Articolo taggato ‘Ligabue’

Uscito ‘In nome del rock italiano’

Giovedì, 10 Agosto 2017

 

Un'estate di rock scritto

 

E’, questa, un’estate che si ricorderà per le temperature eccezionali. Ma, anche per magari altro. Un concerto, una mostra, la nuova ragazza conosciuta sotto l’ombrellone. O un libro letto. Tuttavia, l’unica via di fuga pare il mare. Giusto. Conviene mettersi tranquilli ad aspettare che i meteorologi diano notizie confortanti. Nell’attesa leggiamo qualcosa. Magari un libro a base di rock. Rock narrato e citato. Comunque, per gli appassionati dello stile che ha mutato per sempre la musica, per l’appunto il rock – in questo caso quello che origina in terra italica – è stato pubblicato un agile libro.
Il testo, con un format minimalista e sbarazzino, è costituito da una prima parte narrativa, e una seconda sezione di tipo antologico. Dentro le sue pagine ci sono i nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc.
Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non capiterà magari mai di incrociarsi al bar o al cinema. Sono le voci che distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre.
Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole. Anche e soprattutto in un momento storico dove tutto, attraverso il web, sembra a portata di mano, una canzone cantata da un rocker italiano aiuta a sperare in un domani più luminoso dell’Enel.

eBook (PDF), 124 Pagine, pubblicato il 10 agosto 2017

Cantautori narratori

Venerdì, 25 Novembre 2016

 

Il premio letterario 'NotaD'Autore 2016'.

Si è concluso l’evento “NotaD’Autore 2016”. Il concorso riservato esclusivamente alla scrittura proveniente dal mondo della musica, vede come ideale partecipante la figura del #cantautore. Ma non solo. La partecipazione è aperta anche a musicisti, interpreti, cantanti, compositori e strumentisti. Insomma, a tutti coloro che si muovono nell’ambiente musicale.

I libri vincitori sono stati quattro: “Scusate il disordine” primo classificato; “Non odiare me” secondo classificato ex aequo con “Racconti di periferia”; “La versione di C.” terzo classificato. “Scusate il disordine” vede come autore il celebre Luciano Ligabue. Il cantautore emiliano, di chiara estrazione rock, offre anche alla nuda carta la sua voce inconfondibile e originale. Anche Mimmo Parisi, rocker bolognese, ha un background tipicamente rock e, anche nel suo caso, l’interesse della sua scrittura verte verso temi umanistici. Il libro ha un titolo, “Racconti di periferia”, che chiarisce da subito il campo d’indagine. Mattia Briga ha presentato un romanzo che, di pagina in pagina, chiarisce la sua vocazione dissacrante. Il titolo è “Non odiare me”. “La versione di C.” è invece il libro legato alla penna di Cristiano De André. La scrittura del figlio di Fabrizio De André propone un’autobiografia sofferta.

 

Nell’attesa di ‘Made in Italy’

Martedì, 15 Novembre 2016

A novembre abbiamo deciso di nominare “artista del mese” Luciano Ligabue. Certo, il motivo principale è che il 18 esce il suo nuovo album, Made in Italy. Ma vuole essere anche un’occasione per (ri)parlare di dischi, concerti e aneddoti che hanno caratterizzato la sua carriera.

Uno degli album di cui ci piace riparlare è Sopravvissuti e sopravviventi, il terzo lavoro del cantante di Correggio, ampiamente sottovalutato all’epoca e altrettanto ampiamente rivalutato dai fan (e dallo stesso Luciano) col passare del tempo. Fu pubblicato quasi 24 anni fa, il 22 gennaio 1993. È l’ultimo album che incise interamente con i ClanDestino, e uscì in un periodo “nero” per il Liga: in quei mesi si consumò la sua rottura con il suo primo manager Angelo Carrara. Fu una rottura traumatica, i due arrivarono a non parlarsi più, per un lungo periodo addirittura si odiarono. sopravv-cover

Eppure l’album nacque in un bel clima. Fu registrato nell’arco di due mesi agli Umbi Studios. Racconta Gigi Cavalli Cocchi: «Eravamo come una scolaresca in vacanza». E aggiunge Max Cottafavi: «Volevamo fare un disco cattivo, duro. Quell’anno era esploso il grunge ed eravamo tutti intrippati con Nirvana e Soungarden». Fatto sta che ne scaturì un album quasi hard rock. La prima versione fu bocciata dalla casa discografica, così lo rimixarono. Ma anche la versione definitiva fu accolta con molte perplessità. «Sentivo la necessità di dimostrare», mi disse Luciano qualche anno dopo, «di essere cresciuto come autore e come produttore, ma evidentemente a un certo punto la faccenda mi è sfuggita di mano senza che me ne rendessi conto». Quando uscì, il disco non fu accolto bene dai fan. Lui difese il suo lavoro a spada tratta definendolo «La cosa migliore che ho fatto», ma riuscì a convincere solo una parte del suo pubblico.

Ligabue al parco di Monza

Lunedì, 26 Settembre 2016

Risultati immagini per ligabue al parco di monza

 

Era il 1986. Ligabue  aveva 26 anni e fondava la band Orazero. Al parco di Monza si narra la continuazione di quel ragazzo con la chitarra e tante cose da dire. Chissà quanti dei fan di Ligabue avranno capito l’inizio del concerto di questo settembre 2016: il cielo azzurro, un enorme traliccio, molto barocco, che scorre sullo schermo su note tratte dal Gugliemo Tell di Rossini. Era la sigla con cui iniziavano i programmi televisivi della Rai.

Ma anche chi non ha colto il riferimento capisce il senso: inizia la festa. Invitati, paganti, ma neppure troppo, 57,5 euro che coi tempi che corrono nei concerti è una cosa onestissima, 80 mila spettatori. E 50mila nella replica di domenica sera. E se si è fan del Liga, questa è davvero una festa: 32 canzoni che pescano a piene mani nel repertorio del rocker, comprese tante cose del passato, anzi a dirla tutta metà della scaletta è fatta di canzoni dello scorso millennio, unanimemente ritenuto il suo periodo migliore (basterebbe un disco come Buon compleanno Elvis a dire tutto).
Senza dimenticare le novità, dato che ci sono anche quattro canzoni dell’album Made in Italy, che uscirà il 18 novembre. G come giungla già è un tormento(ne) radiofonico, qui ecco svelate anche La vita facile (con pericolosi echeggi dei Queen), Ho fatto in tempo ad avere un futuro e Dottoressa, testi non esaltanti, ma brani che dal vivo rivelano il solito grande senso del ritmo.

La narrazione e i cantautori emiliani

Venerdì, 1 Luglio 2016
I cantautori emiliani passano alla narrazione

Quando non sono impegnati con la chitarra, quando non sono alla ricerca di una rima impossibile, quando si guardano intorno e pensano che una canzone possa aspettare, tanto non salverà nessuno, loro sono lì. Comunque. Loro sono lì a trovare un’altra via per raccontare la loro narrazione. ‘Loro’, in questo preciso frangente, sono i cantautori Luciano Ligabue e Mimmo Parisi. Di Luciano Riccardo Ligabue – questo il nome per esteso – si possono citare molti eventi della sua avventura artistica. Tuttavia, ci si limiterà a ricordare che detiene, ad esempio, il record europeo di spettatori paganti per un concerto di un singolo artista. Be’, insomma, non è poco. In quest’occasione, si parla di questo straordinario rocker nelle vesti di narratore. Infatti, il 10 maggio 2016, è stato pubblicato il suo nuovo libro: ‘Scusate il disordine’. Nel volume, viene da dire, Ligabue libera la sua sorprendente «voce inconfondibile e originale di scrittore che sa raccontare l’inafferrabilità delle nostre vite».
Del suo collega Mimmo Parisi, invece, vale la pena ricordare che ha iniziato la sua storia di cantautore nel 2013, pubblicando, guarda caso, un EP che aveva proprio nella titolazione, un omaggio al grande Liga. D’altra parte hanno come denominatore comune il rock e, ambedue, sono appassionati di letteratura. Mimmo Parisi, diversamente da Luciano che ha già un lungo elenco di pubblicazioni, esordisce nella narrativa con ‘Racconti di periferia’, pubblicato il 31 maggio 2016. In questa sua opera prima, le figure presenti non appartengono al regno degli eroi: la ‘periferia’ del titolo rimanda più che a un luogo urbano, a un ‘posto’ sociale e psicologico.

Ligabue: “Scusate il disordine”

Domenica, 20 Marzo 2016

Il titolo dell’opera è tipicamente alla Ligabue, ovvero preso dalla quotidianità. “Scusate il disordine” è una frase strausata in qualsiasi contesto e, in questo caso, fa pensare a un Ligabue preso da mille impegni e pensieri e, quindi e con il tempo corto.  Il 10 maggio sarà pronto il nuovo testo partorito dalla penna instancabile di Luciano Ligabue. L’artista, che ha compiuto recentemente 56 anni, ha pensato chel’occasione fosse giusta per annunciare, sul popolare network Facebook Mentions e in diretta, i suoi prossimi programmi artistici. Il piatto forte e più imminente è legato, ovviamente, alla pagina scritta. Il nuovo libro è costituito sostanzialmente da racconti. I protagonisti della raccolta hanno come fil rouge la musica: “Sappiate che il contenuto di base è la musica, da protagonista o sullo sfondo per qualsiasi racconto”, ha affermato l’autore. Il cantautore emiliano conta un certo numero di pubblicazioni. Ecco i titoli che precedono “Scusate il disordine”: “Fuori e dentro il borgo”, “La neve se ne frega”, “Lettere d’amore nel frigo” e “Il rumore dei baci a vuoto”, quest’ultimo, anch’esso, una raccolta di racconti.

Se il lato/libro è ben strutturato, non si può dire altrettanto della parte più prettamente musicale. Quest’ultima presenta bordi meno precisi. D’altra parte, lo stesso cantautore ha dichiarato, prima, “Tendo a scrivere tanto, produrre tanto, realizzare tanto”; poi ha corretto il tiro: “…Non vi lasciamo a secco né per i live, né per gli album. C’è molta ciccia e devo capire se riesco a realizzarla entro la fine dell’anno”. Insomma, è probabile che per quest’anno ci sia anche un nuovo album di inediti, anche se la cosa non è sicura al cento per cento. Fra gli eventi già realizzati, è da segnalare la collaborazione con un altro autore che ama il rock. Infatti, Ligabue, ha prestato la sua voce in un brano – più precisamente ne ha interpretato una parte – di Gianluca Grignani. La canzone in questione si chiama “La fabbrica di plastica”. Si tratta di una riedizione dello storico brano, pubblicato il 1996. Per chiudere, altra comunicazione in bilico tra il forse e il sicuro, si segnala anche la possibilità di dare ai fan di Ligabue un concerto per il 2016. La notizia di un eventuale concerto del Liga a Reggio Emilia, si deve ai iche circolano insistentemente sulla rete. Ufficialmente non è stato confermato niente in proposito. Di sicuro si sa che lo staff del cantante, nel quale c’è Ferdinando Salzano, responsabile dell’agenzia F&P group, ovvero, l’organizzazione che da anni presiede ai concerti di Luciano, ha presentato particolare interesse alla zona dell’area delle ex Reggiane. Pur con una capacità scarsa di spettatori, circa 3000, potrebbe comunque ospitare un live dell’artista emiliano.

Poggipollini annuncia “Nero”

Sabato, 9 Maggio 2015

Non solo il “chitarrista di Ligabue”. Federico “Il capitano” Poggipollini, dopo gli impegni sul palco del Mondovisione Tour prepara il suo ritorno da solista. Il nuovo album, il quarto per il cantautore rock, si intitola “Nero” e uscirà il prossimo 26 maggio.

Il disco verrà presentato solo il 16 maggio a Romart, la biennale della cultura di Roma. Possiamo già anticipare che “Nero” sarà un progetto rock ispirato al blues e al garage anni Sessanta e realizzato esclusivamente con strumenti musicali italiani d’epoca. Il risultato è un sound vintage e moderno che fa da sfondo a testi intimi, scritti da Poggibollini insieme alla compagna e ad amici di lunga data.

Dalla rete

Loro non ci vanno a Sanremo

Venerdì, 13 Febbraio 2015

Sanremo 2015Il cantautore Francesco Baccini è stato particolarmente pungente in riguardo a Sanremo. Ha rilevato che il criterio usato per forgiare i cantanti usa e getta che passano sotto le forche caudine dei talent, è del tutto fallibile. Infatti, con un post pubblicato sulla sua pagina Facebook ufficiale, ha criticato duramente i cantanti che hanno raggiunto il successo grazie ad un talent show (ricordiamo che dei 20 artisti big ammessi Sanremo, ben 6 provengono da un talent): “Siamo l’unico paese al mondo dove prima fai successo (che dura mesi a volte un anno) poi dopo fai ‘la gavetta’. Ma dopo il breve successo diventi automaticamente un vecchio o ex giovane”, ha scritto Baccini, “a parte quei 15 circa che passano sui network tutti gli altri sono considerati ex cantanti (cioè il 90 per cento). Ecco questa è la percezione del pubblico quando si parla di musica…. Fare musica non è esattamente tutto ciò. Questo accade perché oggi la musica è un accessorio… Serve a ballare, serve a far gare o come simpatica suoneria. In realtà non interessa più a nessuno”. Poi, il commento lapidario: “Io mi riferisco ai talent… La Chernobyl della musica”.

Su un social media, Mariella Nava ha svelato di aver tentato di prendere parte al Festival di Sanremo anche quest’anno, per la tredicesima volta, ma senza successo: “Per l’onestà che cerchiamo di diffondere e riprenderci in questo Paese voglio notificare che per il tredicesimo anno la mia canzone per Sanremo era stata presentata. Per tredici anni non ho meritato un posto. Neanche questa volta”.

Leggermente polemica è stata Donatella Rettore, che sulla sua pagina Facebook ufficiale ha scritto: “Nessun dolore dopo aver letto la lista! Era scontato, ma non pensavo proprio così! I tempi sono questi, mediocri. Cerchiamo i colori dentro di no!”.

Tra i cantautori ‘dissidenti’ trova posto anche Mimmo Parisi, autore di alcuni album digitali rintracciabili e scaricati dagli amanti del rock made in Italy, sulla rete. Parisi, aveva proposto il brano Dammi un biglietto per Marte che, a causa, così pare, di una mancata major alle spalle, non ha potuto trovare posto nel carrozzone sanremese.

 Non è da considerarsi escluso dalla commissione musicale, Enrico Ruggeri; il cantautore (che, come riportato nelle scorse settimane dal settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, aveva presentato a Carlo Conti e ai suoi collaboratori una canzone dedicata ai compianti Enzo Jannacci, Giorgio Gaber e Giorgio Faletti) è stato costretto a ritirare la sua candidatura a causa di alcune problematiche relative alle lavorazioni del nuovo album: “Il lavoro sul nuovo album si sta rivelando più complesso del previsto. Non è conciliabile con tutto ciò che la preparazione di un Festival comporta”, ha scritto, in un post pubblicato su Facebook, Ruggeri, “sono molto dispiaciuto. Sono certo che Carlo farà un figurone. Magari andrò a trovarlo per fargli gli auguri di persona.. Intanto gli chiedo perdono…!”. Il post è stato accompagnato da una spiritosa immagine, che vi proponiamo qui sotto:

Più pacato, nell’annunciare la sua esclusione, è stato Marco Ligabue, che avrebbe dovuto calcare il palco dell’Ariston in trio con altri due artisti: “Dovete sapere che quest’anno mi sono candidato a Sanremo, in trio con altri due artisti amici. Non siamo stati presi. Ammetto che mi dispiace ma, come diceva quel tale, contano sempre quelle tre parole: si va avanti”.

Giorgia Conti, giornalista musicale

“Et c’est passé”, l’album del cantautore Mimmo Parisi

Giovedì, 18 Settembre 2014
 

Et C’Est Passe

Copertina
Links: 

TrackList

1. Et C’Est Passe

2. Qui Ci Vorrebbe John Wayne

3. Il Grande Cielo

4. Tempi Duri

5. Arrendetevi Siete Circondati

6. Il Dolce Tempo di Maria

7. Non Faccio Prigionieri

MIMMO PARISI – Et C’Est Passe

(2014 – Autoprodotto)

voto: 9/10

Il cantautore Mimmo Parisi ha presentato da qualche tempo il suo nuovo cd, ‘Et c’est passè’, scaricabile, fra l’altro, in perfetto free download, su Jamendo al seguente link, http://www.jamendo.com/it/list/a133344/et-c-est-passe.

Parisi è un autore sui generis, in quanto non limita il proprio operato all’interno del binomio parole/musica, ovvero il classico sentiero percorso dal cantautore di marca classica, ma spazia, complice anche la possibilità offerta dalla registrazione digitale, verso tutti gli aspetti strumentali dei quali è costituito un album di canzoni. Mimmo Parisi ha una naturale predisposizione per il rock, un rock che sfuma attraverso i colori del pop, del hard rock e, perfino, e a sconfinare, nel metal. E’ autore di due precedenti cd usciti solo in forma digitale dal titolo ‘Quando Non 6 Totti o Ligabue‘ e ‘Non Faccio Prigionieri‘, qui si ripresenta con sette brani (non tutti inediti) racchiusi in un cd che si chiama, per l’appunto, ‘Et C’Est Passe‘.

Quindi, quello che ci propone potremmo definirlo un cd rock  dove la sua chitarra dirige le trame. I testi sono interessanti, sicuramente hanno quel quid che potrebbe portare in emersione il nome di questo autore: nel marasma musicale italiano, dove chi è arrivato pensa a conservare il posto al sole facendo magari canzoni che non hanno bisogno di grandi riflessioni, la sua proposta risulta invece chiaramente frutto di una voglia di raccontare il personale punto di vista sul mondo. D’altra parte, basta chiudere gli occhi e l’alta tensione presente all’interno dei brani più critici, si fa spazio con naturalezza e spontaneità. Apre la title track ,che risulta un brano che rimanda al mondo dei cantautori francesi, ma con arrangiamenti hard rock. Veramente centrata ’Qui Ci Vorrebbe John Wayne‘ con un testo molto diretto e mirato all’attualità della nostra derelitta Italia e non da ultimo, una buona prova alla chitarra.

Con ‘Il Grande Cielo‘, siamo in pieno trip azzurro. Il brano è molto intimistico ed è una sorta di soliloquio, arpeggiato e cantato con passione; forse, per chi è abituato a ragionare per categorie a compartimenti stagno, potrebbe risultare staccato dai canoni rock: è un errore interpretativo/ermeneutico, forse che ‘Yesterday’ è inquadrabile in qualcosa di non rock? Quando un brano è bello, basta dichiararlo e non etichettarlo, e ‘il grande cielo’ è bello. Il rock continua la sua corsa in ‘Tempi Duri‘, composizione dal riff scintillante e che calamita  l’attenzione. Più incazzosa ‘Arrendetevi Siete Circondati‘ molto politicizzata e dai ritmi più serrati. Gli interventi di tastiera segnano con decisione la temperie sciorinata dal testo.

Con ‘Il Dolce Tempo di Maria‘ si vira verso una ballatona rock. La canzone mette in mostra l’ottimo potenziale che Mimmo Parisi ha nel disegnare una ballad di spessore.  Chiude ‘Non Faccio Prigionieri‘ che, come concetto ideologico, ricorda ‘Combat Rock’ dei Clash, come aspetto… notarile (n.d.r. da nota: croma, semibiscroma, etc.), invece rimanda, con il suo carico metal al rock fatto con le chitarre e non con le nacchere o qualsiasi altro strumento spacciato per ‘nuovo linguaggio rock’: il rock va fatto con le chitarre, altrimenti è altro, magari più bello, ma altro.

Insomma, giusto per ricollegarmi a quanto appena detto, se vi piace il rock, qui c’è il rock. Fatto con le chitarre. Va detto che Parisi lavora nel suo piccolo studio, chiamato romanticamente Stelledicarta, interessandosi in prima persona della distribuzione (sui digital store che sostengono la sua musica), della promozione (i classici amici blogger, i giornalisti di larghe vedute, il passaparola) e, dulcis in fundo, della produzione fatta all’insegna di Sparta. Quindi se ci si aspetta la produzione di Danger Mouse, Paul Epworth, Ryan Tedder, Declan Gaffney e Flood, ovvero quelli che hanno prodotto l’ultimo degli U2, ‘Songs of innocence’, be’, bisogna attendere: nel disco di Mimmo Parisi c’è solo del ottimo rock sincero… ed arrabbiato.

Massimo Albertini

Tre cantautori con le loro storie

Sabato, 13 Settembre 2014
M. Ligabue, M. Parisi & G. Grignani
M. Ligabue, M. Parisi & G. Grignani
 
 
Marco Ligabue, fratello del più noto Luciano, ha rilasciato il primo singolo che farà parte del cd che sarà lanciato nel post estate. La canzone si chiama ‘Ti porterò lontano’ ed è disponibile sui principali digital store. Il brano si avvale di un videoclip diretto da Maurizio Bresciani e visibile su Youtube e realizzato negli Usa. Marco Ligabue ha dichiarato su Facebook che, in una società che vuol plagiarti, spesso gli succede di voler fuggire senza nemmeno la valigia. Il cantautore di Correggio fa notare come uno dei meccanismi che incatenano l’individuo in modo errato a questo mondo che passa il minimo sindacale, è il fatto che ‘qualcuno‘ ci convinca che esista un unico colore e un unico modo di intendere la vita. Questo porta la persona ad abbassare gli occhi. Ci vuole poco però, alzando gli occhi, per rendersi conto che mille sfumature sono pronte a colorare l’esistenza.
 

Per il cantautore Mimmo Parisi e per la sua Stratocaster Marshalldipendente è disponibile sui digital store ‘Dammi una mano’, brano che anticipa l’album d’autunno che titola ‘La polvere del ring’. Sul suo canale Youtube è possibile anche vedere il videoclip associato al brano. La canzone ha come tema il ‘curioso atteggiamento’, giusto per usare un eufemismo, di chi si interessa di fatti importanti usando una profonda superficialità. L’ossimoro si impone perché esistono personaggi che creano continuamente neologismi improbabili per indicare disturbi e patologie che avrebbero bisogno di altra attenzione. Cosa c’è di inaccettabile nelle parole cieco, sordo, zoppo o altro? Questi ‘studiosi’ apparentati all’Accademia della Crusca sono dei giocolieri della parola, essi inventano termini e perifrasi pensando di poter modificare la realtà. Così, dopo gli audiolesi, sono nati i visulesi! Le parole non possono modificare la sostanza delle cose: ciechi e non vedenti sono sinonimi e non muteranno di una virgola lo status dei fatti. Per contro, se qualcuno ha bisogno, diamoci da fare… ma per favore: non a parole! Ecco, questo è il filo conduttore della canzone “Dammi una mano” del cantautore bolognese Mimmo Parisi.

‘Io nella vita ho qualcosa da dire/ io nella vita non sono un bluff/ tu prendi il diavolo per la coda/ ma esser famosi è già fuori moda per me/ e non c’è più niente da dire/ e non c’è più niente da capire perché quando l’ostacolo è solo un nuovo gioco politico tutta la gente va in panico ed io mi agito e non mi va di essere normale’. Queste parole appartengono invece a Gianluca Grignani, cantautore appena assurto agli onori della cronaca per lo scontro con alcuni carabinieri. La canzone è “Non voglio essere un fenomeno“, brano apripista per il cd d’autunno “A volte esagero“. Che dire? Testo e titoli sembrano una premonizione di ciò che gli è capitato. Tuttavia e al di là della cronaca va detto che Grignani è un artista che ha fatto della sincerità la sua bandiera. Va ricordato come, tempo fa, ospite in una delle trasmissioni della De Filippi (quale? E chi lo sa… Tra amici, poste, uomini, donne, nonni ringalluzziti e talent per ogni uso ed evenienza, vai a capire quale fosse!), comunque in quell’occasione alla domanda su come cantare meglio, il cantautore rispose in modo spiazzante: ‘Ah, io faccio come mi viene, non sto mica lì a perdere ore’, concluse ridendo. A conti fatti, dopo questa estate tutto sommato scarsa di sole, si preannuncia l’arrivo di un autunno di cd roventi.

(A cura di Giovanni Contini)