiani e stranieri scelti da venti collettivi di scuole e biblioteche e venti Istituti italiani di cultura situati all’estero.

Leggi anche Premio Strega 2017: i nomi dei semi-finalisti di questa edizione

Premio Strega 2017: i voti della giuria

Dopo l’annuncio dei 5 finalisti, avvenuto a seguito della consueta votazione che si è svolta il 14 giugno a Casa Bellonci, stasera si è tenuta al Ninfeo di Villa Giulia la cerimonia di premiazione e gli altri libri finalisti hanno ottenuto i seguenti voti:

La votazione è stata presieduta da Edoardo Albinati, vincitore del Premio Strega 2016 con il libro La scuola cattolica, e ha decretato la vittoria di Cognetti con largo vantaggio rispetto agli altri finalisti.

Premio Strega 2017: il vincitore

Le otto montagne, dunque, riesce a conquistare proprio tutti: dalla giuria ai giovani, che qualche settimana fa avevano prediletto il libro dell’autore tra tutti quelli finalisti.

Il libro è una storia di amicizia e di scoperta, ambientata tra le vette di una montagna che non è tanto un luogo, quanto un modo di vivere: un romanzo definito da subito un caso letterario per la sua grande potenza.

Questa vittoria la dedico proprio alla montagna che è un mondo abbandonato, dimenticato e distrutto. Io mi sono votato a cercare di raccontarla, a fare il portavoce. A cercare di fare il tramite tra la montagna e la pianura e la città

Questo il commento dello scrittore, che continua dicendo

Mi ricordo Pavese, Ginzburg, Morante e un sacco di maestri che hanno vinto questo premio e mi sento piccolissimo in confronto, e mi sento un’enorme responsabilità sulle spalle per cercare di essere degno di far parte di questa storia e di dire delle cose buone per i lettori.

Il libro di Cognetti ha vinto anche il Premio Strega Off che si è svolto al Giardino Monk di Roma e ha decretato un vero e proprio en plein di premi.

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Partito il Premio Letterario Il MIOLIBRonline

Lunedì, 22 Maggio 2017

REGOLAMENTO

Per chi ama i libri

 

Art. 1 Il Premio Letterario Il MIOLIBRonline è un concorso che nasce dalla collaborazione di alcune testate che si interessano in maniera generalizzata di tutto quello che fa notizia. Segnatamente, gli eventi culturali.
Art. 2 Ogni anno vengono stabilite le sezioni del Premio e i temi che saranno usati per far concorrere gli scrittori, poeti etc. Gli argomenti di questa edizione sono la narrazione fantastica, le biografie (temi diversi saranno valutati al momento della loro proposta).
Art. 3 L’organizzazione del Premio è affidata a un Comitato Esecutivo composto dai redattori dei vari blog partecipanti e proponenti lo spazio per le interviste agli autori. Per questo primo anno il referente è Francesco Segantini (l’anno scorso, si ricorderà, è stato l’organizzatore del Premio Tolstoi, fuori rete; a lui va il grazie da parte dell’attuale comitato).

Art. 4 È il Comitato di Selezione che comunica i nomi dei vincitori: della sezione narrativa della sezione poesia; della sezione teatro (nel caso partecipassero autori per la scrittura teatrale). Come si evince dal nome del Premio Letterario, è la giuria on line che decreta il successo dei libri in concorso. Ovviamente, c’è anche il voto che una giuria di qualità formata da giornalisti della carta stampata e della notizia in rete. Ci saranno, va da se, interventi di personalità della cultura, della letteratura e dell’arte.
Art. 5 La selezione dei libri in concorso è di esclusiva competenza del Comitato di Selezione, previo proposte di libri particolarmente graditi dagli stessi lettori. Per il Premio Letterario Il MIOLIBRonline, chiunque può far pervenire, alla segreteria del Premio, un titolo di un romanzo, una raccolta di poesie etc.
Art. 6 Per la sezione narrativa e, comunque, delle altri sezioni, possono partecipare al Premio testi pubblicati dal mese di gennaio 2014 fino a tutto il 2017.
Art. 7 Chi intende proporre una propria opera o un libro che ha letto, deve inviare a titolo gratuito, una copia dell’opera destinata a essere pubblicata sui siti, pronta per la lettura dei votanti.
Art. 8 Gli autori e i proponenti delle opere vincitrici avranno diritto a un abbonamento annuale gratuito, scegliendo una tra le riviste disponibili che trattano articoli di critica letteraria, arte o cultura in genere.
Art. 9 Le scelte operate dalla giuria dei lettori e dalla giuria di qualità sono insindacabili.
Art. 10 Le opere da proporre, con titolo, nome dell’autore, genere letterario e quant’altro venga giudicato utile per individuarle, devono essere inviate al seguente indirizzo di segreteria: premioilmiolibronline@gmail.com.
Art. 11 Tutti i diritti del Premio sono riservati e l’uso del nome o delle immagini deve essere autorizzato.

E ricordati di frequentare i luoghi della Cultura: un libro è una lampadina che non consuma energia, la regala.

Per chi ama i libri

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Art. 4 È il Comitato di Selezione che comunica i nomi dei vincitori: della sezione narrativa della sezione poesia; della sezione teatro (nel caso partecipassero autori per la scrittura teatrale). Come si evince dal nome del Premio Letterario, è la giuria on line che decreta il successo dei libri in concorso. Ovviamente, c’è anche il voto che una giuria di qualità formata da giornalisti della carta stampata e della notizia in rete. Ci saranno, va da se, interventi di personalità della cultura, della letteratura e dell’arte.
Art. 5 La selezione dei libri in concorso è di esclusiva competenza del Comitato di Selezione, previo proposte di libri particolarmente graditi dagli stessi lettori. Per il Premio Letterario Il MIOLIBRonline, chiunque può far pervenire, alla segreteria del Premio, un titolo di un romanzo, una raccolta di poesie etc.
Art. 6 Per la sezione narrativa e, comunque, delle altri sezioni, possono partecipare al Premio testi pubblicati dal mese di gennaio 2014 fino a tutto il 2017.
Art. 7 Chi intende proporre una propria opera o un libro che ha letto, deve inviare a titolo gratuito, una copia dell’opera destinata a essere pubblicata sui siti, pronta per la lettura dei votanti.
Art. 8 Gli autori e i proponenti delle opere vincitrici avranno diritto a un abbonamento annuale gratuito, scegliendo una tra le riviste disponibili che trattano articoli di critica letteraria, arte o cultura in genere.
Art. 9 Le scelte operate dalla giuria dei lettori e dalla giuria di qualità sono insindacabili.
Art. 10 Le opere da proporre, con titolo, nome dell’autore, genere letterario e quant’altro venga giudicato utile per individuarle, devono essere inviate al seguente indirizzo di segreteria: premioilmiolibronline@gmail.com.
Art. 11 Tutti i diritti del Premio sono riservati e l’uso del nome o delle immagini deve essere autorizzato.

E ricordati di frequentare i luoghi della Cultura: un libro è una lampadina che non consuma energia, la regala.

Alla rassegna Tempo di libri c’è il diario semiserio di Malzieu

Domenica, 23 Aprile 2017


Dalla Francia Mathias Malzieu, scrittore e musicista, racconta con verve la sua rara malattia immunitaria nel romanzo «Vampiro in pigiama»

Per trasformare il diario di una malattia immunitaria in un viaggio brillante ci vogliono stile e coraggio. Qualità che non mancano al francese Mathias Malzieu che nel suo ultimo libro «Vampiro in pigiama» (Feltrinelli) è riuscito a raccontare un anno alle prese con la rara aplasia midollare come un’avventura in cerca della «fata della normalità», ritrovata grazie a un trapianto di cellule staminali. L’autore si racconta oggi a Tempo di Libri, in corso fino a domenica a Rho Fiera (orario: 10-19.30, ingresso: 10€), dialogando alle ore 11.30 (Sala Agorà Cambria) con Alba Solaro e Valerio Corzani. Malzieu in Francia è un’icona pop eclettica — cantante dei Dyonisos, scrittore, autore di un film d’animazione tratto dal suo «La meccanica del cuore» — e fermarsi non è stato facile: «Mi stancavo ad ogni movimento e non potevo più uscire in pubblico per il rischio di ammalarmi», racconta. «La sera della prima del mio film nel 2014, sapendo già della malattia, ero a festeggiare a champagne, ma il mattino dopo ero in ospedale, dove grazie al sangue degli altri e alla loro generosità, ho atteso il trapianto. È stato difficile, ma è stata anche un’incredibile esperienza umana».

Di qui, l’idea di essere «un vampiro» costretto a letto, ma con un’arma da giocare: «L’immaginazione, che per me è un istinto primordiale — prose- gue Malzieu —, durante la malattia è stata il mio spazio di sopravvivenza, l’unico in cui ero libero». Così, accompagnato dall’ascolto di «A Letter Home» di Neil Young e dalle poesie di William Blake, ha trasformato le infermiere in dolci «ninfermiere» e colorato un mondo grigio di entusiasmo: «Perché in fondo— conclude – l’unica cosa che mi interessa, nella musica, come nella scrittura e nel cinema, è raccontare storie».

Un libro sul puttanismo

Domenica, 26 Febbraio 2017

 

Ci ho riflettuto un po’: ignorare? Poi ho pensato che di libri se ne vendono talmente pochi che anche quello di Annalisa Chirico non farà eccezione, e non sarà certo il fatto che ne scriva io a cambiarne la sorte. Quello che conta è l’indotto, il marketing: anzitutto il titolo, i passaggi in tv, il nome che circola, la firma che si consolida. E questo indotto è ormai assicurato, e il dibattito scatenato. Nel nostro Paese pornofilo e morbosetto il titolo “Siamo tutti puttane-Contro la dittatura del politicamente corretto” basta e avanza per fare il caso (lo sto ancora aspettando da Marsilio, non sono in grado di entrare nel dettaglio, mi riprometto di farlo: ma non voglio rimandare un post sul puttanismo con la sua vistosa fenomenologia).

L’ambizione femminile è sacrosanta –anche se troppa no- specialmente quando ci sono delle qualità: Chirico è una brava giornalista di nemmeno trent’anni, formazione radicale e libertaria, si è occupata molto di carceri e di giustizia, temi che non assicurano un’audience vastissima anche quando sei molto capace. C’è un orologio biologico anche nelle professioni, e a un certo punto devi svoltare. Il sistema mediatico resta saldamente in mani maschili, e non c’è niente che piaccia di più agli uomini di una donna che ammetta in modo complice il connaturato puttanismo femminile (con l’ovvia eccezione delle loro madri, mogli e sorelle), cioè quella disposizione a offrire il proprio corpo in cambio di vantaggi materiali: soldi, carte di credito, una macchina, un appartamentino, ma oggi soprattutto una carriera (l’emancipazione qualche variazione sui benefit l’ha apportata).

Non è una esattamente una notizia. Ci sono sempre state quelle che del loro corpo hanno ampiamente approfittato, anche nel nostro mestiere: potrei fare una sfilza di nomi e cognomi (ma mi querelerebbero) di colleghe che si sono aggiudicate una carriera, in genere piuttosto modesta e a termine, offrendosi ai loro capi. Sul momento, sarà capitato anche a Chirico, la cosa può innervosire, specie se sei più brava di loro. Ma portarsi addosso quello stigma –tutti sanno tutto- è una grande fatica. E se vali poco, poco continui a valere, specie quando il naturale sfiorimento fisico diminuisce le tue opportunità.

Ma l’avvento della libertà femminile, grazie alle madri di tutte noi –pure di Chirico- ha diminuito enormemente la necessità di ricorrere a certi espedienti per campare o per vivere bene. Possiamo guadagnarci il pane, non siamo più obbligate nemmeno a quel minimo fisiologico di puttanismo necessario a trovare un marito. Il corpo femminile può godersela senza doversi dare in-cambio-di. Quindi il puttanismo -sempre lecito, per carità- diminuisce in necessità e quantità (parlo dell’Occidente). Il titolo del libro sarebbe “Siamo sempre meno puttane” (e poi l’anti-political-correctness è roba veramente stravecchia, oggi va di più quel minimo di correttezza). Perché poi doversi dare in-cambio-di raramente è un’esperienza piacevole, specie se coatta, e se possiamo farne a meno è meglio. E’ quello che oggi la stragrande maggioranza di noi madri del West -che stranezza!- insegna alle figlie: NON essere puttane, perché grazie a Dio non ce n’è alcun bisogno per essere libere. E che questo sia un male, be’, è difficile sostenerlo. Il mondo va alla rovescia, ma non così alla rovescia. Per un bel po’ di anni questa pedagogia gentoriale minima ed essenziale ha dovuto vedersela con un bombardamento in senso contrario (corpo in cambio di merce), e non è poi così strano che adesso si pretenda di tenere piuttosto rigorosamente il punto, come in qualunque convalescenza o dopo qualunque eccesso.

Naturale che agli uomini la diminuzione della necessità puttanistica dispiaccia, perché diminuisce il loro potere d’acquisto. Anche la Bestia poteva possedere la Bella, remunerandola adeguatamente. E oggi c’è una quantità crescente di Belle e di Bellissime che non hanno bisogno di nessuno e fanno il gesto dell’ombrello. Qualunque cosa rassicuri gli uomini su questo fronte, per esempio garantire che sotto-sotto o sopra-sopra senza di loro non ce la caviamo, e che siamo sempre disponibili a essere carine, scatena le loro festose ole. Ma questa è una notizia priva di fondamento. Questa è una bufala, detto fra colleghe. La buona novella è che siamo sempre meno necessitate a essere puttane. A me pare buona, almeno.

Catturare l’audience vellicando l’orgoglio maschile ferito, in particolare nelle sue parti basse, non mi pare una strategia strepitosa. Al momento fai il botto, tutti i talk ti vogliono, entri a far parte del girone dei visibili e questo può dare una certa ebbrezza. Ma che io sappia queste cose hanno le gambe corte. E il down può essere bruttino. Attendo comunque il libro per entrare nel merito dei suoi argomenti.