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Provini per il film sulla vita di Fabrizio De André

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Molti vogliono fare le comparse o piccole parti nel prossimo film che verrà girato a Genova sulla vita di Fabrizio De Andrè

 

Villa Bombrin nel ponente genovese è stata presa d’assalto da centinaia di persone di ogni età che da ore attendono il proprio turno: dentro i provini per avere un ruolo nel cast del film che racconterà la vita di Fabrizio De André. All’annuncio della Bibi Film Tv e del regista Luca Facchini, c’è tempo fino a domani, hanno risposto almeno in 300. La produzione cerca comparse dai 20 ai 60 anni da inserire nei diversi ruoli: pescatori, caricatori di porto, ragazze e ragazzi dell’alta borghesia, contadini, musicisti, “belle di notte” e “abitanti dei caruggi”.

Da un precedente articolo di Laura Corsi per Rainews.it

“Qui voglio vivere, diventare vecchio”. Parlava così il cantautore genovese, Fabrizio De André, de L’Agnata, la tenuta in Sardegna che aveva acquistato nel 1976 e dove si era stabilito, due anni dopo, con la compagna Dori Ghezzi (diventata poi sua moglie), la loro figlia, Luisa Vittoria (detta Luvi), e Cristiano, il primogenito dell’artista, nato dal precedente matrimonio. Avviare quell’azienda agricola era stata per lui una scommessa, ma anche la realizzazione di un sogno: De André aveva infatti trascorso parte della sua infanzia – gli anni della guerra – alla Cascina dell’Orto di Revignano D’Asti per poi tornare a Genova al termine del conflitto. Ma la campagna era rimasta nel suo cuore tanto da ripromettersi di tornarci a vivere un giorno. E così fece. La vita agreste in Sardegna però non lo separò mai dalla sua chitarra, pronta ad allietare i momenti di festa e a trasformare la sua ispirazione in musica. Proprio dagli incontri e dalle esperienze fatte in quel luogo, infatti, sono nate alcune delle sue canzoni.

Il sequestro
Alla Sardegna è però legata anche una pagina buia della vita del cantautore. La sera del 27 agosto 1979, De André e Dori Ghezzi furono sequestrati dall’Anonima Sarda per poi essere liberati dopo quattro mesi, dietro pagamento di un riscatto. Quell’esperienza – raccontata nella canzone Hotel Supramonte – non cambiò tuttavia l’amore di De André per la Sardegna che tornò a vivere a L’Agnata.

L’omaggio a De André
E proprio a L’Agnata la musica di De André ha continuato a risuonare anche dopo la morte dell’artista (l’11 gennaio 1999) grazie all’omaggio di alcuni suoi colleghi che hanno dato vita – sul prato della tenuta – a concerti unplugged interpretando i brani più famosi del cantautore. Tra loro Ornella Vanoni, Morgan, Paolo Fresu, Danilo Rea, Lella Costa, fino a Cristiano De André e Dori Ghezzi. Ed è proprio con le loro esibizioni a L’Agnata, in un clima di festa ma anche di nostalgia, che si chiude la prima parte del film in arrivo al cinema.

L’ultimo concerto
Interamente dedicata alla musica è invece la seconda parte del film con “L’ultimo concerto di Fabrizio De André”. Si tratta di una selezione di brani estratti dal concerto tenuto dal cantautore al Teatro Brancaccio di Roma il 13 e il 14 febbraio 1998, 11 mesi prima della sua scomparsa e 23 anni dopo il “sofferto” debutto sul palco, nel 1975. “Sofferto” perché De André aveva declinato più volte l’invito per la paura di esibirsi in pubblico. Quell’esordio fu seguito dalla prima tournée dell’artista. Nella sua carriera ce ne furono altre 11, compresa l’ultima, quella dell’estate del 1998, interrotta anticipatamente, dopo la scoperta del tumore che lo avrebbe portato alla morte.

I successi sul grande schermo
L’esibizione al Teatro Brancaccio, che ora viene riproposta nelle sale cinematografiche in versione restaurata e rimasterizzata, vede sul palco anche i figli di De André: Cristiano e Luvi. L’artista interpreta successi quali Crêuza de mä, Dolcenera, Anime salve, Il testamento di Tito, Via del Campo, Il Pescatore. Successi che rivivono sul grande schermo per emozionare chi lo ha amato e lo ama ancora oggi, e chi vuole conoscere meglio quello che la scrittrice Fernanda Pivano ha definito “il più grande poeta che l’Italia ha avuto negli ultimi 50 anni”.

Smetto quando voglio (ammesso che ti facciano iniziare)

 

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Un film che centra pienamente la sequenza studi, laurea, capacità e società (in)capace di trovare o, molto più ordinariamente come dovrebbe essere, offrire lavoro a chi è abilitato in qualcosa. Magari, anche senza fare mille concorsi. Perchè, se un tizio è stato giudicato adatto a un indirizzo professionale, non dovrebbe ulteriormente sbattersi per convincere alcuno. A meno che, sia lui sia chi lo ha laureato, appartengano alla famosa razza dei cialtroni.

Pietro Zinni (Edoardo Leo) è un ricercatore di 36 anni a cui però l’Università decide di rinunciare licenziandolo a causa dei tagli.

 Pietro, però, sa ‘solo’ studiare e riadattarsi alla vita quotidiana sembra difficile per un nerd come lui.

Ecco che allora ha una intuizione lampo, cioè formare una banda di studiosi-criminali formata dallo stesso Zinni in persona insieme a Arturo Frantini (Paolo Calabresi), Mattia Argeri (Valerio Aprea), Bartolomeo Benelli (Libero De Rienzi), Alberto Petrelli (Stefano Fresi), Giorgio Sironi (Lorenzo Lavia), Andrea De Sanctis (Pietro Sermonti) e altri.

Il motivo? Fare soldi con le droghe della ‘zona grigia’, quelle che per lo Stato non sono sostanze stupefacenti…

Così convoca i migliori tra i suoi ex colleghi, che vivono tutti ai margini della società nonostante le grandi competenze: c’è chi, infatti, fa il benzinaio, chi il giocatore di poker, chi il lavapiatti, ma in realtà sono tutti esperti chi di economia, chi di antropologia, insomma tutte persone ‘perfette’ per fare i malavitosi.

Il problema sarà gestire il ‘mercato’ e i soldi e il successo che ne deriverà…

L’ora legale, metafora precisa sugli italiani che votano male

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Un film bello e più educativo di una lezione universitaria

 

È ambientato in una piccola cittadina siciliana che di inventato ha solo il nome L’ora legale, la nuova commedia di Ficarra&Picone scritta insieme ad Edoardo De Angelis, Nicola Guaglianone e all’ormai storico collaboratore Fabrizio Testini.

Attori, sceneggiatori e anche registi, dopo l’esordio dietro la macchina da presa nel 2007 con Il 7 e l’8, i due comici raccontano una realtà locale che subito appare metafora concentrata dell’intero Paese ostaggio di se stesso perché diviso tra la costante invocazione al cambiamento e la sua immobilità.

Due facce della stessa medaglia rappresentate da Natoli, il nuovo corso, e da Patanè, il politico corrotto. In mezzo quel popolo che a gran voce denuncia la propria insoddisfazione attraverso il voto.

E così la fascia tricolore passa all’insegnante deciso a realizzare ogni punto del suo programma elettorale, dalla raccolta differenzia all’abbattimento delle strutture abusive, passando per la stretta contro i furbetti del cartellino e commercianti ambulanti senza distinzioni o favoritismi, neanche per i due cognati.

La battaglia dei Troll

 

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In seguito alla sconfitta della Regina delle Nevi, il regno dei troll è tornato a prosperare. Orm, però, cui non viene riconosciuto il ruolo avuto nella battaglia, è costretto a prestare servizio in miniera. Insoddisfatto della sua vita, un giorno si reca al Palazzo Reale per magnificare le sue azioni di guerra, ricorrendo a molte bugie che non tarderanno a venire a galla. Il piccolo troll finirà così per capire sulla propria pelle come l’inganno non conduca alla felicità, né all’amicizia o al vero amore.

Sully e altri film

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SULLY – 1 DICEMBRE

Presentato in anteprima nazionale al Torino Film Festival, Sully è il nuovo film del veterano del grande schermo Clint Eastwood. A soli due anni di distanza dal suo divisivo American Sniper, spiazzante analisi delle missioni di guerra americane, il regista di Gran Torino torna per raccontare ancora una volta la storia di un “eroe”. In questo caso, però, non si tratta di un soldato, bensì di un pilota di aerei, Chesley Sullenberger, che nel 2009 riuscì in un miracoloso atterraggio sul fiume Hudson in seguito alla pericolosa avaria del motore. La pellicola ha già riscosso numerosi consensi, pur rappresentando un lavoro sicuramente più asciutto e lineare per un regista che ci ha abituato a grandi capolavori nel corso della sua carriera. Tom Hanks è già in odore di candidatura alla statuetta.

BABBO BASTARDO 2 – 7 DICEMBRE

I fan delle commedie scollacciate e politicamente scorrette sono da tempo in attesa per il seguito di Babbo Bastardo, divenuto un piccolo cult grazie al personaggio cinico e spietato interpretato da Billy Bob Thornton, improbabile “Babbo Natale” ubriacone, violento e con la malcelata passione per le belle donne. Nonostante sia sempre difficile ripetere il successo del primo film, specialmente quando si parla di commedie, il regista Mark Waters sembra aver fatto tesoro di tutti gli elementi distintivi della pellicola originale.

È SOLO LA FINE DEL MONDO – 7 DICEMBRE

Nonostante la giovanissima età di 27 anni, Xavier Dolan, attore, regista, sceneggiatore e doppiatore canadese, è oggi uno dei nomi più importanti e conosciuti del panorama cinematografico mondiale. È solo la fine del mondo mette in scena la straziante vicenda di Louis, malato terminale che, dopo dodici anni di assenza, decide di tornare nel suo paese natale per comunicare alla famiglia la sua imminente morte. Vincitore del Grand Prix della Giuria al Festival di Cannes e probabile protagonista della corsa al premio Oscar per il miglior film straniero.

FUGA DA REUMA PARK – 15 DICEMBRE

Nel 2016 hanno festeggiato i 25 anni di veneranda carriera, ma il trio comico più famoso di Italia non sembra intenzionato a fermarsi. A distanza di due anni dal loro ultimo lungometraggio Aldo, Giovanni e Giacomo sono pronti per tornare sul grande schermo con il nuovo Fuga da Reuma Park, in cui i nostri saranno alle prese con una improbabile evasione da una casa di riposo allestita in un luna park dismesso.

MISS PEREGRINE: LA CASA DEI RAGAZZI SPECIALI – 15 DICEMBRE

Il geniale e istrionico Tim Burton torna dopo la parentesi di Big Eyes. Miss Peregrine, adattamento cinematografico di un omonimo romanzo scritto da Ransom Riggs, narra la storia del giovane Jacob Portman che, in seguito alla dolorosa scomparsa del nonno, decide di intraprendere un viaggio alla ricerca di un gruppo di bambini orfani dal talento speciale. I fan più accaniti di Burton non rimarranno sicuramente delusi, grazie alla come sempre variopinta galleria di personaggi grotteschi e memorabili, tra cui lo spaventoso villain interpretato dal grande Samuel L. Jackson, ghiotto di bulbi oculari.

ROGUE ONE: A STAR WARS STORY – 15 DICEMBRE

Dopo il folgorante Episodio VII diretto da J.J. Abrams, e dopo aver infranto qualsiasi record al botteghino, la saga di Star Wars è pronta per una nuova avventura: quella di Rogue One, diretto dal talento Gareth Edwards, che solo qualche anno fa aveva sorpreso tutti con il suo Godzilla. Un gruppo di spie ribelli, capitanato dalla coraggiosa Jyn Erso (Felicity Jones), si unisce per rubare i piani della Morte Nera. La segretezza è come sempre massima quando si parla della saga creata da Lucas, ma i primi trailer sembrano aver convinto proprio tutti, grazie ad una impronta apparentemente più cupa e matura. Nel ricco cast anche Mads Mikkelsen e Forest Whitaker.

FLORENCE – 22 DICEMBRE

Frears, a solo un anno di distanza dalla sua ultima opera, torna sul grande schermo con il simpatico quanto elegante Florence Foster Jenkins, interpretato da un cast di eccezione che comprende nomi del calibro di Meryl Streep, Hugh Grant e Simon Helberg (il Wolowitz di The Big Bang Theory). La trama di questo nuovo Florence è quanto mai semplice: una ricca ereditiera newyorkese desidera di diventare una famosa e apprezzata cantante lirica, nonostante le scarse doti canore. Il suo sogno diventerà presto realtà grazie al sostegno del pianista Cosmé McMoon e dell’affascinante attore teatrale St. Clair Bayfield.

OCEANIA – 22 DICEMBRE

Una temeraria adolescente di nome Viviana, accompagnata dal semidio in disgrazia Maui, intraprenderà una missione per salvare il suo popolo e la gente con cui è cresciuta. Dopo Zootropolis, il 2016 targato Disney non è ancora terminato, e Oceania sembra avere tutte le carte in regola per diventare un nuovo enorme successo. Già ampiamente elogiato dalla stampa americana, il film è subito diventato uno dei candidati più probabili per la statuetta per il miglior film di animazione.

PATERSON – 22 DICEMBRE

Presentato a Cannes tra gli applausi di stampa e pubblico, Paterson segna il ritorno sul grande schermo del genio Jim Jarmusch, reduce dal grande successo di Solo gli amanti sopravvivono, che in pochissimo tempo è riuscito a guadagnarsi lo stato di cult. Protagonista del film sarà Adam Driver (il Kylo Ren di Star Wars), nei panni di un autista di pullman con la grande passione per la poesia. Uno struggente racconto della quotidianità americana in provincia, tra sogni nel cassetto e delusioni sempre in agguato.

IL GGG: IL GRANDE GIGANTE GENTILE – 30 DICEMBRE

A chiudere questo 2016 di grandi emozioni cinematografiche ci penserà il Grande Gigante Gentile di Roald Dahl, portato dalla carta allo schermo dalla sapiente mano di Steven Spielberg. Dietro il tenero gigante si nasconde Mark Rylance, che torna a lavorare con il regista di E.T. dopo il recente Il ponte delle spie. Il film racconta la commovente amicizia tra la piccola Sophie e il gigante gentile, unico della sua specie a non nutrirsi di uomini. I due cercheranno in tutti i modi di fermare gli altri enormi esseri dal compiere una nuova strage di innocenti.

 

 

Animali fantastici di novembre

Animali fantastici e dove trovarli

La sceneggiatura del film è stata scritta da J. K. Rowling, l’autrice dei best seller dedicati ad Harry Potter.

Il giovane magizoologo Newt Scamander arriva a New York dall’Inghilterra con una valigia piena delle creature fantastiche che ha raccolto e salvato in molti anni di viaggi e ricerche. Senza volere, scambia però il prezioso carico con quello di Jacob Kowalski, pasticcere e No-Mag (è il nome americano dei Babbani), il quale libera inavvertitamente le creature, violando lo Statuto di Segretezza e mettendo Newt nei guai. È il 1926 e il Paese è in grande subbuglio: l’oscuro Gellert Grindewalt è introvabile, qualcosa di misterioso semina caos e distruzione per le strade della città e i fondamentalisti della caccia alle streghe sono sempre più infervorati. Il mondo magico e quello dei No-Mag sono pericolosamente vicini ad entrare in guerra.

Film di novembre, ‘La ragazza del treno’

 

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Genere
Thriller, Giallo
Durata
112 minuti
Regista
Uscita ITA
3 novembre 2016

La ragazza del treno. Rachel, fresca di divorzio, passa il tempo quotidiano speso sul treno fantasticando sulla vita di una coppia perfetta che vive in una casa davanti a cui passa ogni giorno. Una mattina, però, la donna vede qualcosa di scioccante che la trascinerà in un incredibile mistero.

Il nuovo film di Daniele Vicari

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Eli è una donna che vive senza un attimo di tregua. Ha 35 anni, un marito disoccupato, quattro bambini e una casa sulla Pontina a due ore di mezzi pubblici dal bar in cui lavora. Per lei ogni giornata è una battaglia, dalla sveglia alle 4 del mattino fino al ritorno a casa, a notte inoltrata. Un’intera esistenza votata al sacrificio, fino all’inevitabile crollo definitivo. Dopo l’ambizioso progetto politico di Diaz, Vicari torna nelle periferie romane per raccontare il piccolo mondo infame del nuovo proletariato urbano che popola, disgraziato, le nostre città.  Il regista si immerge nel quotidiano di questa novella working class heroine con l’obiettivo di fotografare, senza filtri, la realtà che ci circonda. Guardando più a La nostra vita di Luchetti  (con il passaggio di Isabella Ragonese da figura di contorno a martire protagonista) che a L’intrepido di Amelio (anche se la colonna sonora jazz, in diversi punti, richiama il realismo magico del film con Albanese), il regista infonde la sua sincera passione civile nella storia, scontrandosi, però, con la contraddizione del progetto.  infatti, è un film che sin dalle sue prime scene trasmette nel pubblico un profondo senso di indefinito e incompleto, lo stesso che vivono i suoi protagonisti.

Mario che non trova lavoro, Vale che non riesce a riconciliarsi con la propria madre borghese e soprattutto Eli che non può affrontare i ritmi e gli sforzi di una vita oltre l’umana sopportazione, sono tutti esempi di un’impossibilità alla serenità che schiaccia le esistenze di tutti loro. Ironicamente, anche Vicari nel seguire l’ammirevole obiettivo di raccontare una piccola storia d’orrore quotidiano (lasciando fuori , finalmente, cocaina e pistole nel suo ritratto della periferia) si scontra con un’altra impossibilità: quella di rappresentare credibilmente la nostra realtà sociale. Il film, sia chiaro, funziona a più livelli, soprattutto grazie all’ottima prova di pura passione fornita da Isabella Ragonese. L’attrice siciliana si prende sulle spalle la storia con grande dedizione, confermandosi, insieme a Germano, il volto “proletario” più efficace tra quelli scelti dal cinema italiano mainstream. Il limite di Sole,Cuore, Amore, e di tutto il genere “periferico” è però, proprio, nel diventare empaticamente vero agli occhi dello spettatore. La realtà che si cerca di incanalare nei freddi e statici argini di una Narrazione cinematografica tradizionale, è talmente dolorosa e terribilmente attuale, da impedire lo scatto tra finzione e verosimile. Il tentativo narrativo di Vicari, dunque, è ammirevole ma la proprio la scelta del mezzo del racconto, per quanto buono, lo costringe a vedere allontanare il proprio obiettivo.

 

 

Oddio, e chi glielo dice ai fan dei parolai?

 

 

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George Harrison, musicista con i Beatles

 

Insomma, il fatto è questo: ma i rapper e tutti coloro che li seguono, hanno davvero qualcosa di autentico da dire? Negli anni sessanta i ragazzi investivano i loro pochi soldi per comprarsi una chitarra e cercare di mandare al diavolo la working class. C’era da studiare. Bisognava, anche se da soli, tirare giù la musica e le parole usate dai grandi dell’epoca, Beatles o Stones, etc. Bisognava farsi il sedere per scrivere una propria canzone. Oggi? Solo parole. Certo, a volte valide. Tuttavia sembra il regno della monotonia. Perchè questo discorso? Solo per proporvi il pensiero di George Harrison:

“La musica rap è solo una schifezza computerizzata. Sto a sentire Top of the Pops e dopo tre brani mi viene voglia di ammazzare qualcuno”.

Il negoziatore e i suoi amici(?)

 

Chi, prima di vedere il film, era a conoscenza di questa professione? Probabilmente pochissimi.
Sì, insomma, non è che capiti mai che qualcuno si presenti come Pinco Pallino, di mestiere… negoziatore.
Comunque,ieri, 27 marzo, alle 20.59, è tornato in TV uno dei polizieschi più belli degli anni Novanta, Il negoziatore, film che ricordiamo per le notevoli performance dei due protagonisti, Samuel L. Jackson e Kevin Spacey.

Il film: Un negoziatore di ostaggi (Jackson), uno dei più bravi della polizia di Chicago, viene accusato di omicidio. Lui dice di essere stato incastrato. Abbandonato da tutti i suoi ex amici e davanti alla possibilità di vivere il resto della sua vita in galera, decide di sequestrare a sua volta una serie di ostaggi all’interno di un palazzo. Alcuni di questi potrebbero essere i colleghi che lo hanno incastrato. Tutto quello che vuole è dimostrare la propria innocenza. Ma di chi può fidarsi nel momento in cui tutti lo vogliono morto? A quel punto è lui a chiedere la presenza di un altro negoziatore sulla scena (Spacey). Un altro professionista con cui comunicare durante la crisi e iniziare una battaglia psicologica che porterà alla verità.

Dietro le quinte: Il film era stato inizialmente proposto a Sylvester Stallone che avrebbe interpretato il ruolo di Spacey. Quest’ultimo invece avrebbe interpretato il ruolo di Samuel L. Jackson.

Perché vederlo: Il negoziatore è un ottimo esempio di grande film d’intrattenimento che ha l’aria di un b-movie. Una storia che strizza l’occhio al cinema statunitense degli anni Settanta e che ci offre thriller, azione e dialoghi solidi recitati in maniera perfetta dai due attori a gara di bravura. Sono loro la ragione per cui questo film è ancora ricordato.

La scena da antologia: L’entrata in scena di Kevin Spacey dopo mezz’ora di film. Lo incontriamo nel momento in cui sta negoziando una crisi familiare nata da una lite tra la moglie e la figlia: “Una volta ho convinto un tizio a non far esplodere un grattacielo, ora non riesco a convincere mia moglie a uscire dalla camera da letto!”.