Articoli archiviati in 'Politica' ↓

Mieli, Gruber e il ‘ragazzino’ di Battista

 

Risultati immagini per di battista

 

Se mai esistano parlamentari garbati, essi potrebbero eleggere come modello da imitare Di Battista. A Otto e Mezzo, condotto con alterna fortuna da una conduttrice spesso di parte, il rappresentante M5S è stato, ieri su La7, messo ai RX. Mieli, con cipiglio da paternale, è stato sempre a chiedere cosa proporrebbe il M5S per la tal cosa. A questo superato signore è sfuggito che tutti i politici, salvo alcuni, hanno sempre affermato di essere lì per il popolo facendo solo i fatti loro. Intanto guadagnavano, come probabilmente Mieli e Gruber, stipendi non proprio popolari. Il M5S solo per la caratteristica di guadagnare 1/4 degli altri sedicenti salva popolo, meriterebbero rispetto. Non dubbi e ironia mal nascosta.

Comunque, Alessandro Di Battista, ospite di Otto e Mezzo (La7), rispondendo a una domanda di Paolo Mieli ha criticato l’atteggiamento di Minniti e parlato del tema dei migranti: “Minniti è un ministro e sta dicendo solo ora queste cose, in vista della campagna elettorale. Io devo valutare anche gli anni di fatti dei governi a guida PD. Giustissimo fare i minuti di raccoglimento per le vittime ma io ho le scatole piene dei minuti di silenzio, dopo 3 anni che ogni proposta del M5S viene bocciata in parlamento”.

Formigoni, novità sul suo status

Risultati immagini per formigoni

Nelle 719 pagine di motivazione del verdetto depositate oggi le toghe, Gaetano La Rocca presidente, Angela Laura Minerva e Marco Formentin tutti e tre estensori del documento, dedicano l’intero capitolo 10 alle regalie esaminandole una a una, “le utilità percepite dal Presidente Formigoni, suddividendole in alcune macrocategorie per comodità espositiva: imbarcazioni; vacanze di Capodanno ed altri viaggi; villa in Arzachena – Località Li Liccioli; denaro contante; finanziamento elettorale di 600.000 euro“. Fuori dall’elenco le “cene in ristoranti di lusso organizzate da Daccò in onore del Presidente della Regione. Pur avendo tali cene, indubbiamente, un ritorno in termini di immagine per Formigoni – si legge nelle motivazioni – esse rispondevano anche al tornaconto di Daccò, che in questo modo accreditava (soprattutto agli occhi dei funzionari della Regione e dei Direttori Generali) la sua immagine di imprenditore del settore Sanità molto vicino al Presidente”.
Non appare dunque “congruo considerare tali cene come parte del sinallagma corruttivo”.

Pennacchi hai ragione, ma cambia partito per favore

Risultati immagini per pennacchi

 

 “Un partito degli animali in sé per sé non serve a un cazzo. Io sono classe operaia e voto il Pd”

Allo scrittore Antonio Pennacchi non importa niente del movimento animalista di Forza Italia. Ma avverte: “Il tema è molto più serio di quel che potrebbe sembrare”.

La sinistra dovrebbe occuparsi di più di cani e gatti?
“Ma figurati, con tutti i problemi che ci sono. La sinistra pensasse agli operai , alle periferie, alle classi deboli, alla gente in difficoltà. A livello globale, poi, in molte parti del mondo abbiamo ancora il problema di garantire la sopravvivenza alla specie umana”.

Quindi un partito animalista per lei è inutile?
“E a chi serve? Allora facciamo pure il partito della Bellucci perché è bella e piace agli italiani”.

Lei è animalista?
“Guardi, io non sono nemmeno vegetariano. Il mio piatto preferito sono le salsicce con i fagioli in umido. Però le dico che, se c’è scintilla divina in me e in lei, non può non esserci anche negli animali. Ho avuto cani e gatti e l’ho percepito, su questo non ci piove. La questione va inquadrata in altro modo”.

E sarebbe?
“Il tema è il rapporto fra l’uomo e gli animali, che va collocato nell’arco generale della storia e correlato alla continua avanzata del progresso umano”.

Vengono prima i diritti dell’uomo o quelli degli animali?
“Non è una questione di anteporre gli uni agli altri. Bisogna cominciare a valutare la possibilità di mettere sullo stesso piano i diritti degli animali per affrettare il nostro processo di riconoscimento dei diritti degli uomini”.

E, filosoficamente parlando, qual è il problema centrale della civilizzazione umana?
“Il superamento definitivo della violenza, sia sugli altri uomini che sulle altre forme di vita. È come il rapporto dei servizi di qualità sui treni. È giusto investire sull’alta velocità o investire sul pendolarismo? In realtà si migliorano gli standardi medi solo ampliando quelli di eccellenza”.

È questo obiettivo è realistico?
“Non ancora. La storia non conosce scorciatoie. Prendiamo la questione della caccia. Un milione di anni fa era necessaria per la sopravvivenza. Oggi una cosa è considerarla da un quartiere centrale di Roma, un altro è vederla da un paesino di montagna. Che magari senza cacciatori rischia di spegnersi. Alla civiltà ci siamo arrivati da poco. La storia delle mentalità ha tempi molto più lunghi”.

Movimento Cinque Stelle, l’unico gruppo dove chi sbaglia si dimette

MaltaFiles, la nostra inchiesta colpisce prima ancora di uscire. Si dimette consigliere M5S

Non c’è niente da fare. Nessuno è abituato a quello che dovrebbe essere ordinaria amministrazione. In politica, chi fa errori dovrebbe dimettersi. Nel M5s succede. Tuttavia, giornali quotati come l’Espresso, al posto di felicitarsi per il comportamento – chiunque sia colui che si fa da parte – stigmatizza la cosa come un evento strano. Insomma, lunedì 15 maggio con un post pubblicato su Facebook alle 20.45, Enrico Cantone del Movimento Cinque Stelle ha annunciato il suo imminente passo indietro dall’incarico di consigliere della regione Toscana. Motivo: Cantone si è accorto di non aver denunciato al Fisco «un’attività commerciale» costituita a Malta «sette anni fa». Al di là della dichiarazione che potrebbe essere falsa – ma anche vera – dovrebbe importare la dimissione dell’individuo. Invece cosa scrive l’Espresso: “Un’illuminazione, insomma. Un’improvvisa reminiscenza di affari a lungo dimenticati. In ossequio ai principi di trasparenza del Movimento, il politico di Livorno, la città del sindaco grillino Filippo Nogarin, ha quindi deciso di lasciare la poltrona in Regione.”

Scusate, ma vi pare poco?

Insomma, in una nazione dove tutti restano incollati alla loro poltrona, ottenuta il più delle volte in maniera sospetta, arriva finalmente un gruppo politico che parla chiaro ai propri rappresentanti: “siamo felici che tu ti sia unito a noi, ma se vuoi comportarti come ti pare questo non è il gruppo adatto per farlo”. Tuttavia e a fronte di questo passo deciso verso la chiarezza, il risultato è quello di una testata giornalistica che dimostra di essere più reazionaria dei partiti di vecchio stampo.

 

Cosa c’entra Ligabue con il destrimane Renzi

Renzi, Ligabue, ho fatto in tempo ad avere un futuro
Matteo Renzi, di destra, ha fatto tanti omaggi a Luciano Ligabue, di sinistra.
Se il web, sarcastico come sempre, ha omaggiato Andrea Orlando, secondo arrivato, dedicandogli una “personalissima” versione di Orlando contro il cielo, l’ex premier, ed ora nuovo segretario del PD, ha citato direttamente Ligabue sulla sua pagina Facebook «Tra le tante canzoni che ho sentito in questi mesi – scrive – fatti di letture, di poesie, di pensieri ma anche di tanta musica, una di Ligabue mi ha colpito a cominciare dal titolo “Ho fatto in tempo ad avere un futuro, che non fosse soltanto per me”. […] Stanotte sapremo come è andata la grande sfida delle primarie. Sapremo se come canta ancora il Liga faremo in tempo “ad avere un futuro che fosse molto più grande di me: magari ne merito un altro di nuovo, dove comunque ci sei anche te”».

 

 

La caricatura dedicata dal web ad Andrea Orlando

 

Ma non finisce qui. Salendo sul palco della sede nazionale del PD a Roma, per il suo discorso di ringraziamento dopo la vittoria, Renzi si è fatto introdurre proprio dalla citata Ho fatto in tempo ad avere un futuro, raggiungendo il microfono proprio mentre Luciano, sul disco, cantava “Son ripartito, eccomi qua“.

Sarebbe curioso sapere la reazione o il pensiero di Ligabue, che in diverse occasioni, pur essendo sempre stato vicino alle ideologie del centrosinistra, si è dichiarato deluso dalla direzione presa in anni recenti dal PD.

Primarie Pd, chi paga?

 

primarie-pd-come-votare

 

È veramente incredibile, la gente paga per votare alle primarie del Pd! Insomma, simpatizzanti e non iscritti, devono tirar fuori 2 euro per partecipare al trionfo di uno dei galantuomini del partito che sta salvando l’Italia.

Tra Emiliano che ha dichiarato che non abdica dal suo ‘mestiere’ di magistrato perché se va male rischia di trovarsi senza rientro economico(!), Renzi che aveva dichiarato di andare in esilio dopo la caduta del 4 dicembre 2016 e che con faccia gran tosta si è messo a girare di nuovo le varie reti e, infine, un Orlando che guadagna come tutti i suoi commilitoni del Parlamento, tra ufficiale e meno ufficiale la cifra di 20.000 euro al mese, il popolo si prende la briga di pagare loro le spese. Ma non dovrebbe essere il contrario?

Come può essere che tanta valente gente, tanti bravi italiani alle prese con disoccupazione, pensioni che arrivano alle soglie dei 100 anni (grazie Fornero!) e crisi indomabile accetti una cosa del genere? Perché i gazebo non li paga chi vuole farsi eleggere? Comunque, buone notizie per gli iscritti: loro non pagano per avere il nuovo deus ex machina del Pd. Questa sì che è una bella novità!

Quando Sgarbi è incapace di zittirsi

Immagine correlata

Parma, Sgarbi ospite di CasaPound dà del fascista a Grillo

Vittorio Sgarbi continua a dire idiozie. Ha richiamato a un folto pubblico all’Hotel Parma&Congressi dove ha partecipato a un incontro con il candidato sindaco di CasaPound a Parma, Emanuele Bacchieri: “Per me è solo un’associazione, non un partito. Nulla è più di destra di Grillo e i suoi per co…, ignoranza, false comunarie…Pizzarotti è stato eletto con i voti della destra ma ha trovato una sua autonomia”.

Disabili e pensione di reversibilità

 

Risultati immagini per disabili

 

Pensione di reversibilità e figli inabili

 

I familiari del lavoratore hanno diritto, al momento della morte di questo e in presenza di determinati requisiti, ad un trattamento economico.
Nel caso di figli, questi hanno diritto alla pensione di reversibilità (detta anche pensione ai superstiti) sempre quando sono minori di età, o se maggiorenni non oltre il 21mo anno se studenti di scuola media o professionale o il 26mo anno nel caso siano studenti universitari. Per i maggiorenni è sempre richiesta la “vivenza a carico” del genitore al momento del decesso.
I figli riconosciuti “inabili al lavoro” hanno diritto alla pensione di reversibilità senza limiti di età, purché al momento del decesso del genitore siano a carico di questo.

 

È importante chiarire cosa la legge intende per “inabile” e per “vivenza a carico”.
L’inabilità è un concetto diverso dall’invalidità civile, pertanto coloro che hanno già un riconoscimento di invalidità, anche se del 100% o del “100% con necessità di assistenza continua”, non hanno diritto automaticamente alla pensione di reversibilità così come chi ha il 75% non ne è automaticamente escluso, ma devono essere riconosciuti “inabili al lavoro” dall’ente erogatore della prestazione (l’INPS per quanto riguarda i dipendenti privati, il Ministero del Tesoro in generale per i pubblici -ogni comparto ha poi il proprio ente di riferimento).
Il concetto di inabilità viene citato dalla legge n. 222 del 12 giugno 1984 (art. 2): “si considera inabile [... colui] il quale, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, si trovi nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa”. Già precedentemente tale concetto era stato introdotto addirittura con il DPR n. 818 del 1957.
Per quanto riguarda invece il concetto della vivenza a carico per i figli inabili la circolare INPS n. 198, 29/11/2000 stabilisce che al momento del decesso, il figlio inabile non risulti titolare di un reddito annuo pari a quello stabilito per l’erogazione della pensione per gli invalidi civili; se poi il figlio inabile è riconosciuto #147;nella impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o che, non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita, necessiti di una assistenza continua”, quel limite viene aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento (per il 2003 è di 431,19 euro mensili; il limite di reddito in questo caso è di 18.277,48 euro).
I redditi da considerare sono i soli assoggettabili all’IRPEF (non vanno quindi conteggiate le provvidenze economiche di invalidità civile). Tali criteri per l’individuazione del reddito sono adottati per i decessi intervenuti successivamente alla data del 31 ottobre 2000, data della Delibera del Consiglio di Amministrazione dell’INPS n. 478, che ha appunto definito i nuovi parametri (prima di questa data venivano seguiti gli stessi criteri adottati per l’individuazione del limite di reddito in materia di assegni familiari, e quindi si considerava il trattamento minimo di pensione aumentato del 30%).

 

Sia per stabilire l’inabilità al lavoro che per la vivenza a carico del figlio, l’ente erogatore prende come riferimento il momento del decesso del genitore. Però se una persona viene riconosciuta titolare del diritto alla pensione di reversibilità perché in quel momento ricorrono i requisiti necessari, questo stesso diritto viene meno se, successivamente, uno di questi viene a modificarsi.
Se quindi, una persona giudicata “inabile al lavoro”, viene poi assunta e svolge una qualche attività lavorativa, anche part-time, e conseguentemente risulta titolare di reddito da lavoro, perde il diritto alla pensione di reversibilità; attenzione: la perdita del diritto alla pensione di reversibilità è definitiva, cioè viene esclusa la possibilità di ripristino anche nel caso in cui intervengano successivamente le dimissioni o il licenziamento -circolare INPS n. 289, 24/12/91). La circolare INPS n. 137, 10/7/01 ha però introdotto una eccezione specificando che le persone che svolgono attività lavorativa con finalità terapeutiche presso cooperative sociali (cooperative di tipo B, legge n. 381/91) hanno diritto alla pensione di reversibilità.

 

Decorrenza e quote
La pensione di reversibilità decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del genitore e spetta in una quota percentuale della pensione già liquidata o che sarebbe spettata allo stesso. Per ottenerla occorre presentare domanda all’INPS, se il lavoratore era iscritto a questo ente, o al proprio ente di riferimento.

 

Per le pensioni decorrenti dal 1 settembre 1995 (Legge n. 335, 8/8/95, art. 1, comma 41; Circolare INPS n. 234, 25/8/95):
- se i superstiti aventi diritto sono il coniuge e un figlio, questi percepiranno l’80%; se è il coniuge e due figli: il 100%;
- se i superstiti sono solo i figli: per un figlio si percepirà il 70%, per due figli l’80%, per tre o più figli il 100%.


In sintesi: nel caso di figlio inabile, a questi spetta la pensione di reversibilità solo se:

- il disabile viene valutato “inabile al lavoro” dal medico INPS;
- è a carico del genitore al momento del suo decesso e non ha un reddito personale superiore a quello indicato per l’erogazione della pensione di inabilità (o, se titolare di indennità di accompagnamento di un reddito pari a quello suddetto aumentato dell’importo dell’indennità stessa).

(Link,  http://www.siblings.it/dasapere/pensione.htm)


Non si può protestare sui vitalizi

Risultati immagini per m5s
L’ufficio di Presidenza della Camera, ha giudicato una delle poche osservazioni giuste realizzate in questo paese anormale, come “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità!”.
La protesta di 36 deputati del M5S all’ufficio di presidenza della Camera in occasione della votazione sulle delibere sulle pensioni dei parlamentari è stata valutata dall’ufficio di Presidenza della Camera “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità, costituendo un serio attentato al libero dispiegarsi del confronto e del funzionamento delle istituzioni”. Con questa motivazione l’Ufficio di Presidenza sospende diversi deputati M5S. I deputati sospesi dai lavori dall’ufficio di presidenza della Camera sono stati divisi in tre fasce: per alcuni la sospensione scatta a partire dal 6 aprile, per la seconda tranche a partire dal 17 maggio, mentre per la terza scatterà il 22 giugno. Il 4 aprile, giorno in cui il biotestamento approda in Aula alla Camera, nessuno dei deputati pentastellati risulterà sospeso.
Questa mattina il Movimento aveva fatto appello affinché tutti i suoi deputati potesero restare in Aula in occasione dell’approdo del ddl. Sono quindi 10 i giorni di sospensione per i deputati M5S che hanno protestato in Aula causandone lo stop in diretta tv e impedendo la prosecuzione del question time. Per 4 deputati i giorni di sospensione sono 12 in quanto hanno esposto cartelli sotto il banco della presidenza dell’Aula. E’ questa la sanzione comminata dall’Ufficio di Presidenza della Camera in seguito alla bagarre sui vitalizi del 22 marzo scorso, divisa in due episodi: il caos in Aula e la tentata irruzione in ufficio di presidenza (per cui la sanzione decisa è di 15 giorni). Nei due episodi in gran parte dei casi sono stati coinvolti e sanzionati i medesimi deputati. Per alcuni (Sorial, Vacca, L’Abbate, ad esempio) i giorni di interdizione in totale sono quindi 27.
Le sanzioni sono state votate da tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza ad eccezione del pentaastellato Riccardo Fraccaro e con gli altri due membri M5S assenti. L’Ufficio sottolinea come il comportamento “aggressivo” dei deputati che hanno rotto il cordone tentando l’irruzione nella Biblioteca della Presidenza abbia reso ancor più grave l’episodio a causa del quale, si ricorda, 4 assistenti parlamentari (3 uomini e una donna) sono dovuti ricorrere a cure mediche. Tra i deputati sanzionati per la tentata irruzione figurano Alessandro Di Battista, Giuseppe Bresca, Massimo De Rosa (unico che riuscì ad entrare), Danilo Toninelli, Michele Dell’Orco, Marco Brugnerotto.
Un flashmob davanti alla Camera per mostrare i volti dei deputati che fanno parte dell’ Ufficio di Presidenza della Camera: quelli che oggi hanno sanzionato 42 deputati del Movimento, gli stessi, protesta il M5s, che hanno bocciato la proposta di delibera per “equiparare le pensioni dei deputati a quella dei normali cittadini”. “Si tengono la pensione” hanno protestato i deputati del Movimento. “Queste sono state settimane da horror in Parlamento, dalle pensioni ai vitalizi, dal salvataggio di Minzolini a quello di Lotti fino alla riforma della giustizia: pensano solo agli affari loro e le facce che vedete dietro di me sono i volti di quelli che in Ufficio di Presidenza hanno pensato solo a salvare un affare loro”. Così il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio davanti Montecitorio. “Per noi queste sanzioni non sono una preoccupazione – ha concluso Di Maio – utilizzeremo questi 15 giorni di sospensioni per girare meglio l’Italia e raccontare le schifezze che si votano qui dentro”.

Finalmente un ‘comune cittadino’

Risultati immagini per renzi

Renzi ha dichiarato che andrà in giro per l’Italia, in occasione del Congresso, da comune cittadino. Le domande sono, 1) perchè un comune cittadino, secondo lui, avrebbe la possibilità di andarsene in giro? 2) E quando lavorerebbe? 3) E lui, quando lavorerà? 4) Chi lo mantiene?

Dall’Olanda arriva un brusco stop al populismo in Europa”. Apre così Matteo Renzi il ritorno al suo ‘format’ su Facebook #Matteorisponde. La sconfitta di Wilders è una buona notizia, sottolinea.

Buona, come quella giunta in serata dal Senato, dove la mozione di sfiducia a Luca Lotti su Consip è stata bocciata senza problemi. M5s ha preso l’iniziativa per “trovare spazio” sui giornali e in tv, attacca, ma ha preso “una sonora libecciata: respinti con perdite”, mentre il ministro si è difeso “con grande serietà e pacatezza”. Ora, afferma l’ex premier, partirà in prima persona al contrattacco: “Presenterò querele corpose a chi insulta“.

Nei prossimi giorni tornerà a girare l’Italia “trolley alla mano e senza codazzi” per la campagna congressuale, racconta Renzi. Ma a quattro mesi dalla sconfitta al referendum, riparte dal dialogo diretto con i cittadini, sostenitori e detrattori, sui social network, anche perché in tv nei talk show, osserva, “c’è costante polemica contro di noi”. Si presenta da non più premier ma “comune cittadino”: non ha alle spalle bandiere né davanti la scrivania di Chigi ma, spiega, è ospitato dalla sede di Unità.tv al Nazareno.

Nella battaglia congressuale avrà al suo fianco, da coordinatore della sua mozione, Lorenzo Guerini, che lascia perciò il ruolo di presidente della commissione congresso.

Niente polemiche con gli avversari, promette, e si dice pronto a fare “squadra” con Orlando chiunque vinca. E intanto chiede che il partito trovi una soluzione per permettere di votare anche a chi il 30 aprile sarà in viaggio, in modo da tenere alta l’affluenza, nonostante il ponte del primo maggio.