Archivio per la categoria ‘Primo piano’

Non si può protestare sui vitalizi

Venerdì, 31 Marzo 2017
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L’ufficio di Presidenza della Camera, ha giudicato una delle poche osservazioni giuste realizzate in questo paese anormale, come “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità!”.
La protesta di 36 deputati del M5S all’ufficio di presidenza della Camera in occasione della votazione sulle delibere sulle pensioni dei parlamentari è stata valutata dall’ufficio di Presidenza della Camera “un fatto senza precedenti e di assoluta gravità, costituendo un serio attentato al libero dispiegarsi del confronto e del funzionamento delle istituzioni”. Con questa motivazione l’Ufficio di Presidenza sospende diversi deputati M5S. I deputati sospesi dai lavori dall’ufficio di presidenza della Camera sono stati divisi in tre fasce: per alcuni la sospensione scatta a partire dal 6 aprile, per la seconda tranche a partire dal 17 maggio, mentre per la terza scatterà il 22 giugno. Il 4 aprile, giorno in cui il biotestamento approda in Aula alla Camera, nessuno dei deputati pentastellati risulterà sospeso.
Questa mattina il Movimento aveva fatto appello affinché tutti i suoi deputati potesero restare in Aula in occasione dell’approdo del ddl. Sono quindi 10 i giorni di sospensione per i deputati M5S che hanno protestato in Aula causandone lo stop in diretta tv e impedendo la prosecuzione del question time. Per 4 deputati i giorni di sospensione sono 12 in quanto hanno esposto cartelli sotto il banco della presidenza dell’Aula. E’ questa la sanzione comminata dall’Ufficio di Presidenza della Camera in seguito alla bagarre sui vitalizi del 22 marzo scorso, divisa in due episodi: il caos in Aula e la tentata irruzione in ufficio di presidenza (per cui la sanzione decisa è di 15 giorni). Nei due episodi in gran parte dei casi sono stati coinvolti e sanzionati i medesimi deputati. Per alcuni (Sorial, Vacca, L’Abbate, ad esempio) i giorni di interdizione in totale sono quindi 27.
Le sanzioni sono state votate da tutti i membri dell’Ufficio di Presidenza ad eccezione del pentaastellato Riccardo Fraccaro e con gli altri due membri M5S assenti. L’Ufficio sottolinea come il comportamento “aggressivo” dei deputati che hanno rotto il cordone tentando l’irruzione nella Biblioteca della Presidenza abbia reso ancor più grave l’episodio a causa del quale, si ricorda, 4 assistenti parlamentari (3 uomini e una donna) sono dovuti ricorrere a cure mediche. Tra i deputati sanzionati per la tentata irruzione figurano Alessandro Di Battista, Giuseppe Bresca, Massimo De Rosa (unico che riuscì ad entrare), Danilo Toninelli, Michele Dell’Orco, Marco Brugnerotto.
Un flashmob davanti alla Camera per mostrare i volti dei deputati che fanno parte dell’ Ufficio di Presidenza della Camera: quelli che oggi hanno sanzionato 42 deputati del Movimento, gli stessi, protesta il M5s, che hanno bocciato la proposta di delibera per “equiparare le pensioni dei deputati a quella dei normali cittadini”. “Si tengono la pensione” hanno protestato i deputati del Movimento. “Queste sono state settimane da horror in Parlamento, dalle pensioni ai vitalizi, dal salvataggio di Minzolini a quello di Lotti fino alla riforma della giustizia: pensano solo agli affari loro e le facce che vedete dietro di me sono i volti di quelli che in Ufficio di Presidenza hanno pensato solo a salvare un affare loro”. Così il vicepresidente M5s della Camera, Luigi Di Maio davanti Montecitorio. “Per noi queste sanzioni non sono una preoccupazione – ha concluso Di Maio – utilizzeremo questi 15 giorni di sospensioni per girare meglio l’Italia e raccontare le schifezze che si votano qui dentro”.

L’ora legale, metafora precisa sugli italiani che votano male

Domenica, 22 Gennaio 2017

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Un film bello e più educativo di una lezione universitaria

 

È ambientato in una piccola cittadina siciliana che di inventato ha solo il nome L’ora legale, la nuova commedia di Ficarra&Picone scritta insieme ad Edoardo De Angelis, Nicola Guaglianone e all’ormai storico collaboratore Fabrizio Testini.

Attori, sceneggiatori e anche registi, dopo l’esordio dietro la macchina da presa nel 2007 con Il 7 e l’8, i due comici raccontano una realtà locale che subito appare metafora concentrata dell’intero Paese ostaggio di se stesso perché diviso tra la costante invocazione al cambiamento e la sua immobilità.

Due facce della stessa medaglia rappresentate da Natoli, il nuovo corso, e da Patanè, il politico corrotto. In mezzo quel popolo che a gran voce denuncia la propria insoddisfazione attraverso il voto.

E così la fascia tricolore passa all’insegnante deciso a realizzare ogni punto del suo programma elettorale, dalla raccolta differenzia all’abbattimento delle strutture abusive, passando per la stretta contro i furbetti del cartellino e commercianti ambulanti senza distinzioni o favoritismi, neanche per i due cognati.

I tagli che penalizzano il 2017

Domenica, 22 Gennaio 2017

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Il bilancio 2017 della presidenza del Consiglio annota i nuovi stanziamenti previsti: 45 milioni di euro per il G7 di Taormina, 201 milioni per il personale (7 in più rispetto al 2016), 90 milioni in più per i contenziosi. E persino 100mila euro destinati a iniziative per «valorizzare e diffondere» il tema delle riforme costituzionali e istituzionali, come se il Referendum non avesse mandato a casa Renzi.

Intanto, nell’anno precedente, ci sono stati i tagli riservati al budget della Protezione civile, più povera nel 2017 di ben 71 milioni di euro.  Ovviamente, i tagli (che non salvano niente, escluso la salvaguardia degli stipendi di chi gestisce) vanno in tutte le direzioni.

Si va dal costo di gestione dei trasporti aerei (sforbiciata da cinquecentomila euro: 1,8 milioni nel 2016, 1,3 quest’anno) alla spesa per comunicazioni e telecomunicazioni d’emergenza, scesa da miseri 50mila ad appena 20mila euro. Centomila euro vengono risparmiati sull’acquisto, noleggio e gestione dei mezzi di trasporto.

Tra gli interventi sparisce del tutto la previsione di un fondo per la prevenzione del rischio sismico, che pure in Italia pare concreto. E invece dai 44 milioni di euro previsti nel 2016 si passa a zero nel bilancio di previsione 2017 (anche se la voce dovrebbe semplicemente finire trasferita nei bilanci del ministero dell’Ambiente, stando alla nota preliminare).

Colpi di rasoio anche sulle spese per investimenti: vanno da 5 milioni a zero euro le spese per realizzare «interventi infrastrutturali connessi alla riduzione del rischio sismico», e cala di altri 9 milioni il «fondo per le emergenze nazionali», che passa da 249

Trump è alla Casa Bianca

Venerdì, 20 Gennaio 2017
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Ultimo discorso da presidente eletto di Donald Trump, a poche ore dal giuramento e dal successivo insediamento alla Casa Bianca
“Il viaggio è cominciato, è cominciato 18 mesi fa. Quello che voglio è un cambiamento reale”, dice il magnate al termine del concerto inaugurale in suo onore a Washington davanti al Lincoln Memorial, il monumento al più amato padre della patria. “Voglio unire il Paese e fare l’America di nuovo grande. Grande per tutti”, aggiunge.
Poi: “Sono stato eletto perché la gente voleva un vero cambiamento. Non c’è mai stato un movimento come questo. E’ davvero qualcosa di speciale”. Ovazione per Donald e Melania al concerto inaugurale Mano nella mano, accolti da un’ovazione mentre, sulle note dei Rolling Stones, scendono la scalinata del Lincoln Memorial, con alle spalle l’imponente figura di Abramo Lincoln.
Per Donald e Melania Trump è il primo bagno di folla a Washington davanti alle migliaia di persone che, assiepate lungo la passeggiata del Mall di Washington, hanno assistito al concerto inaugurale. Quel concerto ‘snobbato’ da tantissime star che hanno rifiutato di esibirsi per il tycoon. In tribuna d’onore la famiglia Trump al completo L’accoglienza non poteva essere migliore per la First Family, con cori da stadio “Trump! Trump!” e “Usa! Usa!”, proprio come durante gli animati comizi della campagna elettorale.
E il neopresidente che saluta tutti col pollice alzato e il segno della vittoria. In tribuna d’onore la tribù Trump al completo: figli, generi, nuore e nipoti. Il presidente eletto prende posto con la moglie Melania in prima fila accanto alla figlia Ivanka e al genero Jared Kushner, non a caso le due figure della famiglia che avranno un ruolo centrale alla Casa Bianca.

 

 

M5s, il Movimento delle persone corrette

Martedì, 27 Dicembre 2016

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Dei nomi papabili per la conduzione del M5s, nessuno rimanda a quelli conosciuti. Ancora una volta si è di fronte a un Movimento Nuovo e che vuol tagliare col passato

Al di là delle cretinate legate al cosiddetto scandalo Raggi (come se il primo cittadino di Roma avesse partecipato attivamente alle ‘avventure’ del signor Marra!), i votanti M5s, interpellati, hanno reagito diversamente dai soliti simpatizzanti degli altri partiti che, notoriamente, sono tutti del parere che “…non si può far niente” e scelgono di votare alla cavolo di dog! Comunque, il caos provocato dall’arresto per corruzione di Raffaele Marra e le seguenti dimissioni del vicesindaco Daniele Frongia e del capo-segreteria Salvatore Romeo, non intaccano più di tanto la credibilità del Movimento 5 Stelle. Soprattutto in proporzione alla gravità dei fatti e alla copertura mediatica che ad essi è stata data. Rispetto al 12 dicembre, secondo il nuovo sondaggio Ipsos pubblicat dal Corriere della Sera, il Movimento 5 Stelle perde l’1,5% (30%) permettendo al PD di raggiungerlo e superarlo con il 30,3% (+0,5%) nelle intenzioni di voto. Rimane stabile la Lega Nord al 12% mentre cresce di quasi un punto (+0,8%) Forza Italia, rinvigorita dalla vittoria del “No” al referendum del 4 dicembre.

Di Maio querela i giornalisti

Martedì, 20 Dicembre 2016

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Di Maio, del M5S, ha già demandato il caso ai suoi legali


“Stamattina sono costretto a querelare alcuni giornalisti che hanno scritto articoli vergognosi su di me e a citare per danni i loro editori. Mi attribuiscono frasi e condotte sul ‘caso Marra’ che sono pura invenzione”. Lo scrive su Fb il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, esponente di prima linea del M5S. “A me dispiace doverlo fare – prosegue – Non so se rispondono a logiche vergognose dei loro editori. Ma altrettanto vergognose sono le frasi inventate e i retroscena inesistenti. Sia chiaro che non ho mai garantito per Marra dicendo che fosse ‘pulito’, è un’invenzione vera e propria. Il ricavato della querela sarà donato al fondo per le piccole e medie imprese italiane. Non voglio intascare un euro, ma tutelare la verità. Ho appena dato mandato al mio avvocato”, conclude.

Stato e bail-in. Quali i rischi per correntisti e azionisti?

Martedì, 20 Dicembre 2016

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Partita l’operazione per l’aumento di capitale da 5 miliardi. Le scelte possibili e le conseguenze

Ecco cosa potrebbe accadere ai diversi portatori di interesse nei confronti della banca senese nelle diverse ipotesi ancora aperte.
Correntisti o possessori di cassette di sicurezza
I titolari di conto corrente sono gli ultimi ad essere coinvolti e lo verrebbero solo in caso di bail-in per chi ha depositi sopra i 100.000 euro e solo per la parte superiore a quella soglia. Chi ha una cassetta di sicurezza, così come i titolari di conto titoli, non corre alcun rischio perché la banca svolge il ruolo di custode dei beni o degli investimenti.
Detentori di Fondi comuni o delle gestioni patrimoniali
In questi casi non c’è un rapporto di credito diretto con la banca. Il patrimonio dei fondi è separato da quello dell’istituto, mentre, nel secondo caso, la banca ha solo una delega per la gestione.
Azionisti
Sono quelli che rischiano di più. Se anche il salvataggio privato riuscisse è più facile che le nuove azioni siano emesse a un prezzo vicino al minimo di 1 euro che non a quello massimo di 24,9 euro, ‘azzerando’ di fatto il capitale esistente (l’attuale valore della banca potrebbe scendere fino a 29 milioni di euro). Il valore delle attuali azioni risiede nel diritto di vedersi attribuita la tranche junior della cartolarizzazione che dovrà cercare di recuperare 27,7 miliardi di sofferenze di Mps. Ma a loro andranno solo i soldi che verranno recuperati una volta rimborsate le tranche senior e mezzanine. Dunque un valore molto incerto, il cui fair value (valore equo) è stato quantificato in 427 milioni di euro da Mps. Sia in caso di burden sharing che di bail-in, gli azionisti sarebbero i primi a pagare perdendo tutto.
Obbligazionisti subordinati
Tra i titolari di bond sono quelli più a rischio di perdite. Nel caso in cui dovesse riuscire il salvataggio privato chi convertirà si troverà in mano titoli Mps, esponendosi alle incertezze sul rilancio della banca, mentre chi non convertirà conserverà le proprie obbligazioni e verrà rimborsato a scadenza. Se però le conversioni fossero troppo risicate Mps potrebbe non trovare i cinque miliardi necessari per evitare l’intervento dello Stato con il conseguente ‘burden sharing’. In tal caso i bond subordinati verrebbero comunque convertiti in azioni, in questo caso forzatamente, ma a un rapporto di cambio inferiore a quello offerto dalla banca (che darà azioni per un controvalore compreso tra l’85% e il 100% del valore nominale dei bond). Da qui il dilemma tra conversione e non conversione di cui sono prigionieri gli obbligazionisti, a partire da quelli retail. In caso di ‘burden sharing’, i 40 mila piccoli risparmiatori che hanno sottoscritto oltre 2 miliardi di bond subordinati Mps possono anche sperare in un ristoro da parte dello Stato, che dovrà però essere compatibile con le regole europee, ad esempio provando che c’è stato un caso di ‘misselling’, cioè di vendite inappropriata a soggetti che non erano in grado di cogliere i rischi dei titoli che andavano ad acquistare. Una procedura dagli esiti incerti e da cui sarebbero esclusi gli investitori istituzionali, che hanno in mano altri 3 miliardi di bond.
Obbligazionisti senior
Sono gli obbligazionisti più garantiti, che potrebbero essere chiamati a contribuire al salvataggio, comunque dopo azionisti e obbligazionisti subordinati, solo in caso di ‘bail-in’. Non corrono rischi se il salvataggio privato andrà in porto e neppure in caso di ‘burden sharing’.

A Varsavia si difende la Costituzione

Sabato, 17 Dicembre 2016

 

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In Polonia, i manifestanti radunati davanti al palazzo presidenziale chiedono al capo dello Stato di proteggere la costituzione da una serie di misure del governo – ritenute anti-democratiche – mentre la crisi politica nel Paese si fa sempre più profonda.

Una folla di duemila persone sta protestando al grido di “libertà, uguaglianza e democrazia”, agitando le bandiere polacca ed europea. Il partito, che in questi mesi ha aumentato la spesa sociale, rimane popolare tra molti polacchi, in particolare tra coloro che vivono fuori delle città.

Le proteste degli ultimi giorni sono divampate a seguito del piano del governo di limitare l’accesso ai giornalisti ai lavori del Parlamento, una mossa considerata anti-democratica dagli oppositori e fanno seguito alla manifestazione di ieri sera davanti al Parlamento.

Ecco il nuovo(?) Governo

Lunedì, 12 Dicembre 2016

Alle 20, il governo Gentiloni, giurerà di fronte al presidente della Repubblica. E’ il numero 64 della storia repubblicana. Il presidente del consiglio incaricato ha sciolto la riserva e ha comunicato la lista dei ministri che lo affiancheranno nell’esecutivo. Il popolo italiano ha votato. Non è stato capito. L’affetto per la vecchia guardia è forte. Come si fa a interrompere la catena che parte da Napolitano, Monti, Fornero e Renzi? E’ stata una stagione splendida per la politica italiana. Per loro, ovviamente.

Poliziotti uccisi da autobomba ad Istanbul

Domenica, 11 Dicembre 2016
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Il primo bilancio dell’esplosione diffuso dal ministero dell’Interno turco, citato dai media locali, parlava di 20 agenti feriti. Col passare delle ore si aggrava il bilancio dell’attentato sferrato vicino allo stadio di Istanbul: secondo i servizi di sicurezza, almeno 15 poliziotti sono rimasti uccisi nell’esplosione di un ordigno – probabilmente un’autobomba – avvenuta vicino al Vodafone Arena, lo stadio del Besiktas.
Il ministro dell’Interno, Suleyman Soylu, ha confermato due esplosioni: oltre all’autobomba fuori dallo stadio, un attacco kamikaze è stato sferrato anche vicino al Macka Park.
La Cnn turca chiarisce che l’autobomba è esplosa vicino allo stadio due ore dopo la partita del Besiktas con il Bursapor. La deflagrazione è avvenuta a poca distanza dal punto in cui è abitualmente schierata la polizia in assetto antisommossa. La rete riferisce che sono stati avvertiti anche colpi d’arma da fuoco.